Sounds of the Universe

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Sounds of the Universe
ArtistaDepeche Mode
Tipo albumStudio
Pubblicazione17 aprile 2009 AustraliaGermaniaItalia
20 aprile 2009 FranciaSveziaRegno Unito
21 aprile 2009 Stati UnitiCanada
22 aprile 2009 Giappone
Durata61:00
Dischi1
Tracce13
GenereRock alternativo[1]
Synth pop[1]
Dance rock[1]
Alternative dance[1]
Rock elettronico
EtichettaMute Records, Capitol Records, EMI
ProduttoreBen Hillier
Registrazionemaggio-dicembre 2008 ai Sound Design Studios, Santa Barbara, California e ai Chug King Studios, New York
FormatiCD, CD+DVD, LP, download digitale
Certificazioni
Dischi d'argentoRegno Unito Regno Unito[2]
(vendite: 60 000+)
Dischi d'oroAustria Austria[3]
(vendite: 10 000+)
Danimarca Danimarca[4]
(vendite: 15 000+)
Germania Germania (3)[5]
(vendite: 300 000+)
Messico Messico[6]
(vendite: 40 000+)
Svezia Svezia[7]
(vendite: 20 000+)
Ungheria Ungheria[8]
(vendite: 5 000+)
Dischi di platinoBelgio Belgio[9]
(vendite: 30 000+)
Francia Francia[10]
(vendite: 100 000+)
Italia Italia[11]
(vendite: 70 000+)
Polonia Polonia (2)[12]
(vendite: 40 000+)
Russia Russia[13]
(vendite: 20 000+)
Svizzera Svizzera[14]
(vendite: 30 000+)
Depeche Mode - cronologia
Album successivo
(2011)
Singoli
  1. Wrong
    Pubblicato: 6 aprile 2009
  2. Peace
    Pubblicato: 15 giugno 2009
  3. Fragile Tension/Hole to Feed
    Pubblicato: 7 dicembre 2009

Sounds of the Universe è il dodicesimo album in studio del gruppo musicale britannico Depeche Mode, pubblicato il 17 aprile 2009 dalla Mute Records.

In seguito la band ha intrapreso il Tour of the Universe, partito il 6 maggio 2009 dal Rockhal di Esch-sur-Alzette, e conclusosi il 27 febbraio 2010 alla Esprit Arena di Düsseldorf. Dall'album sono stati estratti tre singoli: Wrong, Peace e Fragile Tension/Hole to Feed. Perfect inoltre è stato pubblicato negli Stati Uniti d'America come singolo promozionale.

Come per il precedente album, Playing the Angel, Dave Gahan ha nuovamente scritto tre brani assieme a Christian Eigner e Andrew Phillpott: Hole to Feed, Come Back e Miles Away/The Truth Is. Spacewalker e la bonus track Esque sono strumentali. Martin Gore canta con Gahan nei brani In Chains, Peace e Little Soul, mentre è solamente sua la voce in Jezebel e nella B-Side The Sun and the Moon and the Stars, contenuta nel secondo disco del box set dell'edizione deluxe. La B-Side Oh Well è la prima canzone in assoluto scritta a quattro mani da Gore e Gahan. L'album termina con una breve ripresa nascosta di Wrong dopo la traccia finale Corrupt.

Il disco è stato pubblicato dalla Capitol Records negli Stati Uniti e dalla EMI in Canada, costituendo così la prima volta nel catalogo della band che vede una distribuzione EMI nel Nord-America, dato che per gli album precedenti se ne erano occupate la Sire Records e la Reprise Records, due divisioni della Warner.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Dave Gahan era ancora occupato con il suo album solista Hourglass (2007), Martin Gore stava lavorando, nel suo studio domestico a Santa Barbara, California, su delle nuove canzoni. Nel maggio del 2008 la band entra in studio per registrare l'attesissimo dodicesimo album.[15][16] Il posto di produttore è preso nuovamente da Ben Hillier, in quanto la band era molto soddisfatta del lavoro collettivo svolto per Playing the Angel (2005).

