Specchiolla

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«Poi nuovamente da Ostuni, con ondulazioni sempre decrescenti, si vanno man mano digradando in armerie collinette e deliziose valee, per circa otto miglia verso Brindisi, e propriamente sino all'ultimo colle del sistema subappennino che, da Serranova sporgendo nell'Adriatico, forma un capo che dicesi "la punta della Specchiolla".»

(Vincenzo Andriani, "Carbina e Brindisi".)
Specchiolla
frazione
Specchiolla – Veduta
Una caletta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
ProvinciaProvincia di Brindisi-Stemma.svg Brindisi
ComuneCarovigno-Stemma.png Carovigno
Territorio
Coordinate40°44′16″N 17°44′12″E / 40.737778°N 17.736667°E40.737778; 17.736667 (Specchiolla)Coordinate: 40°44′16″N 17°44′12″E / 40.737778°N 17.736667°E40.737778; 17.736667 (Specchiolla)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti77 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale72012
Prefisso0831
Fuso orarioUTC+1
PatronoSanta Maria Goretti
Giorno festivoPrimo week-end di Agosto (insieme a Serranova)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Specchiolla
Specchiolla

Specchiolla (Spicchiodda in dialetto carovignese) è una località balneare frazione del comune di Carovigno, in provincia di Brindisi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova a circa 20 km dal capoluogo se si decide di percorrere in direzione sud-est nord-ovest la vecchia via Traiana, odierna strada statale 379, che costeggia il mare Adriatico.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti (la temperatura media è di 10 °C), primavere e autunni gradevoli ed estati discretamente calde e non molto umide. I venti sono moderati.

Le distanze dalle città vicine sono:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli il sito è stato martoriato delle scorribande dei pirati. Diversi assalti si sono verificati nel luglio del 1681.[1] Il 14 luglio del 1687 sbarcarono 250 corsari provenienti da Dulcigno, ma subirono la violenta reazione della popolazione sanvitese dell'entroterra.[2]

La rada è stata testimone di tremendi naufragi di imbarcazioni di passaggio. Un primo naufragio, con vittime, viene registrato l'11 febbraio 1683.[3] I giornali dell'epoca narrano poi che la notte del 2 dicembre 1828, un veliero anconitano proveniente da Corfù e battente bandiera pontificia si schiantò con violenza sugli scogli: non sopravvisse nessuno.[4]

La piazzetta della chiesa è il crocevia del borgo antico. Tradizionale è la festa di Santa Maria Goretti, patrona della vicina borgata di Serranova (le due chiese sono accorpate). Il 29 luglio, l'icona della santa, trasportata in barca da Penna Grossa, spiaggia nei pressi di Torre Guaceto, sbarca nell'ansa del porticciolo di Specchiolla; il corteo di fedeli raggiunge infine la chiesa parrocchiale di Serranova per le celebrazioni di rito.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il porticciolo di Specchiolla

Durante gli anni novanta lo sviluppo edilizio incontrollato della località ha prodotto intense trasformazioni urbanistiche che hanno esteso notevolmente l'area abitata. Baresi e brindisini sono i villeggianti più numerosi, assieme a quelli provenienti dalle vicine città di San Vito dei Normanni e San Michele Salentino. Di recente si è assistito a un aumento dei flussi turistici da Nord Italia, Inghilterra e Francia, che si sono aggiunti alla storica presenza dei tedeschi.

La macchia mediterranea, attualmente molto limitata, era popolata in passato da cinghiali e cervi. Lungo il litorale di Specchiolla vi sono diverse insenature, le cosiddette "calette": una volta erano invase dalle alghe depositate dalle tempeste invernali e utilizzate dai contadini come concime. Oggi, ripulite, sono spiagge accoglienti.

Le coste sabbiose si alternano a basse scogliere. Specchiolla presenta un porticciolo e la sede della Lega navale italiana di San Vito dei Normanni. Vi sono ristoranti affacciati sul mare, bar e alcuni negozi. È presente inoltre un impianto per il tiro a volo e un villaggio camping attrezzato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Panareo, Turchi e barbareschi ai danni della Terra d'Otranto, in "Rinascenza Salentina", Lecce 1933
  2. ^ Giacomo De Leo, Storia di San Vito dei Normanni, Napoli 1904
  3. ^ Archivio Parrocchiale Carovigno, Registro dei morti anno 1683, febbraio
  4. ^ V. Andriani, Carbina e Brindisi, Fasano 1968

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