Differenze tra le versioni di "Flusso di coscienza"

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{{Nota disambigua||Flusso di coscienza (disambigua)}}
{{NN|letteratura|giugno 2018}}
Il '''flusso di coscienza''' (''stream of consciousness'' in [[lingua inglese]]) è una tecnica narrativa consistente nella libera rappresentazione dei [[pensiero|pensieri]] di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi. Da alcuni autori<ref name=Seymour>Ad esempio, {{cita libro |autore=Friedman, |autore2=Melvin, ''|titolo=Stream of Consciousness: A Study in Literary Method'', |anno=1955,}} citatoCitato in {{cita libro |autore=Seymour Chatman, ''|titolo=Storia e discorso. La struttura narrativa nel romanzo e nel film'' |editore=Il Saggiatore |anno=2010 |pagina=316 |citazione=Una pretesa più dubbia è volere identificare il "flusso di coscienza" con un genere, come M. Friedman…}}</ref> il "flusso di coscienza" è considerato un vero e proprio genere letterario, anche se altri autori ritengono dubbia questa pretesa.<ref name=Seymour />
Il Saggiatore, 2010, p. 316: ''"Una pretesa più dubbia è volere identificare il "flusso di coscienza" con un genere, come M. Friedman..."''</ref> il "flusso di coscienza" è considerato un vero e proprio genere letterario, anche se altri autori ritengono dubbia questa pretesa.<ref name=Seymour />
 
Il flusso di coscienza viene realizzato tramite il monologo interiore nei [[Romanzo psicologico|romanzi psicologici]], ovvero in quelle opere dove emerge in primo piano l'individuo, con i suoi conflitti interiori e, in generale, le sue emozioni e sentimenti, passioni e sensazioni.
 
== Storia ==
Il primo teorico del flusso di coscienza può essere individuato nello psicologo e filosofo francese Victor Egger (1848-1909), collega di [[Henri Bergson]], professore di [[Marcel Proust]] alla [[Università di Parigi|Sorbona]], e in corrispondenza epistolare con William James proprio negli anni in cui questi scrive ''The Principles of Psychology''. Victor Egger è autore di ''La parole intérieure''. ''Essai de psychologie descriptive'', del 1881, testo nel quale viene sistematicamente trattata questa tematica secondo una prospettiva di psicologia filosofica che già all'epoca suscitò un nutrito dibattito.
 
Questo sotto-genere si sviluppa ulteriormente dopo le pubblicazioni di [[Sigmund Freud]] sulla [[psicoanalisi]] (Freud conosceva bene il libro di Egger), la quale propone i primi seri studi sull'[[inconscio]]. Il primo esempio nella letteratura è l'opera di [[Dorothy Richardson]] e [[May Sinclair]] <ref>Cfr. ad esempio [http://www.women.it/oltreluna/grandilettricicrescono/sinclair.htm questo sito].</ref>, ma la sua notorietà si deve allo scrittore [[James Joyce]]. Influenzato dalle pubblicazioni di Freud, nel [[1906]] Joyce realizza la raccolta di racconti ''[[Gente di Dublino]]'' (''Dubliners''), nel quale si fondono realtà e mente, coscienza e inconscio: per fare ciò, utilizza la tecnica del monologo interiore diretto (''direct interior monologue'', in inglese), derivante dalla teoria del flusso di coscienza, per la prima volta nella storia della letteratura. Questa nuova poetica viene poi amplificata dallo stesso Joyce nella sua più celebre opera, ''[[Ulisse (Joyce)|Ulisse]]'': viene di fatto eliminata ogni barriera tra la percezione reale delle cose e la rielaborazione mentale. La tecnica è portata alle estreme conseguenze in una delle sue ultime opere, ''[[Finnegans Wake]]'', in cui la narrazione si svolge interamente all'interno di un [[sogno]] del protagonista: vengono abolite le normali norme della grammatica e dell'ortografia. Sparisce la punteggiatura, le parole si fondono tra loro cercando di riprodurre il confuso linguaggio onirico, ma riuscendo così assai oscure.
 
Altri scrittori che hanno usato questa tecnica sono [[Virginia Woolf]], [[Thomas Stearns Eliot]], [[Jack Kerouac]] e [[William Faulkner]]; in Italia ne hanno dato prova i romanzieri [[Luigi Pirandello]], [[Dante Virgili]], [[Guido Piovene]], [[Giuseppe Berto]] e [[Italo Svevo]].
La [[BBC]], dal [[1969]] al [[1974]], mandava in onda una commedia strutturata tipo flusso di coscienza, ''[[Il circo volante dei Monty Python]]''.
 
== Svevo e Joyce, il flusso di coscienza ==
Il romanzo ''[[Ulisse (Joyce)|Ulysses]]'' di James Joyce (pubblicato nel [[1922]]) fu scritto in gran parte a [[Trieste]], la città di [[Italo Svevo]]. L'amicizia tra Joyce e Svevo fu certamente molto importante, in quanto contribuì a far maturare in Svevo una fiducia nelle proprie forze intellettuali e nella validità delle proprie opere, tuttavia non si può dire che nella narrativa di Svevo vi siano delle precise influenze joyciane. Molti sono soliti accostare il flusso di coscienza dell'Ulisse di Joyce a ''[[La coscienza di Zeno]]'', ma una critica più recente ha messo in evidenza come in realtà non vi sia alcun punto di contatto tra le due tecniche narrative; tanto più che nella ''Coscienza'' l'espediente letterario della narrazione consiste nella scrittura delle memorie del protagonista Zeno Cosini da sottoporre allo psicanalista ''Dottor S.'', il che preclude da principio la forma del flusso di coscienza, tanto che il tema della scrittura e organizzazione dei suoi appunti è più volte affrontato dallo stesso narratore-Zeno. L'unico rapporto tra ''La coscienza di Zeno'' e l'''Ulisse'' sta nella generale visione del mondo dell'avanguardia novecentesca.
 
== Note ==
<references/>
 
== Bibliografia ==
* V. Egger, ''La parole intérieure''. ''Essai de psychologie descriptive'', Paris, Germer Baillière, 1881 (seconda edizione, Paris, Alcan, 1904).
*{{cita libro | curatore=Riccardo Roni | titolo='Victor Egger e Henri Bergson. Alle origini del flusso di coscienza. Con due lettere inedite di William James e di Henri Bergson a Egger | anno= 2016 | editore= Edizioni ETS | città= Pisa}}
 
== Voci correlate ==
* [[Modernismo (letteratura)]]
 
== Altri progetti ==
 
== Collegamenti esterni ==
* [http://www.girodivite.it/antenati/xx2sec/joyce/_joyce3.htm Osservazioni su ''Ulisse''], il romanzo di [[James Joyce]].
 
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