Differenze tra le versioni di "Colloredo"

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La famiglia si divise in varie linee di cui quella di Asquino si estinse nel 1738 e beni e titoli furono ereditati dai [[Montecuccoli (famiglia)|Montecuccoli]], quella di Viscardo acquisì il marchesato di [[Santa Sofia di Marecchia]], feudo toscano, quella di Mannsfeld ereditò con il matrimonio di Franz Gundakkar (1731-1807) con l'ultima erede Maria Isabella (1771) titoli e beni dei principi von Mansfeld (1780), con diritto di unire i due cognomi dal 1789 (Colloredo-Mannsfeld).
 
La famiglia vestì inoltre l'abito di [[Sovrano Militare Ordine di Malta|Malta]], venne insignita col titolo di Visconte di Mels nell'XI secolo e ottenne il titolo di Conte del S.R.I. nel [[1824]].
 
Su commissione del conte [[Carlo Ottavio di Colloredo]] (1723-1786), direttore dell'[[Accademia degli Invaghiti]], nel [[1767]]-[[1769]] [[Antonio Galli da Bibbiena|Antonio Bibbiena]] realizzò a [[Mantova]] il [[Teatro Scientifico]], gioiello settecentesco della città, dove [[Mozart]] il 16 gennaio 1770 tenne un concerto nella sua prima tournée italiana, all'età di quattordici anni.
 
==I tre letterati==
Tre importanti figure letterarie abitarono il castello di [[CastelloColloredo di ColloredoMonte Albano]]. Il primo fu [[Ermes di Colloredo]] che vi nacque nel [[1622]]: con i suoi versi burleschi e asprigni diede alla lingua friulana dignità letteraria.
 
Il secondo fu [[Ippolito Nievo]], narratore e poeta garibaldino, che un secolo e mezzo dopo rende immortale il castello di Colloredo ne ''[[Le confessioni d'un italiano]]''.
 
==Colloredo ne ''I Promessi sposi''==
Uno dei membri di questa famiglia, [[Rudolf von Colloredo|Rodolfo Colloredo]] (1585-1657), viene citato nei [[Promessi Sposi]] (cap. 30) come uno degli ufficiali dell'esercito imperiale sotto il comando diretto del [[Albrecht Wenzel Eusebius von Wallenstein|Wallenstein]] in marcia attraverso la Lombardia.
 
{{Citazione|Sopra tutto si cercava d'aver informazione, e si teneva il conto de' reggimenti che passavan di mano in mano il ponte di [[Lecco]], perché quelli si potevano considerar come andati, e fuori veramente del paese. Passano i cavalli di Wallenstein, passano i fanti di Merode, passano i cavalli di Anhalt, passano i fanti di Brandeburgo, e poi i cavalli di [[Raimondo Montecuccoli|Montecuccoli]], e poi quelli di Ferrari; passa Altringer, passa [[Ernesto Egon di Fürstenberg-Heiligenberg|Furstenberg]], passa [[Rudolf von Colloredo|Colloredo]]; passano i Croati, passa [[Torquato II Conti, III duca di Poli e Guadagnolo|Torquato Conti]], passano altri e altri; quando piacque al cielo, passò anche [[Mattia Galasso|Galasso]], che fu l'ultimo. Lo squadron volante de' veneziani finì d'allontanarsi anche lui; e tutto il paese, a destra e a sinistra, si trovò libero.|[[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'', cap. XXX, 220-225}}
 
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