Differenze tra le versioni di "Copiapite"

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Descritta per la prima volta da [[Wilhelm Karl von Haidinger]] (1795 - 1871), geologo e mineralogista austriaco, nel 1905.
 
 
 
== Abito cristallino ==
I cristalli sono tabulari.
 
 
== Origine e giacitura ==
La genesi è secondaria, prevalentemente per ossidazione nei giacimenti di [[pirite]] delle zone aride. La [[paragenesi]] è con [[alotrichite]], [[pirite]], [[pickeringite]] e [[marcasite]].
 
 
== Forma in cui si presenta in natura ==
Si presenta in aggregati scagliosi, in masse polverulente, in aggregati sugherosi o in incrostazioni, raramente in piccoli cristalli.
 
 
== Caratteri fisico-chimici ==
Facilmente solubile in acqua, va conservato in contenitori stagni o sotto plastica.
 
 
== Località di ritrovamento ==
 
In Italia se ne trovano croste nella [[miniera del Nibbio]], nel comune di [[Mergozzo]], in provincia di [[Novara]]; nella miniera di [[Libiola]], nel comune di [[Sestri Levante]], in [[Liguria]]; a [[Vigneria]] e a [[Capo d'Arco]], nel comune di [[Rio Marina]], e nel comune di [[Capoliveri]], tutti e due sull' [[isola d'Elba]].
 
 
== Varietà ==
 
La varietà contenente [[rame]] al posto del [[magnesio]] e del [[ferro]] bivalente è detta [[cuprocopiapite]].
 
 
== Bibliografia ==
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