Il gruppo ha descritto il tempo trascorso in studio come molto produttivo, erano nate un totale di 22 canzoni e risultava difficile scegliere quali sarebbero state adatte per l'album. Cinque dei brani non utilizzati per il disco sono stati inclusi nel box set dell'edizione deluxe.[17]

Brevi videoclip della band e del team di produzione durante il lavoro in studio venivano regolarmente pubblicati sul sito del gruppo.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Metacritic[18] 70/100
AllMusic[1] 4/5 stelle
The A.V. Club[19] A-
Entertainment Weekly[20] B+
Los Angeles Times[21] 3/4 stelle
NME[22] 7/10
Pitchfork[23] 6.3/10
PopMatters[24] 5/10
Rolling Stone[25] 2.5/5 stelle
Spin[26] 6/10
The Times[27] 4/5 stelle

Sounds of the Universe ha ricevuto critiche generalmente positive. Su Metacritic, che assegna un valore percentuale standardizzato alle recensioni dei critici del mainstream, l'album ha totalizzato un punteggio medio di 70, basato su 28 recensioni.[18] Leah Greenblatt dell'Entertainment Weekly ha affermato che in Sounds of the Universe, i Depeche Mode "suonano ancora genuinamente ispirati"[20] e Ned Raggett di AllMusic ha assegnato all'album quattro stelle su cinque, conclundendo che "Sounds of the Universe è un crescendo, che si basa su pochi ascolti per avere pienamente effetto, ma quando lo fa, dimostra che i Depeche Mode sono ancora in grado di combinare sonorità pop accessibili con la loro impronta nella musica 'radicale' per un'era elettronica di sperimentazioni sonore e ricombinazioni".[1] Assegnando all'album cinque stelle, Neil McCormick del Daily Telegraph osserva che l'album "presenta i vincoli fantasiosi del rock basato principalmente sulla chitarra".[28]

Tuttavia, Melissa Maerz di Rolling Stone ha ritenuto che "il risultato suona come una macchina del tempo che riporta agli anni ottanta", aggiungendo che "i Depeche Mode devono essere in bilico per un ritorno al passato, ma è ancora troppo presto per tirare fuori quei dolcevita neri".[25] Bill Stewart di PopMatters ha dato 5/10 all'album, dicendo che i Depeche Mode "ci tentano con una forte prima metà per poi scaricarci in una collezione di B-sides".[24] Jon Caramanica ha scritto per il New York Times che nonostante l'album "manchi della fragilità di Some Great Reward del 1984 o della guadagnata capacità di Violator del 1990, è indubbiamente un tentativo di rivisitare il passato, ammirevole sia come un provocatorio atto di testardaggine sia come impegno audace", ma affermando anche che "sebbene nella sua forma più fantasiosa, questo è un riempitivo senza continuità dei Depeche Mode, musica che può essere fatta da un qualsiasi numero di assistenti".[29]

Sounds of the Universe ha debuttato alla posizione numero due nella classifica britannica, vendendo 30.537 copie[30] - la più alta posizione del gruppo dalla prima nel 1997 di Ultra. Negli Stati Uniti, l'album ha debuttato alla posizione numero tre della Billboard 200, vendendo 80.000 copie nella prima settimana.[31] Tuttavia, è rimasto solo una settimana nelle top ten di Regno Unito e Stati Uniti, e come il suo predecessore Playing the Angel, ha trascorso solamente quattro settimane nella classifica britannica in generale. A dispetto dell'alta posizione in classifica, Sounds of the Universe è diventato l'album meno venduto del gruppo nel Regno Unito. L'album è arrivato alla posizione numero 200 della classifica di fine anno Billboard 200 per il 2009,[32] e alla data di novembre 2012 conta negli Stati Uniti 193.000 copie vendute, stando a Nielsen SoundScan.[33]

Sounds of the Universe ha ricevuto una nomination come Best Alternative Music Album ai Grammy Awards del 2010, venendo battuto però da Wolfgang Amadeus Phoenix dei Phoenix.[34] Il design della copertina del disco è stato votato alla posizione numero dieci per il sondaggio Best Art Vinyl del 2009.[35]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Martin Lee Gore, eccetto dove indicato.

