Differenze tra le versioni di "Kundalini"

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Occorre qui ricordare che la concezione di una relazione fra l'umano e il divino non è certo una prerogativa delle tradizioni in oggetto, tradizioni essenzialmente [[tantra|tantriche]], ma risale, nella letteratura, a un'epoca antecedente, quella del [[brahmanesimo]]. Nella ''[[Chāndogya Upaniṣad]]'' (IX-VII secolo a.C.), ma anche in altre ''[[Upaniṣad]]'', troviamo già espresso il concetto dell'identità fra l'essenza individuale e quella divina, fra ''[[ātman]]'' e ''[[brahman]]'': «Quello sei tu».
 
I testi del ''Bhairava tantra'' costituiscono il ''corpus'' canonico di opere sacre cui fanno riferimento alcune tradizioni religiose popolari per lo più sorte nella regione [[india]]na del [[Kashmir]], e confluite poi in quel sistema [[esegesi|esegetico]] etichettato come [[Shivaismo kashmiro|Shivaismo del Kashmir]] comecformulato formulato da [[Abhinavagupta]]. Queste tradizioni e scuole sostengono l'identità fra gli individui, l'[[universo]] e Dio, che, come già detto, è qui identificato con Śiva<ref>Flood, ''L'induismo'', ''Op. cit.'', p. 227.</ref> o una sua ipostasi (come Bhairava, per esempio):
 
Śiva è qui considerato causa materiale ed efficiente dell'universo, e il suo riflesso nel mondo è Śakti, l'energia divina che gli esseri e le cose nel mondo sperimentano come causa di ogni trasformazione. Sostantivo femminile, ''śakti'' è termine il cui significato è proprio "energia", "forza", e indica generalmente il potere, o l'insieme dei poteri di un dio (''[[deva]]''), quelli che agiscono nel mondo fenomenico e sono la causa di ogni trasformazione, creazione e distruzione. Nella mitologia, questa ''śakti'' è spesso personificata come dea (''[[devi]]'') e variamente denominata, oggetto di culto nelle correnti [[devozione|devozionali]]. Come [[Pārvatī]], la "Figlia della montagna", per esempio, raffigurata come sposa di Śiva; o come [[Kālī]], "Colei che domina il tempo".
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