Differenze tra le versioni di "Ducato di Spoleto"

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Nel [[717]] Liutprando, che aveva ripreso un'azione militare volta ad estendere il dominio longobardo in Italia, attaccò [[Ravenna]] e Trasamondo ne approfittò per occupare [[Narni]], ma quando, nel [[724]], il re attaccò [[papa Gregorio II]] a [[Roma]], trovò la resistenza dei duchi autonomisti della Langobardia Minor<ref>Jarnut, p. 88.</ref>; gli spoletini si opposero a Liutprando sul [[Ponte Salario]], contribuendo alla sconfitta del sovrano<ref>Paolo Diacono, [[s:la:Historia Langobardorum - Liber VI|VI]], 49.</ref>. Si creò così un'alleanza tra Spoleto, [[Ducato di Benevento|Benevento]] e il Papato, legati dal comune interesse a contrastare il rafforzamento di Liutprando, che quindi si alleò a sua volta con l'esarca [[Eutichio]] al quale era accomunato, in quel frangente, dalla volontà di ricondurre sotto il potere legittimo i potentati indipendentisti dell'Italia centro-meridionale. Liutprando marciò quindi su Spoleto, l'occupò e ottenne la sottomissione di Trasamondo e di [[Romualdo II di Benevento]]<ref>Jarnut, p. 89.</ref>. |Nel [[739]], Liutprando invase ancora il territorio romano; per la seconda volta il pontefice ricorse all'aiuto di Trasamondo. Il conflitto venne risolto definitivamente dal [[papa Zaccaria]] che nel [[742]] riuscì ad ottenere da Liutprando la restituzione di tutte le fortezze occupate <ref>O. Bertolini, ''Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi'', p. 481.</ref>. Il ribelle Trasamondo venne deposto e rinchiuso in un monastero e Liutprando lo sostituì con il suo nipote, [[Agiprando]]<ref>Jarnut, p. 93.</ref>.
 
Nella seconda metà dell' [[VIII secolo]] la tradizionale autonomia politica del ducato venne contenuta dai succesori di Liutprando, che alla sua morte ([[744]]) avevano lasciato il [[Regno longobardo]] all'apice della potenza e della coesione: gli ultimi re longobardi continuarono quindi a opporsi all' eccessiva frammentazione del particolarismo ducale<ref>Jarnut, p. 94.</ref>. Anche [[Rachis]], seppure sovrano debole rispetto al grande predecessore, fu in grado di imporre a Spoleto un duca a lui fedele: [[Lupo di Spoleto|Lupo]]<ref>Jarnut, p. 109.</ref>. Proprio questa fedeltà costò il ducato a Lupo, che nel [[751]] fu deposto dal nuovo re [[Astolfo (re longobardo)|Astolfo]] che assunse in proprio la reggenza del ducato<ref>Jarnut, p. 113.</ref>; alla morte di Astolfo venne acclamato [[Alboino di Spoleto|Alboino]], sostenuto dalla popolazione spoletina e da [[papa Stefano II]] che, rotta l'alleanza con i Longobardi, richiese l'intervento armato dei [[Franchi]]<ref name="Jarnut119">Jarnut, p. 119.</ref>.
 
Nel [[758]], per il suo comportamento filo-papale, Alboino venne attaccato e sconfitto dal nuovo re [[Desiderio (re)|Desiderio]], che in continuità con la politica accentratrice di Astolfo depose il duca Alboino, governando inizialmente anch'egli in prima persona il ducato per affidarlo in seguito prima a [[Gisulfo di Spoleto|Gisulfo]]<ref name="Jarnut119" /> ([[759]]<ref name="Rovagnati115" />) e poi a [[Teodicio]] <ref>P.M. Conti, ''Il ducato di Spoleto e la storia istituzionale dei Longobardi'',p. 315.</ref>.
 
Nel [[774]], dopo la definitiva sconfitta di Desiderio ad opera di [[Carlo Magno]], mentre si persero notizie di Teodicio, citato in quel periodo nel [[Regesto Farfense]] come protettore di quell'abbazia <ref>E. Saracco Previdi,''Tra Roa Farfa e Fermo'', p. 26.</ref>, gli spoletini si recarono a [[Roma]], attraverso il taglio simbolico dei capelli, fecero atto di sottomissione a [[papa Adriano I]]; con nomina pontificia, il duca [[Ildeprando]] prestò giuramento di fronte al pontefice Adriano I e fece del ducato, sostanzialmente, un feudo pontificio<ref>Jarnut, p. 125.</ref>; la tradizionale cerimonia longobarda del ''[[Gairethinx]]'', in occasione dell'elezione del duca, rimase definitivamente affidata alla storia. Il ducato ebbe notevole fortuna, dato che i Longobardi controllavano la [[Via Flaminia]], importante via di transito tra Roma e l' [[ Esarcato]], oltre a quella del "[[ Corridoio bizantino| corridoio bizantino"]]<ref>Conti, p. 41.</ref>.
 
===Il ducato dopo la caduta del regno (774-1198)===
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