Sony timer

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Il presidente del consiglio di amministrazione Sony dal 2005 al 2009, Ryōji Chūbachi, ha pubblicamente ammesso di come la compagnia fosse ben a conoscenza del Sony timer.[1]

Il Sony timer (ソニー タイマー Sonī taimā?), oppure Sony kill switch, è una leggenda metropolitana prevalentemente diffusa in Giappone, ma nel corso del tempo divenuta nota anche nella civiltà occidentale.[1] Secondo tale leggenda la maggior parte dei dispositivi elettronici prodotti da Sony, sarebbero dotati di un temporizzatore che, raggiunta una certa scadenza volutamente preimpostata, causerebbe una obsolescenza programmata, costringendo gli acquirenti a comprarne di nuovi.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone la leggenda del Sony timer si è diffusa tra la fine degli anni 1980 e i primi anni 1990, e sebbene non vi siano state mai prove certe che confermerebbero tale mito, una buona percentuale dei giapponesi vi crederebbe.[1] La faccenda rimase piuttosto confinata in Giappone fino al 2006, quando vi fu richiamo di oltre 4 milioni di computer portatili Dell, dotati di accumulatore di carica elettrica Sony difettoso; riportando in auge la leggenda dell'obsolescenza programmata tra i giapponesi, che accusarono la compagnia di Tokyo.[1][2]

Il problema per Sony fu tutt'altro che di poco impatto: per una azienda figlia del miracolo economico giapponese e dell'ideologia kaizen, si trattò di una questione molto delicata, che cercò di contenere in tutti i modi, ma che inevitabilmente arrivò alla conoscenza dei consumatori al di fuori del Giappone, tramite Internet.[1] Nonostante la diffusione di PlayStation 3 non venne particolarmente intaccata da questa leggenda metropolitana, la questione si ripercosse però negativamente sulla vendita dei computer portatili Sony VAIO, che dal 2007 vennero acquistati con sempre più diffidenza; oltre a questo Google Trends segnalò un crescente numero di ricerche che indicavano di come i giapponesi riscontravano problemi con i VAIO.[1]

Ulteriore benzina sul fuoco venne gettata quando, ufficialmente a causa di un bug informatico, venne alla luce che molti televisori Bravia erano dotati di un tempo di funzionamento pari a circa 1200 ore, prima di smettere di accendersi;[1][2] ulteriormente strano fu il fatto che, utilizzato per un periodo di circa 3 ore al giorno, il dispositivo avrebbe smesso di funzionare esattamente allo scadere della garanzia Sony.[1][2] La compagnia di Tokyo negò ogni responsabilità diretta, e si appresto a risolvere questo problema con correzzioni del software tramite patch,[1][2] cercando disperatamente di limitare le voci sul problema prima che si diffondessero in Europa, dove la propria presenza era molto forte ed ammettendo «I nostri prodotti non sono progettati per funzionare male»; tuttavia la leggenda del Sony timer si era già largamente diffusa attraverso il World Wide Web, divenendo parte della cultura digitale stessa.[1][2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (EN) The myth of the Sony 'kill switch', telegraph.co.uk, 22 gennaio 2010. URL consultato l'11 novembre 20016.
  2. ^ a b c d e f (EN) What's "Sony Timer"? That Appears on Internet so Frequently Nowadays, en.j-cast.com, 1° settembre 2006. URL consultato l'11 novembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]