Soul Surfer (film)

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Soul Surfer
SoulSurferScreenshot.JPG
Una scena del film
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2011
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere biografico, drammatico, sportivo
Regia Sean McNamara
Soggetto Bethany Hamilton, Sheryl Berk e Rick Bundschuh
Sceneggiatura Sean McNamara, Deborah Schwartz, Douglas Schwartz, Michael Berk
Produttore David Zelon, Douglas Schwartz, Dutch Hofstetter, David Brookwell, Sean McNamara
Produttore esecutivo David Tice, Dominic Ianno
Casa di produzione Mandalay Vision, Brookwell McNamara Entertainment, Life's a Beach Entertainment, Island Film Group, Enticing Entertainment, Affirm Films
Fotografia John R. Leonetti
Montaggio Jeff Canawan
Musiche Marco Beltrami
Scenografia Julie Smith
Costumi Kathe James
Trucco Mahealani Diego
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Soul Surfer è un film drammatico del 2011 di Sean McNamara con AnnaSophia Robb, Helen Hunt, Dennis Quaid e Carrie Underwood, basato sulla storia vera della surfista Bethany Hamilton, che all'età di 13 anni perse il braccio sinistro a causa di un attacco di uno squalo. Il film racconta la storia di Bethany, anche prima dell'attacco, durante l'attacco, e le conseguenze.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« When you come back from a loss, beat the odds, and never say never, you find a champion. »
(Tagline del film)

Nel 2003, l'adolescente Bethany Hamilton vive a Kauai, Hawaii, con suo padre Tom, sua madre Cheri e i suoi due fratelli Noah e Timmy. Nella sua famiglia tutti sono surfisti, lei in particolare, così come la sua migliore amica Alana Blanchard.

Entrambe dimostrano notevoli qualità sportive: in un contest (gara di surf) Bethany si piazza prima e Alana terza, mentre al secondo posto si piazza Malina Birch, la quale dimostra risentimento nei confronti della vincitrice. Quando Bethany invita entrambe le ragazze sul podio del vincitore con lei, Malina rifiuta sgarbatamente e se ne va. Sull'onda dei risultati, la Rip Curl offre una sponsorizzazione sia a Bethany che ad Alana.

La notte prima di Halloween, Bethany e Alana vanno di nascosto con alcuni amici a fare surf, divertendosi tantissimo. Nella mattinata seguente, mentre Tom è in ospedale per effettuare un intervento chirurgico al ginocchio, entrambe le ragazze vanno nuovamente a fare surf con Holt, il padre di Alana, e il fratello Byron. Mentre Bethany parla con Alana distesa sulla tavola da surf in mare aperto, uno squalo tigre spunta improvvisamente e azzanna il braccio sinistro di Bethany, che la ragazza teneva in acqua, tranciandolo di netto. Holt tira fuori dall'acqua Bethany e crea un laccio emostatico con la sua tuta da surf per bloccare la grave emorragia, mentre Byron chiama il numero di emergenza 911. Incrociano l'ambulanza lungo la strada. Poco prima di iniziare l'intervento chirurgico al ginocchio di Tom, il dottor David Rovinsky è chiamato al pronto soccorso per l'operazione di Bethany. Oltre a perdere il braccio sinistro, Bethany ha anche perso il 60% del suo sangue, e David chiama la sua sopravvivenza "un miracolo".

La giovane surfista non può quindi partecipare alle sessioni fotografiche della Rip Curl, ma lei vuole che la sua amica Alana partecipi anche senza di lei. Inside Edition, un programma televisivo, si offre di fornirle un braccio artificiale che è esteticamente perfetto e ha le articolazioni pieghevoli, in cambio di un'intervista. Bethany chiede di provare il braccio artificiale, scopre che non la aiuta affatto a surfare e respinge la proposta con rabbia. Gli assalti dei giornalisti e delle televisioni mettono a dura prova la privacy della famiglia.

Bethany insiste e, dopo un periodo di recupero, torna in acqua e impara a surfare con un braccio solo, per poi iscriversi alle finali regionali delle Hawaii. In questa gara però non rende bene, dato che non riesce a stare stabilmente sulla tavola e manca un'onda decisiva per superare Malina. Scoraggiata e decisa a lasciare il surf per sempre, Bethany a un certo punto viene a conoscenza degli effetti dello tsunami del 2004 e decide di sorprendere Sarah unendosi al gruppo di giovani volontari per aiutare la popolazione devastata di Phuket, in Thailandia. Gli abitanti del luogo hanno comprensibilmente paura dell'acqua, in particolare una bambina. Bethany invita la piccola a surfare, sperando che la bambina la segua. Il suo metodo funziona: la bambina gioca felice nell'acqua e viene seguita da altre persone. Il timore dell'acqua è finito, e Bethany capisce che nella vita c'è qualcosa di più importante del surf, ovvero l'amore, più grande di qualsiasi onda anomala, più potente di qualsiasi paura. Così decide di tornare a surfare.

