Macalda di Scaletta: differenze tra le versioni

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|Epoca = 1200
|Nazionalità = italiana
|FineIncipit = fu un'[[avventuriera]] euna [[cortigiana|dama di compagnia]] e un'[[avventuriera]] [[Sicilia|siciliana]], di umilissime origini, nota per la condotta politica spregiudicata, per l'inclinazione al [[adulterio|tradimento coniugale]], politico e umano<ref name="Fiume176"/>, e per i facili e promiscui [[sessualità|costumi sessuali]], la cui dissolutezza, sfiorata anche dal «sospetto di [[incesto]]»<ref name="Fiume176"/>, tendeva a degenerare in un «[[esibizionismo]] venato di [[ninfomania]]»<ref name="Fiume176">Marinella Fiume, ''Siciliane. Dizionario biografico'', E. Romeo, 2006 ISBN 9788874280575 (p. 176)</ref>.
 
Educata alle armi, coraggiosa, dotata di un portamento marziale, cinica e ambiziosa, Machalda fu un'influenteuna personalità femminile, attivache dispiegò la sua influenza dapprima nella cerchia di [[Carlo I d'Angiò|Carlo d'Angiò]] e poi presso la [[corte (seguito)|corte]] di [[Pietro III d'Aragona]], la cui persona Macalda, secondo un cronista, cercòtentò inutilmente di [[Concupiscenza|concupire]]. QuesteLe sue qualità lane reserofecero una protagonista di quellun'epoca di transizione e di violenti rivolgimenti nella [[storia della Sicilia|storia]] del [[Regno di Sicilia]], segnata dalla [[Vespri siciliani|rivolta dei Vespri]] e dal tumultuoso avvicendamento tra il dominio [[Angioini|Angioino]] e quello [[Aragonesi|Aragonese]].
 
Intrigando a corte, ma anche rivaleggiando spavaldamente con la regina [[Costanza di Hohenstaufen]], Macalda ebbe infatti un ruolo importante nel favorire inizialmente, e far precipitare in séguito far precipitare, le fortune politiche del suo secondo marito, il vecchio [[Alaimo da Lentini]], che era stato uno dei maggiori fautori di [[Vespri siciliani|quella rivolta]].
 
La parabola sociale e politica di Macalda, e della sua umilissima stirpe, èpuò essere considerata come un caso esemplare e paradigmatico del tipo di [[mobilità sociale]] attraverso cui, in un contesto [[tardo medioevo|tardo medievale]] [[Storia della Sicilia normanna|normanno]]-[[Storia della Sicilia sveva|svevo]], una famiglia ambiziosa poteva giungere in poche [[generazione|generazioni]] all'[[emancipazione]] dalla [[povertà]] e da condizioni subalterne<ref name="Fodale49"/>, in un percorso spettacolare che dalla miseria giungeva ad attingere le altezzealte sfere reali<ref>Altro esempio di affluenza sociale, della stessa epoca normanno-federiciana, è quello di [[Giovanni Moro (schiavo)|Giovanni Moro]], figlio di una schiava [[saraceni|saracena]], che dalla originaria condizione servire si innalzò fino al [[Rango (società)|rango]] di intimo consigliere di [[Federico II di Svevia]].</ref>.
 
La vicenda di Macalda ha lasciato dietro sé una riconoscibile traccia storica, ricevendo trattamenti diversi dalle [[Cronaca (genere letterario)|cronache]] sincrone: una di queste, la ''[[Historia Sicula]]'' del coevo [[cronista]] [[Messina|messinese]] [[Bartolomeo di Neocastro]] filo-[[dinastia aragonese|aragonese]], è a lei estremamente avversa, ma i comprensibili motivi politici che ispirano Neocastro non sembrano sufficienti a giustificare la sua acrimonia, così eccessiva, per alcuni, da autorizzare il sospetto di trovarsi di fronte a «una delle vittime del fascino della donna»<ref name="Fiume175"/>.
 
Di Macalda, oltre all'educazione militare, è nota anche una qualità poco usuale per una donna del tempo, la conoscenza del [[scacchi|gioco degli scacchi]], per la quale le si può riconoscere una sorta di primato storico nell'universo femminile e in quello scacchistico siciliano.
 