  1. In Chains – 6:53
  2. Hole to Feed – 4:00 (Dave Gahan, Christian Eigner, Andrew Phillpott)
  3. Wrong – 3:15
  4. Fragile Tension – 4:12
  5. Little Soul – 3:31
  6. In Sympathy – 4:55
  7. Peace – 4:31
  8. Come Back – 5:16 (Dave Gahan, Christian Eigner, Andrew Phillpott)
  9. Spacewalker – 1:55
  10. Perfect – 4:33
  11. Miles Away/The Truth Is – 4:16 (Dave Gahan, Christian Eigner, Andrew Phillpott)
  12. Jezebel – 4:42
  13. Corrupt – 9:01 – durata reale 5:05
    • Interlude#5 (Wrong reprise) – 0:46 (ghost track, parte a 8:15)

Durata totale: 61:00

Traccia bonus nell'edizione giapponese[36]
  1. Oh Well – 5:52 (Martin Gore, Dave Gahan)
Traccia bonus nell'edizione di iTunes[37]
  1. Oh Well (Black Light Odyssey Dub) – 5:02 (Martin Gore, Dave Gahan)
Tracce bonus nell'edizione deluxe di iTunes[38]
  1. Jezebel (Six Toes Remix) – 5:31
  2. Little Soul (Thomas Fellman Flowing Ambient Mix) – 9:19
  3. In Chains (Minilogue's Earth Remix) – 7:53
  4. Wrong (Music Video) – 3:23
  5. Sounds of the Universe - A Short Film (video) – 10:05

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il disco è stato pubblicato in 5 formati diversi. Ecco i seguenti:

  • Standard CD: disco originale
  • Digital download: versione del disco originale ma con l'aggiunta di altre tracce presenti su iTunes Store
  • Vinyl LP: le stesse 13 tracce del disco originale ma in vinile
  • Special edition CD+DVD combo: disco originale con un DVD bonus
  • iTunes Pass version: oltre alle 13 tracce del disco originale sono presenti 19 bonus tracks
  • Deluxe box set edition: 3 CD con un DVD e materiale aggiuntivo

DVD (special edition combo)[modifica | modifica wikitesto]

Video
  • Sounds of the Universe (Documentario) – 10:05
  • Wrong (Video promozionale) – 3:16
Audio
  • Sounds of the Universe in 5.1 surround sound
  • In Chains (Minilogue's Earth Remix)
  • Little Soul (Thomas Fehlmann Flowing Ambient Mix)
  • Jezebel (SixToes Remix)

iTunes Pass version[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle tredici canzoni dell'album, sono disponibili le seguenti bonus tracks:

  1. Oh Well (Black Light Odyssey Dub) – 5:02
  2. Wrong (music video) – 3:23
  3. The Sun and the Moon and the Stars (Electronic Periodic's Microdrum Mix) – 4:04
  4. Miles Away/The Truth Is (Lagos Boys Choir Remix) – 4:06
  5. Wrong (Thin White Duke Remix) – 7:41
  6. Wrong (Magda's Scallop Funk Remix) – 6:23
  7. Wrong (D.I.M. vs. Boys Noize Remix) – 5:09
  8. Sounds of the Universe (A Short Film) – 10:05
  9. Wrong (Trentemøller Remix Edit) – 5:45
  10. Jezebel (SixToes Remix) – 5:32
  11. Little Soul (Thomas Fehlmann Flowing Ambient Mix) – 9:20
  12. In Chains (Minilogue's Earth Remix) – 7:54
  13. Corrupt (Studio Session) – 4:54
  14. Little Soul (Studio Session) – 3:57
  15. Little Soul (Thomas Fehlmann Flowing Funk Dub) – 10:03
  16. Peace (Hervé's 'Warehouse Frequencies' Remix) – 5:10
  17. Peace (The Japanese Pop Stars Remix) – 6:41
  18. In Sympathy (Live in Tel Aviv) – 5:18
  19. Walking in My Shoes (Live in Tel Aviv) – 6:24

Edizione Deluxe Box-Set[modifica | modifica wikitesto]

Disco 1
  • Sounds of the Universe (le stesse 13 tracce del disco originale)
Disco 2 - Bonus Tracks e Remixes
  1. Light – 4:44
  2. The Sun and the Moon and the Stars – 4:41
  3. Ghost – 6:26
  4. Esque – 2:17
  5. Oh Well (Gore, Gahan) – 6:02
  6. Corrupt (Efdemin Remix) – 6:29
  7. In Chains (Minilogue's Earth Remix) – 7:54
  8. Little Soul (Thomas Fehlmann Flowing Ambient Mix) – 9:20
  9. Jezebel (SixToes Remix) – 5:33
  10. Perfect (Electronic Periodic's Dark Drone Mix) – 5:21
  11. Wrong (Caspa Remix) – 5:04
Disco 3 - Demo
  1. Little 15 – 4:16
  2. Clean – 3:42
  3. Sweetest Perfection – 3:23
  4. Walking in My Shoes – 3:22
  5. I Feel You – 4:03
  6. Judas – 3:25
  7. Surrender – 5:00
  8. Only When I Lose Myself – 5:22
  9. Nothing's Impossible – 5:02
  10. Corrupt – 4:41
  11. Peace – 4:33
  12. Jezebel – 4:38
  13. Come Back – 5:09
  14. In Chains – 4:33
Disco 4 (DVD)
  • Making the Universe / Film – 45:23
  • Usual Thing, Try and Get the Question in the Answer – 55:12
  • Sounds of the Universe (Documentario) – 10:05
  • Wrong (Video promozionale) – 3:16
  • Sessioni in studio:
  1. Corrupt – 4:08
  2. Little Soul – 3:52
  3. Stories of Old – 3:24
  4. Come Back – 6:05