Tom impianta una maniglia sulla sua tavola da surf in modo che la figlia possa evitare le cadute, e le spiega che ogni surfista ha un istinto che gli fa capire quando si formano le onde migliori. Bethany entra così a far parte del campionato nazionale. Verso la fine del contest, con pochi minuti rimasti sul cronometro, il mare diventa improvvisamente calmissimo e tutte le concorrenti si fermano in attesa di onde surfabili: secondo il regolamento, se tale condizione persistesse per 2 minuti consecutivi, il contest finirebbe con la classifica del momento. La convinzione di Tom sull'istinto della grande professionista è dimostrata quando Bethany è l'unica a rendersi conto di una grande onda che si sta per formare al largo, ed è l'unica delle concorrenti ad andarle incontro. Quando l'onda si forma, ormai le altre concorrenti sono ormai troppo distanti, mentre Bethany riesce a prenderla e ottiene un grandissimo punteggio. A fine gara, però, i giudici non tengono conto di questo, perché Bethany si è sollevata dopo il segnale della fine, quindi Malina è la vincitrice e Bethany si piazza quinta, venendo invitata sul podio da Malina.

Successivamente la giovane surfista viene intervistata dai giornalisti. Uno di loro le chiede se, nel caso in cui potesse tornare al giorno in cui fu attaccata dallo squalo, sarebbe comunque andata in mare pur sapendo quel che sarebbe accaduto. Lei risponde che se non lo facesse non avrebbe l'occasione di abbracciare più gente di quanta avrebbe potuto abbracciarne con due braccia. Il film si conclude con i video della vera Bethany che surfa dopo l'attacco, interviste e apparizioni speciali dell'atleta.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di produrre un film biografico su Bethany Hamilton nacque già nel 2004, a pochi mesi di distanza dall'attacco dello squalo; l'iniziativa partì dal manager della surfista, Roy "Dutch" Hofstetter, che nel febbraio di quell'anno iniziò ad abbozzare una sceneggiatura di base, provvisoriamente intitolata The Bethany Hamilton Story.[1] Nel 2004 fu anche pubblicata l'autobiografia della Hamilton, intitolata Soul Surfer: A True Story of Faith, Family, and Fighting to Get Back on the Board[2]: la BBC affermò che le riprese della pellicola avrebbero avuto inizio a gennaio 2005.[3] Così non fu; nel luglio 2006 la rivista TIME rese noto che il film sarebbe stato comunque girato nel corso di quell'anno[4], mentre Variety affermò che il budget stanziato ammontava a 7.5 milioni di dollari, con il sostegno della Sony Pictures.[5]

A fine 2006 le riprese non erano ancora iniziate; nel gennaio 2007 il regista Sean McNamara annunciò di voler dirigere la pellicola.[6] McNamara e il suo socio in affari David Brookwell incontrarono il manager Roy Hofstetter, chiedendo di poter accedere a ulteriori notizie e informazioni per integrare quanto scritto nel libro Soul Surfer e stendere la sceneggiatura. Scoprirono che l'incidente aveva teso i rapporti tra i membri della famiglia, messo in crisi la loro fede religiosa cristiana e reso Bethany timorosa del giudizio altrui in merito alla sua menomazione. In aggiunta, la pressante attenzione dei mass media nei loro confronti costituiva un'ulteriore fonte di disagio. Tutti questi dettagli furono poi trasposti nella pellicola[5].

McNamara, Brookwell, Hofstetter e il collaboratore Douglas Schwartz impiegarono alcuni anni per raccogliere i fondi necessari per la produzione del film.[5] La sceneggiatura fu scritta da McNamara stesso insieme a Michael Berk, Douglas Schwartz e Deborah Schwartz, in collaborazione con Ron Bass, Jen Smolka e Kara Holden. La Sony Pictures acquisì i diritti di distribuzione cinematografica del progetto. Della produzione si fecero carico Mandalay Vision, Brookwell McNamara Entertainment e Life's a Beach Entertainment, mentre Enticing Entertainment e Island Film Group cofinanziarono l'opera.[7] Bethany Hamilton stessa indicò AnnaSophia Robb per interpretare il suo ruolo di protagonista, giustificando così tale scelta:

(EN)

« She was actually my suggestion. I'd seen her in several films like Bridge to Terabithia and Charlie and the Chocolate Factory and thought she could play me really well. She visited me in Hawaii and my surf coach and I taught her how to surf, so she at least looked like she knew what she was doing! »

(IT)

« È stato un mio suggerimento. Avendola già vista in diversi film, come Un ponte per Terabithia e La fabbrica di cioccolato, ho ritenuto che avrebbe potuto ben interpretarmi. Lei poi è venuta a trovare me e il mio allenatore alle Hawaii, e io le ho insegnato a surfare, in modo tale che perlomeno sembrasse essere conscia ciò che stava facendo! »

(Bethany Hamilton[8])

Sempre la Hamilton indicò Sonia Balmores Chung e Jeremy Sumpter per interpretare Malina Birch e Byron Blanchard.[9] Nel febbraio 2010 fu ufficialmente reso noto il cast, con AnnaSophia Robb nel ruolo di Bethany, Dennis Quaid e Helen Hunt in quello dei genitori[10] e la cantante Carrie Underwood, alla sua prima apparizione cinematografica, nel ruolo di Sarah Hill (l'amica di Bethany attivista umanitaria).[10] Le scene di surf ambientate dopo l'attacco dello squalo furono interpretate da Bethany Hamilton stessa (che appare personalmente anche nei video introduttivi e in quelli che scorrono sui titoli di coda).[8] Di lì a poco, alle Hawaii, iniziarono le riprese[10], che si protrassero per circa 40 giorni. Per girare le scene dopo l'attacco dello squalo, AnnaSophia Robb recitò indossando un guanto verde lungo tutto il braccio sinistro, poi rimosso digitalmente in fase di postproduzione (secondo una tecnica affine al chroma key).[5] La postproduzione iniziò già a maggio 2010,[11], anche se ad agosto 2010 furono effettuate delle ulteriori riprese integrative a Tahiti.[5] Le musiche furono scritte da Marco Beltrami in collaborazione con la famiglia Hamilton.[9] Le riprese costarono in totale 18 milioni di dollari.[12]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito in Canada e negli Stati Uniti a partire dall'8 aprile 2011 da FilmDistrict e TriStar Pictures.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 10 601 862$ nel primo weekend di proiezione, piazzandosi quarto tra i film in programmazione in quel periodo.[13] Complessivamente, il film ha incassato 47 088 990$,[13] a fronte di un budget di 18 milioni di $.[13]

Bethany e il film[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro Soul Surfer, Bethany Hamilton dedica uno spazio alla fine in cui racconta della realizzazione del film, raccontando che lei stessa ha voluto che AnnaSophia Robb la interpretasse. Ha anche detto che, in realtà, era in ottimi rapporti con tutte le sue avversarie e che quindi la grande competizione con Malina è esistita solo nel film per motivi di regia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Duncan Campbell, To the power of one, in The Observer (London), 8 febbraio 2004.
  2. ^ Surfer Girl Makes Comeback After Shark Attack, cbs News, 7 aprile 2005.
  3. ^ Shark girl surfer hits the waves, BBC, 6 aprile 2005.
  4. ^ Kate Stinchfield, Milestones: Bethany Hamilton, in Time, 30 luglio 2006.
  5. ^ a b c d e Peter Caranicas, Splashy finish for 'SoulSurfer', in Variety, 1º febbraio 2011.
  6. ^ Ryan Stewart, Soul Surfer Gets a Director, Now Needs a Star, Moviefone, 27 gennaio 2007.
  7. ^ Pamela McClintock, 'Soul Surfer' is first FilmDistrict pickup, in Variety, 1º novembre 2010.
  8. ^ a b Maria Pilkington, Bethany Hamilton (Soul Surfer) Interview, su The 405, 27 settembre 2011. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  9. ^ a b Mark Clark, SOUL SURFER Interview With Bethany Hamilton!, su WhatCulture!, 24 settembre 2011. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  10. ^ a b c Tatiana Siegel, Carrie Underwood to star in 'Surfer' film, in Variety, 3 febbraio 2010.
  11. ^ Agence France-Presse, Shark bite surf princess still making waves, in Bangkok Post, 18 maggio 2010.
  12. ^ Amy Kaufman, Movie Projector: With 'Hop' and 'Arthur,' Russell Brand should top box office, in Los Angeles Times, 7 aprile 2011.
  13. ^ a b c Soul Surfer (2011), Box Office Mojo. URL consultato il 4 marzo 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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