La sua singolare figura, abitando le pagine della cronaca e della storia, è trasfigurata anche nel [[folklore]] e nell'[[immaginario collettivo]], rendendo Macalda la protagonista di [[mito|miti]], [[tradizioni popolari|tradizioni]] e [[leggenda|leggende]] popolari, come quella messinese del ''[[pozzo di Gammazita]]''.
Un'eco distante della passione di Macalda per il sovrano aragonese, narrata dal caustico Neocastro, riverberasembra riverberare anche nella narrazione [[Giovanni Boccaccio|boccaccesca]], in un ben più rarefatto contesto [[Amor cortese|cortese]] e [[Letteratura cavalleresca|cavalleresco]] della narrazione [[Giovanni Boccaccio|boccaccesca]], quando nel ''[[Decameron]]''<ref name="BoccaccioX7"/> si narra del perduto amore di [[Lisa Puccini]] per [[Pietro d'Aragona|Re ''Piero di Raona'']]<ref name="Cingolani433">{{ca}} [[Stefano Maria Cingolani]], ''Historiografía, propaganda i comunicació al segle XIII: [[Bernat Desclot]] i les dues redaccions de la seva crònica'', [[Institut d'Estudis Catalans]], 2006 ISBN 978-84-72-83841-3 (p. 433)</ref>}}
 
==Biografia==
[[File:Castello Scaletta Zanclea(100).JPG|thumb|280px|Interno del castello di ''Scaletta'']]
====La bisnonna di Macalda ====
La sua famiglia era di umilissimeumilissima originiestrazione socialisociale, e versava inizialmente in pessime condizioni economiche, condizioni dalle quali avevaavrebbe saputo però abilmente affrancarsi congrazie a un'[[Mobilità sociale|ascesa sociale]] il cui apice sarebbe stato toccato proprio da Macalda<ref name="Fodale49">Salvatore Fodale, ''Il povero'', p. 49, in ''Condizione umana e [[Ruolo (sociologia)|ruoli sociali]] nel Mezzogiorno normanno-svevo'', [[Edizioni Dedalo]], 1991 ISBN 8822041437</ref>. La sua bisnonna, viveva infatti, conduceva la sua esistenza "sotto il sole e la pioggia" davanti alla ''[[Comunità ebraica di Messina|Porta Judaeorum]]'' di [[Messina]], dove si guadagnava da vivere vendendosmerciando generi alimentari su un banchetto all'aperto, e riuscendo anchein tal modo a metter da parte anche qualche soldo<ref name="Fodale49"/>.
 
====Ascesa sociale e politica====
=====Matteo Selvaggio=====
Figlio della venditrice ambulante erafu un tale Matteo Selvaggio (''qui cognominabatur salvagius''), il futuro nonno di Macalda, egli stesso, agli inizi del [[XIII secolo]], in [[Storia della Sicilia sveva|età sveva]], nient'altro che un semplice servo o milite alle dipendenze del [[Castellano (storia)|custode del castello]] [[demanio|demaniale]] di [[Scaletta Zanclea|Scaletta]]<ref name="Amico458"/>, un presidio destinato al controllo del transito sulla strada che da sud raggiungeva Messina da [[Catania]] e [[Siracusa]]<ref name="Fodale49"/>.
 
Intorno al 1220, morto il [[Castellano (storia)|castellano]], Matteo Selvaggio riuscì ad assumerne l'ufficio per concessione dell'[[imperatore del Sacro Romano Impero|imperatore]] [[Federico II di Svevia]]<ref name="Amico458"/>. Un ulteriore e decisivo passo in avanti lo dovette poi a un colpo di fortuna, il rinvenimento di un [[Tesoro (preziosi)|tesoro]] nascosto nel castello<ref name="Fodale49"/>. Spogliatosi della miseria, volle sbarazzarsi anche del poco onorevole cognome avito. Attribuendosi la titolatura ''di Scaletta'', Matteo volle sancire in questo modo il nuovo avanzamento di ''[[status]]''<ref name="Fodale49"/>.
 
=====Giovanni di Scaletta, padre di Macalda=====
Il progresso economico gli aprì la possibilità di un ulteriore passo, avviare il figlio Giovanni agli studi giuridici<ref name="Fodale49"/>. IlQuel titolo di studio, come avverte Neocastro, conferivain quel contesto sociale, era in grado di conferire grande prestigio a chi lo avesse conseguito,: ede essocosì aprìfu anche con a Giovanni nuovial quale immancabilmente si schiusero più ampi orizzonti e gli offrìnuove opportunità, tra cui anche unala strada apertamaestra verso un matrimonio altolocato, sugellato con una nobildonna siciliana del casato dei Cottone<ref name="Fodale49"/>. Nel castello di Scaletta, nacquero dalda quel matrimonio due figli: dapprimail venne[[primogenito]] al mondofu Matteo II eal quale fece quindiséguito, in un'epoca intorno al 1240<ref name="DataNascita"/>, la sorella Macalda<ref name="Amico458"/> a cui sarebbe toccato l'ultimoin sorte il passo delldefinitivo nell'arrampicata sociale, l'acquisizione del prestigio politico ancora mancante<ref name="Fodale50">Salvatore Fodale, ''Il povero'', p. 50, in ''Condizione umana e ruoli sociali nel Mezzogiorno normanno-svevo'', [[Edizioni Dedalo]], 1991 ISBN 8822041437</ref>.
 
===Macalda nelle cronache aragonesi===
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