Differenze tra le versioni di "Fortitudo Pallacanestro Bologna 103"

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Nel 1962-63 la pallacanestro diventò Sezione Autonoma, come fece il baseball, e pur rimanendo nella sede storica della Casa Madre intraprese una strada autonoma che portò, nello stesso anno e grazie al giocatore [[Gianni Paolucci]], ad avere il suo primo sponsor: la Ferm, azienda bolognese di macchine utensili.
 
Il 12 agosto 1966 la Fortitudo approdò in [[Serie A (pallacanestro maschile)|Serie A]] grazie all'acquisto di una società bolognese che aveva deciso di terminare la propria storia cestistica, la [[Sant'Agostino Bologna|Sant'Agostino]]. L'accordo fu raggiunto attorno a un tavolo del Ristorante "i Franco" di via della Grada, fra Gino Galletti per la Sant'Agostino e Pietro Lucchini, Bruno Mezzadri, Beppe Lamberti e Piero Parisini per la Fortitudo. L'acquisto costò 20 milioni di lire<ref>Tratto dal libro "Cento anni di Fortitudo, 1901-2001" pagina 142 e riscontrabile sul libro "Bologna Fortitudo" di Emilio Marrese a pagina 26.</ref>. Così la Fortitudo approdò in [[Serie A 1966-1967 (pallacanestro maschile)|Serie A 1966-67]]. Dopo un difficile inizio di campionato, la squadra riuscì a ottenere la salvezza all'ultima giornata anche grazie alla prima vittoria contro la [[Virtus Pallacanestro Bologna]] blasonata squadra di Bologna, il 19 marzo 1967. L'anno seguente la Fortitudo, abbinata allo storico marchio di gelati [[Eldorado (azienda)|Eldorado]] che sarebbe rimasto lo sponsor sino al 1972, raggiunse la finale di [[Coppa Italia di pallacanestro maschile 1968]] venendo però sconfitta dalla [[Fides Napoli]]. Nell'estate del 1968 venne acquistato dalla società l'americano [[Gary Schull]], soprannominato "Baron" che sarebbe divenuto uno dei più grandi simboli della storia della società. Nel campionato [[Serie A 1968-1969 (pallacanestro maschile)|1968-69]] per la prima volta la Fortitudo vinse entrambi i due [[derby di Bologna|derby]] contro la Virtus, riuscendo a terminare la stagione davanti ai rivali cittadini, cosa che si sarebbe ripetuta nella [[Serie A 1970-1971 (pallacanestro maschile)|1970-71]]. La rivalità con la Virtus, divenne una delle più importanti della pallacanestro italiana grazie anche al dualismo tra gli americani che militavano nelle due squadre come Schull, e i giocatori della Virtus [[Terry Driscoll]] e [[John Fultz]]. Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 fu comunque spesso l'Eldorado a primeggiare: tra le vittorie nei derby più importanti si ricorda quella del 21 Dicembre 1969, dove Schull colpito al volto, continuò a giocare nonostante perdesse copiosamente sangue.
 
Le due squadre bolognesi condivisero per anni il [[PalaDozza|Palazzo dello Sport di Bologna]], oggi PalaDozza e colloquialmente ''Madison''; mentre con gli anni assistere a un match della Virtus diventava economicamente sempre più pesante, la Fortitudo sponsorizzava programmi di diffusione della pallacanestro tra i giovani e manteneva accessibili i prezzi dei biglietti. In seguito alla costruzione del più capiente [[PalaMalaguti]] a [[Casalecchio di Reno]], entrambe vi si trasferirono, ma poco tempo dopo la Fortitudo tornò al PalaDozza, che ha gestito in esclusiva fino alla stagione 2016/2017. Le due squadre hanno giocato in due palazzetti diversi per quasi un ventennio, dal 1999 al 2017; dalla stagione sportiva 2017-18 entrambe hanno ripreso a giocare al PalaDozza. Risale inoltre al [[1970]] la nascita della Fossa Dei Leoni, storico gruppo [[ultras]] della Fortitudo, nonché uno dei più importanti del basket italiano.
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