Space Odyssey: Voyage to the Planets

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Space Odyssey: Voyage To The Planets
Paese Regno Unito
Anno 2004
Formato miniserie TV
Genere fantascienza, documentario
Puntate 2
Durata 118 min
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 16:9
Colore colore
Audio sonoro
Crediti
Narratore David Suchet
Regia Joe Ahearne
Interpreti e personaggi
Fotografia Nick Dance
Montaggio Jason Krasucki
Musiche Don Davis
Produttore Christopher Riley
Casa di produzione Impossible Pictures
Prima visione
Prima TV Regno Unito
Data 9 novembre 2004
Rete televisiva BBC
Premi

Sir Arthur Clarke Award 2005 (Best TV & radio presentation

Space Odyssey: Voyage To The Planets (Voyage To The Planets And Beyond negli Stati Uniti) è un documentario fantascientifico andato in onda sulla BBC nel 2004, che narra la storia di un viaggio con equipaggio umano attraverso il sistema solare. Scritto e diretto da Joe Ahearne e prodotto da Christopher Riley, fu presentato al Sir Arthur Clarke Award dove vinse il premio per la categoria "Best TV & Radio Presentation".[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un futuro prossimo non specificato, cinque astronauti partono con un'astronave a propulsione nucleare, di nome Pegasus, per l'esplorazione del sistema solare, in una missione frutto di una collaborazione tra NASA, CSA, ESA e RKA, con destinazione Venere, Marte, un fly-by col Sole, le lune di Giove Io e Europa, Saturno, Plutone, e la cometa fittizia Yano-Moore. Prima della missione grandi serbatoi di idrogeno sono stati depositati in orbite stabili in punti strategici lungo il percoso per permettere all'equipaggio di rifornirsi ed avere sufficiente delta-v per una missione di durata superiore ai sei anni.

Il narratore della serie è David Suchet, che descrive le varie peripezie dell'equipaggio e i problemi che incontra nelle singole missioni. Il primo obiettivo, Venere, è uno dei più ardui, per le condizioni climatiche e atmosferiche della superficie: il lander Orpheus ha il compito di atterrare sulla superficie venusiana con due uomini a bordo, nella zona dove atterrò decenni prima la sonda sovietica Venera 14. Pressione e calore rischiano di danneggiare il lander, che proprio per le condizioni proibitive era stato programmato per rimanere solo un'ora sulla superficie venusiana. L'unico uscito dal lander, l'ingegnere russo Yvan Grigorev, è il primo uomo a mettere piede su Venere, ma riesce a malapena a ritornare al modulo a causa del surriscaldamento della tuta speciale al titanio che avrebbe dovuto proteggerlo da calore e pressione, superiori rispettivamente a 400 °C e 90 atmosfere.[2]

Dopo 55 giorni dalla partenza dalla Terra, l'equipaggio prosegue poi per Marte, dove sono in programma ricerche di vita extraterrestre e acqua nel sottosuolo. Successivamente, la nave si dirige verso il Sole, per sfruttare l'effetto di fionda gravitazionale ed uscire negli spazi esterni del sistema solare, verso Giove e Saturno. Nell'occasione però, la nave, dotata di scudi termici, effettuerà un fly-by che la porta a sfiorare la fotosfera solare per studi ravvicinati e inediti mai compiuti su una stella, rischiando di essere colpita da radiazioni o protuberanze solari improvvise.[3]

Dopo sette mesi e un passaggio ravvicinato con un asteroide della fascia principale, l'astronave arriva dalle parti di Giove, dove rischia il disastro entrando nell'atmosfera con lo scopo di diminuire la velocità, perdendo quasi gli scudi. Una volta entrati in orbita attorno a Giove l'equipaggio si dirige verso Io, la sua vulcanica luna, con lo scopo di studiare la sua attività vulcanica. Zoë Lessard scende sulla superficie di Io vicino ad un noto vulcano, ma le radiazioni del campo magnetico di Giove la costringono ad un rientro anticipato. Visti i rischi corsi su Io, su Europa viene lanciata una sonda-robot, con lo scopo di trivellare il ghiaccio e scoprire forme di vita nel probabile oceano sottostante. Intanto un membro dell'equipaggio, John Pearson, si scopre ammalato di linfoma, causa le radiazioni assorbite nel primo anno di viaggio, e ormai rassegnato, spera solo di arrivare a vedere Saturno, prossimo obiettivo della Pegasus e considerato il più bello tra tutti i pianeti. Viene mandata una sonda verso Titano, quindi la nave si dirge verso la Divisione di Cassini, nel bel mezzo degli anelli di Saturno. Mentre Nina Sulman esce tra i detriti che formano gli anelli, Pearson, dopo aver visto lo spettacolo dall'astronave, muore. L'equipaggio taglia per lutto le comunicazioni col centro terrestre per 24 ore, prima di prendere la decisione se proseguire il viaggio con destinazione Plutone oppure tornare a casa.[4]

Nella versione americana, Voyage To The Planets And Beyond, per tagliare i tempi si decise di concludere col ritorno alla Terra, tuttavia nella versione originale britannica l'equipaggio decise di proseguire per Plutone, nonostante questo significasse 3 anni in più di viaggio. Arrivati finalmente su Plutone, due dell'equipaggio escono a sistemare specchi per un telescopio atto alla ricerca di esopianeti; uno di essi è Yvan, che non era più uscito dalla nave madre dopo l'escursione sull'infernale Venere, mentre su Plutone la temperatura segna -233 °C. Dopo 1402 giorni dalla partenza, la nave prende la via del ritorno, ma rimane ancora una missione da compiere: l'incontro e l'atterraggio su un nucleo cometario. A circa 1,1 miliardi di chilometri dal Sole, la Pegasus intercetta la cometa e due astronauti scendono sulla sua superficie, apparentemente inerme. Tuttavia, con l'avvicinarsi al Sole, il nucleo si scalda, iniziano a uscire gas dall'interno, e ad un certo punto, il nucleo cometario si frantuma, scagliando piccoli detriti contro la nave e i due dell'equipaggio usciti a studiarlo. Nonostante alcune ferite, tutti i membri si riprendono, continuano il viaggio di ritorno verso la Terra, che rivedranno 2241 giorni dopo la partenza della missione.[5]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tom Kirby (interpretato da Martin McDougall) - comandante della missione, statunitense
  • John Pearson (interpretato da Mark Dexter) - medico britannico
  • Yvan Grigorev (interpretato da Rad Lazar) - ingegnere di volo russo
  • Nina Sulman (interpretato da Michelle Joseph) - esobiologa britannica
  • Zoë Lessard (interpretato da Joanne McQuinn) - geologa canadese
  • Alex Lloyd (interpretato da Mark Tandy) - scienziato britannico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sir Arthur Clarke Awards 2005-2013, bis-space.com.
  2. ^ Space Odyssey: Voyage to the Planets: Episode 1 abc.net.au
  3. ^ Space Odyssey: Voyage to the Plantes: Episode Two: Sun Burn abc.net.au
  4. ^ Space Odyssey: Voyage to the Plantes: Episode Three: Here be Giants abc.net.au
  5. ^ Space Odyssey: Voyage to the Planets: Episode Four: To the Edge abc.net.au

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]