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Nella [[Storia della medicina]] esiste un equivoco assai diffuso e pervicacemente duraturo: che nel [[Medio Evo]] la [[Chiesa cattolica]] abbia ostacolato lo sviluppo della [[chirurgia]] attraverso una serie di [[Diritto canonico|canoni]] promulgati in diversi [[Concilio|concili]], e che vietasse la pratica della dissezione dei cadaveri per lo studio dell'[[anatomia umana]]. A questi argomenti sono stati dedicati specifici studi storici che hanno mostrato come questo resoconto dei fatti sia completamente infondato; tuttavia esso è ancora molto diffuso, non solo a livello popolare e al di fuori dell'ambito specialistico, ma compare talvolta anche in pubblicazioni accademiche i cui autori hanno probabilmente ignorato la documentazione specifica sull'argomento. In questo articolo si illustreranno le ragioni che permettono di confutare questo equivoco e si analizzeranno le cause che ne hanno permesso l'affermazione.
 
Nella [[Storia della medicina]] è assai diffusa l'opinione che nel [[Medio Evo]] la [[Chiesa cattolica]] abbia ostacolato lo sviluppo della [[chirurgia]] attraverso una serie di [[Diritto canonico|canoni]] promulgati in diversi [[Concilio|concili]], e che vietasse la pratica della dissezione dei cadaveri per lo studio dell'[[anatomia umana]]. A questi argomenti sono stati dedicati specifici studi storici{{cn}} che hanno mostrato come questo resoconto dei fatti sia completamente infondato; tuttavia esso è ancora molto diffuso, a livello popolare e al di fuori dell'ambito specialistico, ma talvolta anche in pubblicazioni accademiche{{cn}} i cui autori hanno probabilmente ignorato la documentazione specifica sull'argomento. In questo articolo si illustreranno le ragioni che permettono di confutare questo equivoco e si analizzeranno le cause che ne hanno permesso l'affermazione.
 
 
==Chirurgia==
Se, seguendo Amundsen<ref>
Darrel W. Amundsen, ''Medieval canon law on medical and surgical practice by the clergy'', Bulletin of the History of Medicine, '''52''' (1978) 22-44. Articolo poi ripubblicato in ''Medicine, Society and Faith in the Ancient Medieval Worlds'' (1996), capitolo 8</ref>, ci si pone la domanda ''«La Chiesa ha mai vietato la pratica della medicina e della chirurgia?»'', il primo approccio è quello di cercare la risposta all'interno di fonti secondarie, quali testi introduttivi alla storia della medicina. In questo modo si finisce però in un letterale "pantano" di confuse informazioni: un mare di approssimative citazioni di canoni promulgati in diversi concili, che vengono poi interpretati grossolanamente e senza tenere in considerazione il contesto in cui essi sono nati. Ci si trova allora di fronte ad affermazioni quali: «''sotto [[Papa Innocenzo II]] vennero promulgati editti (concilio di Clermont 1130, concilio di Reims 1131, concilio Lateranense 1139) contro la professione medica praticata dagli ecclesiastici''» <ref>Max Neuburger, ''History of Medicine'', traduzione di E. Playfar, London: Cambridge University Press, 1925</ref>; «''la pratica, e di fatto lo studio e l'insegnamento, della medicina furono vietati all'alto clero nei concili di Reims 1131, Lateranense 1139, Montpellier 1162, Tours 1163, Parigi 1212 e nel secondo Lateranense 1215. Infine le restrizioni riguardarono anche i monaci di livello più basso, e specialmente nel concilio di Le Mans 1247, furono loro vietate le pratiche che implicano il bruciare e il tagliare (chirurgia)''» <ref>J. H. Baas, ''Outlines of the History of Medicine and the Medical Profession'', traduzione di H. E. Anderson, New York: J. H. Vail, 1889</ref>. Questi sono solo degli esempi, ma Amundsen passa in rassegna molta altra letteratura. A questo punto si potrebbe ingenuamente concludere che storicamente la Chiesa si sia sistematicamente opposta allo sviluppo della medicina, ma in realtà l'analisi di Amundsen va oltre e dimostra come queste prime interpretazioni siano inaccurate e fuorvianti. Per ben capire la posizione della Chiesa medievale su questi argomenti è necessario esaminare direttamente le fonti primarie.
 
«La Chiesa ha mai vietato la pratica della medicina e della chirurgia?» è la domanda a cui [[Darrel W. Amundsen]], studioso del xxx che ha fatto xxx, cercò di rispondere passando in rassegna inizialmente fonti secondarie, quali testi introduttivi alla storia della medicina finendo in un "pantano" di confuse informazioni, un mare di approssimative citazioni di canoni promulgati in diversi concili, che vengono poi interpretati grossolanamente e senza tenere in considerazione il contesto in cui essi sono nati. Poi in realtà l'analisi di Amundsen va oltre e dimostra come queste prime interpretazioni siano inaccurate e fuorvianti. Per ben capire la posizione della Chiesa medievale su questi argomenti è necessario esaminare direttamente le fonti primarie.<ref>
Darrel W. Amundsen, ''Medieval canon law on medical and surgical practice by the clergy'', Bulletin of the History of Medicine, '''52''' (1978) 22-44. Articolo poi ripubblicato in ''Medicine, Society and Faith in the Ancient Medieval Worlds'' (1996), capitolo 8</ref>
 
====Alcune considerazioni di Diritto Canonico====
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