Crediti[modifica | modifica wikitesto]

Depeche Mode
Altro personale
  • Ben Hillier – produzione
  • Luke Smith - sintetizzatori, drum machine
  • Christian Eignerbatteria (Hole to Feed e Fragile Tension), composizione (Hole to Feed, Come Back e Miles Away/The Truth Is), pre-produzione con Dave Gahan
  • Andrew Phillpott – composizione (Hole to Feed, Come Back e Miles Away/The Truth Is), pre-produzione con Dave Gahan
  • Kurt Uenala, Sie Medway-Smith – pre-produzione con Dave Gahan
  • Ferg Peterkin – ingegnere del suono
  • Anthony Palazzole, Jesse Gladstone, Josh Garcia - assistente ingegnere del suono
  • Tony Hoffer - missaggio
  • Stephen Marcussen - mastering
  • Anton Corbijn - fotografia, art direction
  • Jonathan Kessler - management
  • ShaughnessyWorks - design
  • Tea Design - artwork

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2009) Posizione
massima
Australia[39] 32
Austria[39] 1
Belgio (Fiandre)[39] 2
Belgio (Vallonia)[39] 2
Canada[40] 3
Danimarca[39] 1
Europa[41] 1
Finlandia[39] 1
Francia[39] 2
Germania[39] 1
Grecia[42] 2
Irlanda[43] 3
Italia[39] 1
Messico[39] 1
Norvegia[39] 2
Nuova Zelanda[39] 31
Paesi Bassi[39] 7
Polonia[44] 1
Portogallo[39] 2
Regno Unito[45] 2
Repubblica Ceca[46] 1
Spagna[39] 1
Stati Uniti[40] 3
Stati Uniti (alternative)[40] 1
Stati Uniti (dance/electronic)[40] 1
Stati Uniti (rock)[40] 1
Svezia[39] 1
Svizzera[39] 1
Ungheria[47] 1

Tour promozionale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tour of the Universe (Depeche Mode).

