Differenze tra le versioni di "Aggiramento"

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L'aggiramento, in qualsiasi sua forma, è fondamentalmente un'azione offensiva o controffensiva, mirata essenzialmente al forzamento della situazione di stallo che si crea nella battaglia parallela<ref>Vedi Clausewitz, op. cit. pag 449 e pag 725</ref>, l'effetto dell'aggiramento è rilevante soprattutto dal punto di vista del morale delle truppe, in quanto un attacco improvviso da una direzione inaspettata fa ritenere all'attaccato di non avere più una ritirata facile come in presenza di un attacco frontale<ref>Vedi Clausewitz, op. cit. pag 261</ref>. D'altra parte è fondamentale, nella valutazione di una manovra aggirante, rendersi conto che è necessario dividere le proprie truppe in due masse separate, in genere incapaci di appoggiarsi a vicenda, pertanto un buon comandante nemico, con spirito di iniziativa, può concentrare tutte le sue forze contro una sola aliquota, battendo le due masse dell'esercito separatamente<ref>Vedi Jomini, op. cit. pag 115 e 204</ref> quindi l'aggiramento del nemico non ha un significato in sè e per sè, ma unicamente in coordinazione con tutto il resto della situazione tattica/strategica<ref>Vedi Clausewitz, op. cit. pag 602</ref>. In particolare le azioni di aggiramento presuppongono una superiorità numerica o addestrativa delle truppe accerchianti<ref>Vedi Jomini, op. cit. pag 207</ref>.
 
==RiferimentiBibliografia==
*Chris Bellamy, ''Guerra assoluta'', Einaudi 2010
*Giovanni Brizzi, ''Il guerriero, l'oplita, il legionario'', Edizioni Il Mulino, 2002 ISBN 88-15-8907-1
*David G. Chandler, ''The camapignscampaigns of Napoleon'', tradotto in italiano da Maurizio Pagliano et al. come ''Le campagne di Napoleone'', Edizioni Rizzoli, 1998, ISBN 88-17-11576-2
*[[Karl von Clausewitz]], ''Vom Kriege'', tradotto dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore del Regio Esercito come ''Della guerra'', edizioni Mondadori, 1970
*[[Vasilij Ivanovič Čujkov|Vassili Ivanovic Ciuikov]] (sic), ''Naciago puti konez Tretiego reicha'', tradotto in italiano da Arno Specht et al col titolo ''La fine del Terzo Reich'', Baldini & Castoldi, Milano, 1969
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