Differenze tra le versioni di "Eccidio di Sabbiuno di Paderno"

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espando e fonti
(espando e fonti)
Nel frattempo, a fine ottobre 1944, l'offensiva alleata si era esaurita e nell'inverno fra il 1944 e il 1945, il fronte di guerra si era stabilmente assestato lungo la [[Linea Gotica]] sull'appennino a meno di 20 chilometri da Bologna. Con il [[proclama Alexander]] del 13 novembre 1944, il comandante in capo delle [[Allied Force Headquarters|forze alleate nel Mediterraneo]], il [[feldmaresciallo]] inglese [[Harold Alexander]], richiedeva alle forze della Resistenza dell'[[Italia settentrionale]] la cessazione delle operazioni su vasta scala e l'attestarsi su posizioni difensive.<ref>{{cita web|url=http://books.google.it/books?id=mehHAAAAMAAJ|titolo=Storia della resistenza italiana, 8 settembre 1943-25 aprile 1945|autore=Roberto Battaglia|editore=Giulio Einaudi|anno=1964|accesso=15 gennaio 2021|p=433}}</ref>
 
La stasi dell'avanzamento alleato creò le condizioni adatte per un inasprimento della repressione da parte delle forze fasciste e naziste contro quelle della Resistenza. Nei mesi a seguire, le forze nazifasciste - avvalendosi di spie infiltrate, confessioni estratte sotto tortura e prigionieri usati come esche - procedettero all'uccisione dei partigiani identificati e all'attacco delle basi della Resistenza in città, che culminarono in violenti scontri, fra cui spicca la [[battaglia della Bolognina]] del 15 novembre 1944.<ref name=Preti>{{cita libro|autore=Alberto Preti|titolo=Sabbiuno di Paderno. Dicembre 1944|editore=University Press Bologna| città=Bologna |anno=1994 |url=http://parridigit.istitutoparri.eu/public/multimediale/1/Monografie/multimedia_source/Sab/bi/Sabbiuno_Paderno.pdf}}</ref> I partigiani superstiti si videro così costretti ad uscire dalla città e tornare nelle sedi operative della campagna.<ref name=iperbole>{{cita web|url=http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/monumentosabbiuno/storia_1.htm|titolo=Il Monumento di Sabbiuno - Storia|sito=http://www.iperbole.bologna.it|accesso=26 marzo 2021}}</ref>
 
===I rastrellamenti===
Il 5 dicembre 1944 i tedeschi e i fascisti - su indicazione di alcune spie infiltrate nelle brigate partigiane - operarono due grandi rastrellamenti ad [[Anzola dell'Emilia|Anzola Emilia]] e ad [[Amola del Piano|Amola di Piano]] ([[San Giovanni in Persiceto]]), dove avevano le loro basi un distaccamento della 7ª Brigata [[Gruppi di Azione Patriottica|GAP]] e reparti [[Squadre di azione patriottica|SAP]] della [[63ª Brigata Garibaldi "Bolero"|63ª Brigata "Bolero"]].<ref name=Preti/>
 
Oltre 200 persone, ma pare addirittura di più, furono portate nelle sedi delle SS tedesche a Bologna e, dopo gli interrogatori, nel carcere di [[San Giovanni in Monte]], dove si trovavano già centinaia di detenuti. Altri ancora si aggiunsero nei giorni successivi.
Oltre 200 persone, ma pare addirittura di più,<ref name=storiaememoria>{{cita web|url=https://www.storiaememoriadibologna.it/eccidio-di-sabbiuno-del-monte-di-paderno-bologna-62-evento|titolo=Eccidio di Sabbiuno del Monte di Paderno (Bologna)|sito=www.storiaememoriadibologna.it|accesso=26 marzo 2021}}</ref> furono dapprima concentrate nelle scuole, nei cinema, nelle caserme e nelle carceri locali, dove vennero sottoposte a interrogatori e non di rado a sevizie da parte delle SS tedesche.<ref name=Preti/> Successivamente vennero trasferiti nel carcere di [[San Giovanni in Monte]], dove si trovavano già centinaia di detenuti. Altri ancora si aggiunsero nei giorni successivi.<ref name=storiaememoria/> Alcuni rastrellati vennero rilasciati, mentre gli altri prigionieri, ammassati nelle celle sovraffollate e malsane del carcere, vennero sottoposti a ulteriori interrogatori e torture.<ref name=iperbole/>
 
