Differenze tra le versioni di "Biblioteca (Pseudo-Apollodoro)"

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Alcuni dei manoscritti dell'opera riportano come autore un certo Apollodoro<ref>A. Diller, ''Studies in Greek Manuscript Tradition'', Amsterdam 1983, pp. 199 ss.</ref>, erroneamente identificato con [[Apollodoro di Atene]] (nato circa nel [[180 a.C.]]), un allievo di [[Aristarco di Samotracia]], principalmente perché si sa - da riferimenti presenti in alcuni [[scolio|scolii]] - che Apollodoro di Atene scrisse un compendio mitografico-religioso, ''Sugli dei''<ref>''FGrHist'' 244, FF 88-207.</ref>, i cui frammenti, tuttavia, sono caratterizzati da un'indagine erudito-etimologica non presente nel nostro testo.
 
Il nostro testo, invece, cita un autore romano, Castore di Rodi, che fu contemporaneo di [[Cicerone]] e visse, quindi, nel [[I secolo a.C.]], dopo l'epoca dell'erudito ateniese. L'attribuzione errata risulta già all'epoca del [[Patriarca (cristianesimo)|Patriarca]] [[Fozio I di Costantinopoli|Fozio]]<ref>''Biblioteca'', cod. 186, p. 142 ab.</ref> e si perpetuò anche nel resto del Medioevo bizantino, fino almeno ada [[Eustazio di Tessalonica]] e [[Giovanni Tzetzes]].
 
=== Apollodoro Grammatico ===
Il Libro II tratta degli [[Atlantidi]], partendo da [[Io (mitologia)|Io]] e le [[Danaidi]], per poi trattare di [[Preto]] e [[Bellerofonte]] e concentrarsi sui due semidei più importanti di questa stirpe, ossia [[Perseo]] e il suo discendente [[Eracle]], le cui imprese vengono trattate in modo approfondito, continuando fino ai suoi discendenti, gli [[Eraclidi]].
 
Nel terzo libro si esaminano i discendenti di Europa ([[Minosse]] e i suoi figli) e di [[Cadmo]], con le vicende legate a [[Dioniso]], per poi concentrarsi sui [[Labdacidi]], con le storie di [[Edipo]], dei [[Sette contro Tebe]] e degli [[Epigoni]]. L'autore si occupa, poi, di [[Licaone (figlio di Pelasgo)|Licaone]] e [[Callisto]], di [[Auge (mitologia)|Auge]] e delle [[Pleiadi (mitologia)|Pleiadi]], spingendosi a trattare di [[Leda]], di sua figlia [[Elena (mitologia)|Elena]] e dei [[Dioscuri]]. L'occasione relativa ada Elena gli consente di trattare dei miti troiani e di [[Peleo]] e [[Teti (Nereide)|Teti]], giungendo alle soglie della [[guerra di Troia]]. Infine, si tratta dei miti legati all'[[Attica]], culminanti con [[Teseo]], con le cui prime imprese<ref>A III 16.</ref> la ''Biblioteca'' si interrompe bruscamente.
 
La parte restante, che forse componeva un quarto libro, è ricostruibile da un'[[epitome]] realizzata sulla base dell'opera completa, che permette di ricostruire in parte i contenuti delle parti non pervenute. I 7 capitoli in cui è stata divisa l'epitome dagli editori comprendono il resto delle imprese di Teseo e i miti legati ai [[Pelopidi]]<ref>Capp. 1-2.</ref>, dopo i quali, per 5 capitoli, si trattano i miti omerici, partendo dagli ''antehomerica'' per poi riassumere l'''[[Iliade]]'', continuando con i ''[[posthomerica]]'', i ''[[nostoi]]'' e, infine, il ritorno e la morte di [[Odisseo]], con cui si chiude l'età degli [[eroi]].
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