Differenze tra le versioni di "Romano Guardini"

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+ "Il Signore"
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(+ "Il Signore")
Nato a [[Verona]] nel [[1885]], in una famiglia di quattro fratelli. Già nel [[1886]] la famiglia si trasferì a [[Magonza]]. Qui Romano Guardini frequentò le scuole fra cui il [[Ginnasio]] umanistico, presso il quale superò gli esami finali nel [[1903]]. Dopo avere frequentato per due semestri la facoltà di [[chimica]] a [[Tubinga]] e tre semestri di economia politica a [[Monaco di Baviera]] e [[Berlino]], decise di entrare in [[seminario]].
 
Romano studiò [[teologia]] a [[Friburgo in Brisgovia]] e [[Tubinga]]. Nel [[1910]] fu ordinato [[sacerdote]] a [[Magonza]], dove lavorò brevemente quale assistente spirituale, prima di ritornare a Friburgo per il dottorato con il professor [[Engelbert Krebs]], titolo che egli ottenne nel [[1915]] con un lavoro su [[San Bonaventura da Bagnoregio|Bonaventura]]. Sempre con una tesi su Bonaventura ottenne, nel [[1922]], l'abilitazione all'insegnamento della [[teologia]] dogmatica, mentre, nel contempo, era attivo nella pastorale giovanile nel movimento giovanile cattolico. Nel [[1923]] ottenne la cattedra di [[filosofia della religione]] e visione cattolica del mondo a [[Berlino]], che conservò fino al [[1939]], quando fu prematuramente pensionato dai nazisti. DalIn [[1943]]quegli alanni, [[1945]]tra sile ritiròattività apastorali Mooshausendi Guardini, villaggiospicca la predicazione, in cuioccasione sidella eracelebrazione creatoeucaristica, finagli dalstudenti [[1917]],cattolici undell'università cerchiodi Berlino. Le sue omelie sulla persona e sulla vita di stretteGesù amicizieCristo vennero trascritte e doveriviste undallo suostesso amicoGuardini, Josefe Geigercostituirono il materiale per una delle sue opere principali, era''[[Il parrocoSignore]]'', che uscì nel [[1937]].
 
Dal [[1943]] al [[1945]] si ritirò a Mooshausen, villaggio in cui si era creato, fin dal [[1917]], un cerchio di strette amicizie e dove un suo amico, Josef Geiger, era parroco.
 
Nel [[1945]], con la fine del regime di [[Adolf Hitler|Hitler]], ottenne la [[cattedra]] di filosofia della religione e visione cattolica del mondo a [[Tubinga]], nel [[1948]] passò alla Ludwig-Maximilians-Universität di [[Monaco di Baviera]]; egli fu fra i fondatori della Katholische Akademie, che distribuisce ogni anno il rinomato premio a lui intitolato. Nel [[1952]] Guardini vinse il Premio alla Pace dei librai tedeschi.
 
Più avanti, nel [[1965]], scriverà: "La Chiesa non è un'istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo".
 
=== ''Il Signore'' ===
Una delle opere più significative di Romano Guardini è ''[[Il Signore]]'', "sulla persona e sulla vita di [[Gesù Cristo]]". L'opera nacque dalle omelie tenute da Romano Guardini ai giovani studenti cattolici durante gli anni di insegnamento all'Università di Berlino e fu definita da Romano Guardini "la sua opera più cara" insieme a quella su [[Holderlin]].<ref>Leettera a Richard Knies del 18-12-1940, cit. da B. Gerl, ''Romano Guardini. La vita e l'opera'', Morcelliana, Brescia, 1988, p. 353</ref>
 
L'opera di Guardini, secondo le intenzioni dello stesso autore, non si configura come un'opera scientifica, ma come una collezione di "conversazioni spirituali", atte ad approfondire la figura di Gesù a partire dai Vangeli e dall'ermeneutica della fede. Infatti, di fronte ai tentativi di spiegare e interpretare la figura di Gesù da un punto di vista puramente storico, psicologico, politico, Guardini si propone di "far emergere liberamente la Rivelazione e vederla in modo giusto", a partire dalla convinzione che "di fronte a Cristo si esige la conversione del pensiero", e quindi sia necessario "assumere Cristo come criterio di misura del reale e del possibile e nel giudicare sul mondo da quella prospettiva".<ref>R. Guardini, ''Il Signore'', Vita e Pensiero, Milano, 2005, p. 721</ref>
 
Di fronte alla separazione tra il Gesù della fede e il [[Gesù storico]], Guardini afferma infatti che:
{{quote|La fede cristiana rifiuta il Cristo di ''questa'' fede, così come il Gesù di ''questa'' storia. Il Gesù Cristo reale è quello della fede reale. Non ne esiste alcun altro. La fede è ordinata al Gesù Cristo reale, come l'occhio al colore e l'orecchio al suono.|R. Guardini, ''Il Signore'', Vita e Pensiero, Milano, 2005, p. 719}}
 
Dal punto di vista teologico, il "presupposto di pensiero" delle riflessioni di Guardini è il fatto che "la vita di Gesù non è la realizzazione di un programma fisso ''a priori'', ma è autentica storia"<ref>R. Guardini, ''Il Signore'', Vita e Pensiero, Milano, 2005, p. 724</ref>, in quanto, secondo la fede cristiana, con l'[[Incarnazione]] "Dio è entrato nella storia e ha assunto su di sé un 'destino'"<ref>R. Guardini, ''Il Signore'', Vita e Pensiero, Milano, 2005, p. 37</ref>. Nelle pagine del suo libro Guardini approfondisce questo punto di vista, arrivando a mostrare come secondo i Vangeli la morte di Gesù in croce non sia il frutto di un processo necessario, ma sia piuttosto l'esito del libero rifiuto da parte degli uomini del suo insegnamento e della sua persona.
 
Secondo Guardini è tuttavia impossibile descrivere una [[psicologia]] di Gesù, poiché "nell'intimo della sua personalità si cela il mistero del [[Figlio di Dio]] ed elimina ogni "psicologia", quel mistero del quale l'ingiudicabilità del cristiano è il riflesso donato per grazia".
 
== Influenze e riconoscimenti==

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