Spalliera (musica)

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Una spalliera per violino

La spalliera è un accessorio che si utilizza spesso per suonare il violino o la viola. Si tratta di un sostegno collocato tra lo strumento e la spalla dell'esecutore, che serve per facilitare la presa dello strumento e aiutare a mantenere la giusta distanza dalla spalla.[1]

È un accessorio introdotto nel Novecento e molto diffuso ma non di utilizzo universale, in quanto la sua utilità è legata alle caratteristiche fisiche del musicista.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della mentoniera, altro accessorio dalla funzionalità analoga, la spalliera è una innovazione abbastanza recente nella tecnica strumentale, ed è stata introdotta solo nel XX secolo. La prima testimonianza dell'uso di sostegni inferiori per lo strumento si deve a Pierre Baillot, che nel 1834 suggeriva l'uso di uno spesso fazzoletto o di un cuscino per tenere lo strumento in maniera comoda. La produzione delle spalliere è fiorita a metà del Novecento, con lo sviluppo di molti modelli di vario tipo.[2]

Meccanica[modifica | modifica wikitesto]

Un cuscino per violino

Esistono molti modelli diversi di sostegno per lo strumento, che vanno da semplici panni o retine in gomma che si agganciano sul bottone (che non forniscono un vero supporto ma garantiscono una buona aderenza evitando che lo strumento scivoli sulla spalla), cuscini (anche gonfiabili) che si appendono al bordo, al bottone o alle punte dello strumento e poggiano sul fondo, fino ai veri supporti rigidi. La spalliera propriamente detta è un sostegno rigido che si aggancia sul bordo del fondo del violino tramite due piedi di altezza regolabile che la mantengono distanziata dallo strumento. I piedi sono foderati in gomma nei punti di contatto con il legno, per non danneggiare lo strumento e garantire una buona aderenza.

Il materiale usato per le spalliere varia a seconda del modello, e può essere tipicamente legno, alluminio, plastica, carbonio, o acciaio, solitamente con un cuscino morbido in materiale spugnoso nella parte che poggia sulla spalla. L'altezza è regolabile e la forma della spalliera segue generalmente la curva della spalla, in alcuni casi con una estensione verso il petto, e alcuni modelli possono essere piegati per personalizzare la curvatura.[3]

Impiego[modifica | modifica wikitesto]

Quando si suona uno strumento ad arco senza spalliera gli approcci più comuni prevedono di sostenere lo strumento con il pollice della mano sinistra, che quindi ha mobilità ridotta nei passaggi di posizione discendenti e non può lasciare il manico, oppure sostenere interamente lo strumento con il collo, a volte con l'ausilio di uno spessore sulla clavicola. È importante evitare di sostenere lo strumento alzando la spalla, in quanto comporta una tensione che interferisce con la fluidità tecnica e porta all'insorgenza di problemi muscolari.[4] La spalliera nasce per risolvere questi problemi, fornendo un sostegno stabile per lo strumento e allo stesso tempo mantenendo la spalla rilassata e prevenendo problemi muscolari.[5]

Tra i contro, la spalliera può danneggiare lo strumento, segnando i bordi sui punti di appoggio o graffiando il fondo se regolata male. La frizione dovuta all'installazione e rimozione quotidiana della spalliera può inoltre danneggiare o rimuovere la vernice nei punti di contatto dei piedi sul fondo dello strumento. Dal punto di vista acustico, la spalliera può in parte attutire le vibrazioni del fondo dello strumento. Leopold Auer sosteneva che la spalliera può ridurre la sonorità addirittura di un terzo, mentre studi scientifici più recenti stimano il fenomeno con percentuali molto minori.[6] Un attenuamento delle vibrazioni si verifica comunque anche senza spalliera se il musicista poggia la spalla sullo strumento, o quando si usano cuscini.

A seconda della corporatura e delle caratteristiche fisiche del musicista può essere necessario uno spessore notevole sopra la spalla per tenere lo strumento correttamente, come quello fornito da una spalliera, oppure al contrario può bastare uno spessore molto minore, come una spugna o un panno, o anche nessuno spessore. Per questo motivo anche la spalliera può creare tensioni muscolari indesiderate e non è sempre un accessorio utile, quando non sconsigliato, per alcuni musicisti, a seconda della corporatura o dell'età.[7]

Molti grandi violinisti suonavano o suonano senza spalliera, tra i quali Tibor Varga, Aaron Rosand, Arthur Grumiaux, Anne-Sophie Mutter, David Oistrakh, Jascha Heifetz, Joseph Szigeti, Yehudi Menuhin, Henryk Szeryng, Ivry Gitlis, Mischa Elman, Nigel Kennedy, Nathan Milstein, Itzhak Perlman, Pinchas Zukerman, Michael Rabin, Fritz Kreisler, Efrem Zimbalist, Isaac Stern e Eugène Ysaÿe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kreitman, p. 30.
  2. ^ Stowell, sez. 5.i.c.
  3. ^ String Pedagogy Notebook, stringtechnique.com. (archiviato il 1 giugno 2015).
  4. ^ Holding the violin, su The Violin Site. (archiviato il 13 giugno 2015).
  5. ^ Janet Horvath, Playing (Less) Hurt: An Injury Prevention Guide for Musicians, Hal Leonard, 2010, p. 160, ISBN 978-1-4768-5573-8.
  6. ^ Maia Bang, Violin Method, Part 1, p. 8.
  7. ^ Peter Ferreira, The Violin Companion, 2009, p. 27, ISBN 978-0-5780-1138-7.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Susan Kempter, How Muscles Learn: Teaching the Violin with the Body in Mind, 15800 NW 48th Avenue, Miami, FL, 33014, Summy-Birchard Music, Warner Bros. Publications, 2003, pp. 23–28, ISBN 1-58951-401-7.
  • Edward Kreitman, Teaching from the Balance Point, 1106 Chestnut Street, Western Springs, Illinois, 60558, Western Springs School of Talent Education, 1998, p. 30, Library of Congress Catalog Card Number 98-90294.
  • Robin Stowell et. al., Violin, in Stanley Sadie e John Tyrrell (a cura di), The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 2ª ed., Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0195170672.
  • Richard Ward, Show of Support: Choosing the right shoulder rest can be a tricky task, in Strings, vol. 127, San Rafael, California, United States of America, String Letter Publishing, marzo 2005. (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2006).
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