Castello dell'Imperatore: differenze tra le versioni

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==Storia e descrizione==
Sul luogo dove si trova l'odierno castello sorgeva anticamente il forte degli [[Alberti (conti di Prato)|Alberti]] di Prato, che venne quasi completamente raso al suolo nel 1107 durante l'assedio delle truppe di [[Matilde di Canossa]]; al suo posto un altro palazzo, detto "Palazzolo", venne ricostruito per ospitare i [[Nunzio|nunzi]] degli imperatori [[Enrico VI di Svevia|Arrigo VI di Svevia]] e [[Ottone IV di Brunswick]] (del quale restano due torri, quelle prive di merli, che fino al [[1767]]-[[1768|68]] avevano circa il doppio dell'attuale altezza); l'area interessata dal Castello era da sempre strategica, tanto che esistono documenti fino dal 1035<ref>{{Cita libro|autore=G. Agnello|titolo=Il Castello Svevo di Prato - Rivista dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte n. III|anno=1954|editore=[[Arti grafiche Panetto & Petrelli]]|città=Spoleto|p=|pp=|ISBN=}}</ref> che testimoniano la presenza di un più antico "palatium"; questa costruzione era il nucleo del ''Castrum Prati'', il borgo che sorgeva a monte del palazzo che possedeva anche un'antica pieve ([[Chiesa di Santa Maria in Castello (Prato)|Santa Maria in Castello]], oggi non più esistente).
 
L'incarico della costruzione venne dato da Federico II a [[Riccardo da Lentini]], probabilmente a partire dal 1240. Il castello, originariamente tangente alla seconda cerchia muraria ([[XII secolo]]), era parzialmente circondato da un fossato e collegato alle carceri albertiane dalla cui definizione "delle carceri" prese il nome il vicino santuario mariano. Esso presenta otto torri ed ha insiti, come per il [[Castel del Monte]], svariati aspetti simbolici, sia nella struttura che nel portale. Una volta completato, avrebbe dovuto essere utilizzato come importante guarnigione dell'impero, a testimonianza della presenza dell'imperatore sui possedimenti del nord.
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