Differenze tra le versioni di "La maledizione dello scorpione di giada"

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Appena rientrato a casa, Briggs riceve una telefonata dal mago, che, pronunciando la parola chiave “Costantinopoli”, lo riporta in [[Trance (psicologia)|trance]] e lo costringe a rubare dei gioielli dalla villa della facoltosa famiglia Kensington. Il giorno successivo, Briggs, che non ricorda nulla, indaga assieme alla polizia e giunge alla conclusione che il colpevole è qualcuno interno all'agenzia assicurativa: Briggs finisce con il sospettare proprio di Fitzgerald, la quale ha accesso a tutti i dati dei sistemi antifurto (come lo stesso Briggs). Deciso a scoprire la verità, Briggs si introduce nell'appartamento di Fitzgerald, solo per scoprire che la collega ha una relazione con il loro capo, l'ottuso Chris Magruder, che tuttavia termina nel peggiore dei modi proprio quella sera. Rimasta sola, Fitzgerald, ubriaca, tenta il suicidio gettandosi dalla finestra, ma viene prontamente fermata da Briggs, che poi veglia su di lei tutta la notte.
 
Nel frattempo, Briggs ha anche un intrallazzo con la bellissima e spregiudicata Laura Kensington, figlia dei proprietari derubati;. pochePoche sere dopo il furto, Briggs si trova in compagnia di Laura e viene nuovamente contattato da Voltan, che lo costringe a compiere un secondo furto. Laura, interrogata dalla polizia, confermerà più tardi che lo sfortunato investigatore non aveva un alibi al momento della rapina.
 
L'indomani, Briggs viene informato che è diventato il principale sospettato a causa di una serie di prove, tra cui la testimonianza di Laura Kensington. Fitzgerald, che malgrado tutto non crede alla colpevolezza del collega, va a casa di Briggs per discutere il caso con lui, ma trova casualmente la refurtiva. Proprio in quel momento, Briggs riceve una telefonata di Voltan, che lo riporta in trance e gli ordina di portargli i gioielli: Briggs esegue, non prima però di aver dichiarato, sempre sotto ipnosi, il proprio amore a Fitzgerald. La donna, furibonda, lo denuncia immediatamente e Briggs viene arrestato, per poi riuscire a scappare grazie all'aiuto di Laura Kensington. L'investigatore, ora in fuga, si rifugia proprio a casa di Fitzgerald, contando sul fatto che nessuno verrà a cercarlo da lei, dal momento che tutti sanno che i due si detestano: la collega, seppure riluttante, accetta di ospitarlo, anche perché in fondo commossa e riconoscente per la gentilezza mostrata da Briggs la sera del tentato suicidio.
Durante la notte, Fitzgerald riceve una telefonata da Voltan, che la ipnotizza tramite la parola chiave "Madagascar" e si serve di lei per un terzo furto. La donna, sotto ipnosi, rivela poi a Briggs di essere innamorata pazza di lui, ma la mattina dopo non ricorda più nulla; ascoltando la radio che parla del furto, si convince anzi che sia Briggs il responsabile e lo caccia via.
 
Briggs, indagandoricorrendo ad alcuni informatori, riesce a risalire al nome di Voltan e comincia a sospettare la pista dell'ipnosi. Grazie a due colleghi, anche loro presenti la sera dello spettacolo, ricostruisce gli avvenimenti e riesce a liberarsi dall'influsso della parola chiave; raggiunge poi Fitzgerald proprio nel momento in cui la donna, in trance, sta consegnando a Voltan i gioielli del terzo furto, e fa arrestare il mago.
 
Briggs, pienamente riabilitato, decide di dimettersi e lasciare l'agenzia, ma realizza di essere davvero innamorato di Fitzgerald e si dichiara; la collega, tuttavia, si è appena rimessa con Magruder, al che Briggs decide di ricorrere alla parola chiave "Madagascar". Alla menzione della parola, Fitzgerald cade prontamente in trance e pianta in asso un allibito Magruder in favore di Briggs. Mentre lasciano l'ufficio, però, Fitzgerald fa capire a Briggs di essersi in realtà liberata dal potere dello scorpione di giada e quindi di ricambiare davvero i sentimenti del collega: i due escono dall'edificio scambiandosi sorrisi.
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