Differenze tra le versioni di "Giambattista Giraldi Cinzio"

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Scrisse nove tragedie, di cui la prima e più famosa è ''[[Orbecche]]'', messa in scena nel [[1541]] e pubblicata nel [[1543]]<ref>{{Cita libro|nome=Cremante,|cognome=Renzo.|titolo=Teatro del Cinquecento|url=https://www.worldcat.org/oclc/20345856|accesso=12 settembre 2018|data=[1988-]|editore=R. Ricciardi|OCLC=20345856|ISBN=88-7817-120-4}}</ref><ref>M. Ariani (a cura di), ''Il teatro italiano. II: La tragedia del Cinquecento'', Torino, Einaudi, 1977, tomo I, p. 81.</ref>. Fu inoltre autore di un libro di novelle, gli ''[[Ecatommiti]]'' ([[1565]])<ref>{{Cita libro|nome=Giraldi, Giambattista Cinzio,|cognome=1504-1573.|titolo=Gli Ecatommiti|url=https://www.worldcat.org/oclc/825554668|accesso=12 settembre 2018|OCLC=825554668|ISBN=978-88-8402-763-4}}</ref>, e di un poema, l''<nowiki/>'Ercole''; gli è anche stato attribuito il ''Giudizio d'una tragedia di Canace e Macareo'', che si era a lungo creduto essere opera di [[Bartolomeo Cavalcanti]]<ref>{{Cita libro|autore=Sperone Speroni|autore2=Giambattista Giraldi Cinzio|curatore=Christina Roaf|titolo=Canace e scritti in sua difesa / Giudizio ed Epistola latina|anno=1982|editore=Commissione per i testi di lingua|città=Bologna}}</ref>.
 
È stato il primo drammaturgo moderno a mettere in scena una [[tragedia]] "regolare", l<nowiki>'</nowiki>''Orbecche'', (il primo a scriverne una era stato il Trissino con la sua ''[[Sofonisba (Trissino)|Sofonisba]]'', composta nel 1515, ma messa in scena solo nel 1554 in Francia) per la quale seguì rigidamente i canoni enunciati nella ''[[Poetica (Aristotele)|Poetica]]'' di [[Aristotele]]. Fu anche tra i primi autori di [[tragicommedia|tragicommedie]] e un grande inventore di storie: alcune di quelle provenienti dagli ''Ecatommiti'', opera presto tradotta in spagnolo<ref> ''Primera parte de las cien novelas'' Pedro Rodríguez a costa de Julíán Martínez, Toledo, 1590; D. González Ramírez "En los orígenes de la novela corta del Siglo de Oro: los ''novellieri'' en España" ARBOR Vol. 187 n.752 noviembre-diciembre (2011): 1221-1243, ISSN 0210-1963, doi: 10.3989/arbor.2011.752n6016 </ref>, furono utilizzate sia da [[Miguel de Cervantes Saavedra|Cervantes]] sia da [[William Shakespeare|Shakespeare]] come trame per celebri capolavori, ad esempio il ''[[Le peripezie di Persile e Sigismonda|Persiles]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''[[Otello]]'', e [[Lope de Vega]] si servì di almeno otto argomenti per le sue opere drammatiche. Le novelle sono inserite in una [[cornice narrativa]], raccontate da un gruppo di uomini e donne, durante la fuga dal [[sacco di Roma (1527)]] su una nave diretta a [[Marsiglia]],. sonoSono divise in dieci decadi, corrispondenti alle giornate.
 
La novella ''Il Moro di Venezia'' presenta una trama che, pur con alcune differenze, verrà mantenuta da Shakespeare nelle sue linee essenziali. Il protagonista non ha ancora un nome, ma viene designato semplicemente come Moro, mentre il futuro Iago è qui «un alfiero di bellissima presenza, ma della più scellerata natura, che mai fosse uomo del mondo», ugualmente innominato. A sua volta, «il capo di squadra» diventerà Cassio. La protagonista femminile si chiama invece già Disdemona.<ref>''Il Moro di Venezia'', in A. Lugli (a cura di), ''Novelle italiane'', Novara, Edipem, 1974, pp. 119-126</ref>
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