Protogene (mimo): differenze tra le versioni

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L'iscrizione, proveniente da [[Preturo]], nella ''[[Regio IV Samnium]]'', seguendo l'interpretazione di [[Franz Bücheler]], viene solitamente fatta risalire all'incirca al tempo di [[Quinto Ennio|Ennio]]<ref>o di poco posteriore, secondo le parole di [[Franz Bücheler]] («''carmen Ennianae aetatis non multo posterius''»), in ''Carmina Latina Epigraphica'', [[Benedictus Gotthelf Teubner|Teubner]], [[Lipsia]], 1895-1897</ref>, anche se, per alcuni arcaismi caratteristici, come ''heicei'' e ''soueis'' è stata proposta da [[Bruno Gentili]] una datazione anteriore<ref name=Gentili>[[Bruno Gentili]], ''L'epitafio del mimo Protogene: [[esametri]] o [[saturnio|saturni]]?'', in ''Quaderni urbinati di cultura classica'', nuova serie, Vol. 34, n. 1, 1990, pp. 131-141</ref>.
 
==Prosodia dell'iscrizione==
Da un punto di vista [[prosodia|prosodico]], la quasi totalità degli studiosi<ref name=GentiliGiudizio>Il giudizio è tratto dal citato articolo di [[Bruno Gentili]], ''L'epitafio del mimo Protogene: [[esametri]] o [[saturnio|saturni]]?'', 1990</ref> interpreta nell'epitaffio la forma [[Esametro dattilico|esametrica dattilica]], anche se, per sostenere questa interpretazione, sono necessarie alcune «violenze prosodiche»<ref name=GentiliGiudizio/>, come, ad esempio, la lettura monosillabica del ''soueis'' presente nel secondo verso, giustificata da alcuni, ma giudicata una forzatura inattendibile dal Gentili che vi riconosce invece dei versi [[saturnio|saturni]]<ref name=Gentili/>.
 
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