Differenze tra le versioni di "Civiltà della valle dell'Indo"

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In mancanza di testi scritti le credenze di questa civiltà possono essere ipotizzate solo sulla base delle rappresentazioni sui sigilli (con divinità o scene di cerimonie) o delle figurine di terracotta, forse utilizzate anche per scopi rituali.
 
[[File:Shiva_Pashupati.jpg|miniatura|Sigillo raffigurante la divinità della Civiltà della valle dell'Indo identificato come proto-Paśupati. Raffigura la divinità Paśupati in forma antropomorfica, con il pene eretto, forse in una postura "[[Yoga|yogica]]" e il volto a tre facce munito di un'acconciatura a forma di corna. Tale figura, posta su una pedana, è circondata da un bufalo, un rinoceronte, un elefante e una tigre, sotto latigrellllllla pedana sono poste due capre (o forse cervi).]]
 
In base alla grande quantità di figurine rappresentanti la fertilità femminile che ci ha lasciato, sembra che vi fosse venerata una sorta di "dea madre". [[Thomas J. Hopkins]] e Alf Hiltebeitel<ref name="HopHil">{{cita libro|Thomas J.|Hopkins|nome2=Alf|cognome2=Hiltebeitel|Encyclopedia of Religion|annooriginale=1987|2005|Macmillan|Nuova York|pp=4468 e segg.|volume=vol. 7|capitolo=Indus Valley Religion}}</ref> ritengono infatti che la [[Religione della valle dell'Indo]] si incentrasse sul culto di una divinità femminile, erede di una cultura religiosa rurale più ampia che arrivava all'[[Elam]] (oggi [[Iran]] sudoccidentale) e al [[Turkmenistan]] meridionale. Tale cultura religiosa si mantenne fino al periodo dell'urbanizzazione quando essa fu separata, finendo l'Elam sotto il controllo dei [[Sumeri]], il Turkmenistan conquistato dai nomadi delle steppe settentrionali, mentre gli insediamenti della Valle dell'Indo si espansero verso Oriente e il Meridione arrivando alla piana del [[Gange]], al [[Gujarat]] e all'[[altopiano del Deccan]]. La presenza del culto della dea, che risale al VI secolo a.C., è particolarmente presente nell'area di [[Mehrgarh]], sito scoperto negli anni settanta del XX secolo, e che copre un periodo compreso tra il VI e il 2500 a.C. (inizio dell'urbanizzazione dell'area), ma è presente anche nei siti successivi (Harappā e Mohenjo-daro) anche se con iconografie differenti. È stato, e viene ipotizzato che tale figura sia l'origine del culto della Dea propria dell'Induismo successivo<ref name="HopHil" />, ma queste divinità femminili possono essere anche collegate a quelle sumere o a quelle induiste.<ref name="Flood">{{Cita|Flood|}}.</ref>
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