Per promuovere l'album, il gruppo ha intrapreso il Tour of the Universe, partito il 6 maggio 2009 dal Rockhal di Esch-sur-Alzette, e conclusosi il 27 febbraio 2010 alla Esprit Arena di Düsseldorf.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Sounds of the Universe, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) Sounds of the Universe, British Phonographic Industry. URL consultato il 9 agosto 2015.
  3. ^ (DE) Depeche Mode, Sounds of the Universe – Gold & Platin, IFPI Austria. URL consultato il 9 agosto 2015.
  4. ^ (DA) Guld & platin januar 2010, IFPI Danmark, 24 febbraio 2010. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2011).
  5. ^ (DE) Depeche Mode, Sounds of the Universe – Gold-/Platin-Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 9 agosto 2015.
  6. ^ (ES) Certificaciones – Depeche Mode, Asociación Mexicana de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 9 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2017).
  7. ^ (SV) Guld- och Platinacertifikat − År 2009 (PDF), IFPI Sverige. URL consultato il 9 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2011).
  8. ^ (HU) Adatbázis › Arany- és platinalemezek › 2009, Hivatalos magyar slágerlisták. URL consultato il 9 agosto 2015.
  9. ^ (NL) GOUD EN PLATINA - albums 2009, Ultratop. URL consultato il 9 agosto 2015.
  10. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, InfoDisc. URL consultato il 9 agosto 2015. Selezionare "DEPECHE MODE" e premere "OK".
  11. ^ Sounds of the Universe (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 9 agosto 2015.
  12. ^ (PL) Podwójna platyna dla DM w Polsce, su depechemode.pl, 16 febbraio 2010. URL consultato il 9 agosto 2015.
  13. ^ (RU) International 2009, 2m-online.ru. URL consultato il 9 agosto 2015 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2011).
  14. ^ (DE) Edelmetall, Schweizer Hitparade. URL consultato il 9 agosto 2015.
  15. ^ (DE) Stephan Schulzky, "Ich will die Demos depressiv halten", laut.de (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2009).
  16. ^ (DE) Sven Plaggermeier, Depeche Mode wieder im Studio!, depechemode.de.
  17. ^ (DE) Sven Plaggermeier, “Wir hatten Angst, dass das Album zu lang ist”, depechemode.de.
  18. ^ a b (EN) Sounds Of The Universe - Depeche Mode, Metacritic.
  19. ^ (EN) Chris Mincher, Depeche Mode: Sounds Of The Universe, The A.V. Club.
  20. ^ a b (EN) Leah Greenblatt, Sounds of the Universe (2009) Depeche Mode, Entertainment Weekly.
  21. ^ (EN) Steve Appleford, Album review: Depeche Mode's 'Sounds of the Universe', Los Angeles Times.
  22. ^ (EN) John Doran, Album review: Depeche Mode Sounds Of The Universe, NME.
  23. ^ (EN) Joshua Klein, Depeche Mode: Sounds of the Universe, Pitchfork.
  24. ^ a b (EN) Bill Stewart, Depeche Mode: Sounds of the Universe, PopMatters.
  25. ^ a b (EN) Melissa Maerz, Depeche Mode Sounds of the Universe, Rolling Stone.
  26. ^ (EN) Mikael Wood, Depeche Mode, 'Sounds of the Universe' (Mute/Capitol/Virgin), Spin.
  27. ^ (EN) Dan Cairns, "Depeche Mode: Sounds of the Universe review", The Times (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2011).
  28. ^ (EN) Neil McCormick, Depeche Mode - Sounds Of The Universe, album review, The Daily Telegraph.
  29. ^ (EN) Jon Caramanica, DEPECHE MODE “Sounds of the Universe” (Mute/Capitol/Virgin), The New York Times.
  30. ^ (EN) Paul Williams, Number One is number one, Music Week.
  31. ^ (EN) Keith Caulfield, Rick Ross Debuts At No. 1 On Billboard 200 For Third Time, Billboard.
  32. ^ (EN) Top Billboard 200 Albums Issue Date: 2009, Billboard (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2012).
  33. ^ (EN) Depeche Mode Signs with William Morris Endeavor, Billboard.
  34. ^ (EN) Grammys 2010: Selected winners, BBC News.
  35. ^ (EN) Best Art Vinyl 2009 Winners and Nominees, Best Art Vinyl.
  36. ^ (JA) デペッシュ・モード (Depeche Mode), EMI Music Japan (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2013).
  37. ^ (EN) Sounds of the Universe Depeche Mode, iTunes Store (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2013).
  38. ^ (EN) Sounds of the Universe (Deluxe Version), iTunes Store (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2013).
  39. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q (NL) Depeche Mode - Sounds Of The Universe, Ultratop. URL consultato il 9 agosto 2015.
  40. ^ a b c d e (EN) Depeche Mode Chart History, su Billboard. URL consultato il 9 agosto 2015.
  41. ^ (EN) Paul Sexton, Depeche Mode Fends Off Green Day On Euro Chart, Billboard, 21 maggio 2009. URL consultato il 9 agosto 2015.
  42. ^ (EL) Top 50 Ελληνικών και Ξένων Aλμπουμ, IFPI Greece. URL consultato il 9 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2009).
  43. ^ (EN) TOP 75 ARTIST ALBUM, WEEK ENDING 23 April 2009, Chart-Track.co.uk. URL consultato il 9 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  44. ^ (PL) sprzedaż w okresie: 13.04.2009 - 19.04.2009, OLiS. URL consultato il 9 agosto 2015.
  45. ^ (EN) Official Albums Chart Top 100: 26 April 2009 - 02 May 2009, Official Charts Company. URL consultato il 9 agosto 2015.
  46. ^ (CS) Hitparáda – Týden 16. 2009., International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 9 agosto 2015.
  47. ^ (HU) Top 40 album-, DVD- és válogatáslemez-lista: 2009. 16. hét, Hivatalos magyar slágerlisták. URL consultato il 9 agosto 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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