Differenze tra le versioni di "Il ragazzo selvaggio"

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Trama e Note
(Trama e Note)
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'''''Il ragazzo selvaggio''''' (''L'enfant sauvage'') è un [[film]] del [[1970]] diretto e interpretato da [[François Truffaut]].
 
Il film, che segna la prima di una serie di collaborazioni tra Truffaut e il grande direttore della fotografia cubano [[Néstor Almendros]], fu girato dal luglio al settembre [[1969]], adin [[Auvergne]], e a [[Parigi]], e fu proiettato in pubblico la prima volta il [[26 febbraio]] [[1970]]. Il film è realisticamente ispirato ada una storia realmente accaduta, e raccontata da Jean Itard, che ebbe un forte impatto nella nascita della cosiddetta "pedagogia speciale".
 
== Trama ==
Nel [[1800]], in [[Francia]], un gruppo di cacciatori trova un bambino in una foresta, che non è in grado di parlare e agisce solo come un animale. Il noto medico, filosofo e pedagogista [[Itard]] si assume la responsabilità di curarlo. Dopo 6 anni di continuo lavoro il medico si rassegna al fatto che il ragazzo non riuscirà mai ad apprendere il linguaggio umano, dato che fino all'età di undici anni nessuno gli aveva mai parlato, ma otterrà ugualmente enormi e significativi progressi nell'educazione del ragazzo e nel suo riadattamento ada una vita in società, anche grazie all'aiuto della Governante Madame GuerinGuérin ([[Françoise Seigner]])<ref>[[Giulio Angioni]] qualifica questo film come molto interessante sul piano antropologico, avvicinandolo al coevo ''2001: Odissea nello spazio'' di Stanley Kubrick: "François Truffaut, nel film storicamente fondato ''L’enfant sauvage'' (1970), mostra un medico che osserva e studia un ragazzo, cresciuto solo nei boschi, che non reagisce ai suoni e ai rumori della casa, e decide che è sordo chissà per quale malformazione fisica (anche perché il ragazzo non si tiene eretto sui due piedi nel camminare), mentre invece la sua governante nota che il ragazzo selvaggio sente benissimo rumori naturali come il vento o artificiali come schiacciare una noce. E’ difficile accettare che le nostre percezioni sensoriali non siano innate o naturali ma siano un prodotto culturale variabile, che anche una cosa così ‘naturale’ come la deambulazione bipede eretta si apprende in situazioni adatte e che si percepisce coi sensi ciò che la propria cultura seleziona e ci insegna a percepire e anche a giudicare esteticamente" ([[Giulio Angioni]], ''Fare, dire, sentire: l'identico e il diverso nelle culture'' (Il Maestrale, 2011, p. 223)</ref>.
 
== Note ==
<references>
 
== Collegamenti esterni ==
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