==L'eccidio==
Il 14 dicembre 1944 un primo gruppo di prigionieri, comprendente partigiani la cui identità ed attività erano certi, venne prelevato dal carcere e condotto a Sabbiuno di Paderno, collina a sud della città. Qui vennero uccisi in massa a colpi di fucile. Le esecuzioni furono probabilmente affidate alle SS italiane e alle [[Brigate Nere]].<ref name=Preti/> Alcuni corpi rotolarono lungo i fianchi della collina verso il [[Reno (Italia)|Reno]].
I partigiani appartenevano a diverse formazioni ed erano stati in gran parte rastrellati nella zona Ovest della periferia della città ([[Anzola dell'Emilia|Anzola]], [[Calderara di Reno]] e [[Amola di Piano]]).
 
Il 22 dicembre diversi carcerati vennero deportati nel [[campo di transito di Bolzano]] e nel [[campo di concentramento di Mauthausen]]. Molti non fecero mai ritorno.<ref name=iperbole/>
 
Un terzo gruppo di prigionieri fu prelevato dal carcere di San Giovanni in Monte il 23 dicembre e ucciso a Sabbiuno con le stesse modalità del primo gruppo.
 
ISi partigianistima la cui identità ed attività erano certi - per la delazione delle spie -che furono portatialmeno a58 Sabbiunole dipersone Paderno, collina a sud della città, e uccisi in massa. I corpi rotolarono lungo i fianchi della collina verso il [[Reno (Italia)|Reno]]. Fra il 14 e il 24 dicembre [[1944]] vennero uccisi dai nazifascisti a Sabbiuno circa 58 [[partigiani]]uccise, ma - date le difficoltà nell'identificare i corpi - non è da escludere che siano avvenute ulteriori fucilazioni anche nei giorni successivi. Nelle esecuzioni vennero fucilate anche persone che probabilmente non erano direttamente legate alla Resistenza.<ref name=Preti/>
 
===L'occultamento===
L'[[eccidio]] rimase pressoché sconosciuto per diversi mesi, quando si iniziarono a rinvenire i corpi delle vittime, fucilate e gettate al di sotto del [[calanco]].
 
In un primo tempo furono identificate 47 salme mentre 8 rimasero senza nome. Successivamente furono rinvenute altre salme nei dintorni:, il che suggerisce che le fucilazioni eranosiano proseguite anche dopo dicembre.
 
==Le vittime==
La precisa identificazione del numero e dell'identità delle vittime dell'eccidio è resa difficile dalle contraddizioni presenti nelle poche fonti disponibili, nonché dalla difficoltà nell'individuare e identificare le salme. Segue la lista delle vittime registrate alla [[Certosa di Bologna]] come provenienti da Sabbiuno o registrati come tali all'anagrafe del Comune di Bologna e di quelle desunte dal registro dei carcerati della Casa circondariale di Bologna.<ref>{{cita web|url=http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/monumentosabbiuno/biografie.htm|titolo=Il Monumento di Sabbiuno - Biografie dei caduti|sito=http://www.iperbole.bologna.it|accesso=8 dicembre 2020}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.ciportanovia.it/index.php?route=product/category&path=6_39|titolo=Le fucilazioni a Sabbiuno di Paderno|sito=Ci portano via. Da Bologna ai lager del Terzo Reich|accesso=8 dicembre 2020}}</ref><ref>{{cita web|url=https://www.storiaememoriadibologna.it/eccidio-di-sabbiuno-del-monte-di-paderno-bologna-62-evento?all_people_Persone_correlate=all#listapersone_Persone_correlate|titolo=Eccidio di Sabbiuno del Monte di Paderno (Bologna)|sito)www.storiaememoriadibologna.it|accesso=15 gennaio 2021}}</ref>
 
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