Madonna di Vico l'Abate: differenze tra le versioni

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==Descrizione e stile==
Al centro del dipinto si trova la Vergine seduta su un trono ligneo riccamente intarsiato. La figura è rigidamente frontale e fissa, di grande monumentalità, con una presenza statuaria e possente, che echeggia anche le statue di [[Arnolfo di Cambio]] (''Madonna col Bambino già sulla facciata del [[Duomo di Firenze|Duomo]], oggi nel [[Museo dell'Opera del Duomo (Firenze)|Museo dell'Opera del Duomo]]'') e di [[Nicola Pisano]] (il Bambino simile a quello della ''Presentazione al Tempio'' nel [[pulpito del Duomo di Siena]]). Il manto della Madonna è reso con un colore compatto e con scarsa caratterizzazione a pieghe del panneggio. Il solido e spigoloso trono ligneo, riccamente intarsiato, irrigidisce ancora maggiormente la ferma presa di Maria sul figlio, e l'unica concessione fuori schema è il vivace bambino, dalla figura quasi erculea coi capelli ricciuti, che si agita e scalcia come un vero infante. La sua espressione conferisce un elemento dinamico in un dipinto dominato dalla figura ieratica della Vergine.
 
Tali caratteristiche, così "[[giottesche]]", derivano sicuramente da un profondo contatto con l'arte fiorentina, tanto da risultare estranee nella rarefatta scena artistica sense, dominata allora dai modi di [[Simone Martini]]. Non a caso l'artista visse a lungo nella sua fase giovanile a Firenze, dove lasciò alcune opere via via più dolci, abbandonando la rigidità scultorea di questa promaprima prova.
 
==Bibliografia==
258 549

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