Sonia Peronaci

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Sonia Peronaci (Milano, 10 agosto 1967) è una cuoca, scrittrice, presentatrice e blogger italiana, fondatrice del sito internet di cucina Giallo Zafferano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Milano nel 1967, Sonia Peronaci inizia a cucinare nel ristorante del padre a 6 anni.[1] Dopo aver lavorato in pub, villaggi turistici e come commercialista, nel 2006 fonda con il marito Francesco Lopes il sito internet e video blog di cucina Giallo Zafferano.[1][2]

Il progetto ottiene un grande successo e viene acquisito da Banzai nel settembre 2009.[3] Nel 2011 Giallo Zafferano raggiunge due milioni di utenti unici al mese;[2] nel 2013 supera quattro milioni di utenti al mese.

Sonia Peronaci guadagna rapidamente popolarità – anche grazie ai social network e al canale di YouTube, dove Giallo Zafferano pubblica dal 2009 video-ricette anche in inglese e spagnolo.

Inizia collaborazioni con mensili e altri portali on-line (Grazia, Donna Moderna) e dal 2011 partecipa a diverse trasmissioni televisive, presentando video-ricette e consigli per la cucina.

Dal novembre 2010 Sonia Peronaci è stata scelta come testimonial italiana di Kraft Philadelphia: nel 2011 ha realizzato sei spot pubblicitari per le reti nazionali e private. Nel 2012 partecipa ad altri due spot, in compagnia di Katia Follesa e Marta Zoboli.[4]

Il 29 novembre 2011 pubblica per Mondadori il libro Le mie migliori ricette, una raccolta delle ricette più visitate su Giallo Zafferano. L'11 settembre 2012 pubblica per lo stesso editore un secondo libro, dal titolo Divertiti cucinando.

Nel 2012 interviene in un corso di web marketing dell'Università Cattolica di Milano.[5]

Dal 4 novembre 2013 va in onda, sul canale Fox Life, il programma televisivo In cucina con Giallozafferano, basato sulle video ricette di Giallo Zafferano; in ogni puntata propone una delle ricette del sito, illustrando tutti i procedimenti[6].

Nel mese di ottobre 2015 rende pubblica la decisione da lei maturata di interrompere la collaborazione novennale a Giallo Zafferano, una scelta motivata con l'intenzione di dedicarsi ad altri percorsi professionali nel ramo della pratica e divulgazione culinaria[7].

Il 17 novembre 2015 ha lanciato il suo nuovo sito http://www.soniaperonaci.it/.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013: Premio Italia a Tavola — Opinion Leader[8]
  • 2012: Teletopi: Oscar delle web tv italiane — Miglior proposta su device mobile[9]
  • 2012: Macchianera Blog Awards: I premi della rete — Miglior sito 2012[10]
  • 2012: Macchianera Blog Awards: I premi della rete — Miglior sito Food[10]
  • 2011: Blog dei Blog 2011 di Squisito 2011
  • 2011: Macchianera Blog Awards: I premi della rete — Miglior sito Food[11]
  • 2010: Blog dei Blog 2010 di Squisito 2010
  • 2010: Macchianera Blog Awards: I premi della rete — Miglior sito Food[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dal web al libro di ricette, Repubblica, 18 dicembre 2011
  2. ^ a b Viaggio dietro le quite di una video-cucina, Corriere della Sera, 14 maggio 2011
  3. ^ Dati Nielsen. Banzai 2012.
  4. ^ Philadelphia porta in cucina Katia, Marta e la chef Sonia Peronaci. Youmark 13 febbraio 2012.
  5. ^ Giallozafferano: La ricetta del successo sul web, Università Cattolica di Milano, 30 marzo 2012.
  6. ^ In cucina con Giallozafferano sul sito di Fox Life
  7. ^ Alessandra Dal Monte, Sonia Peronaci lascia Giallo Zafferano: «Voglio dare voce alle mie idee». Il sito: «Così più libertà nei rispettivi percorsi», in Corriere della sera, 27 ottobre 2015. URL consultato il 27 ottobre 2015.
  8. ^ Sondaggio: Peronaci superstar con Oldani e Villa. Italia a Tavola 14 gennaio 2013.
  9. ^ Tv: X Factor e Giallozafferano tra i vincitori del Teletopo 2012. Adnkronos 7 dicembre 2012.
  10. ^ a b Macchianera Blog Awards 2012. Blogfest 2 ottobre 2012.
  11. ^ Macchianera Blog Awards 2011. Blogfest 5 ottobre 2011.
  12. ^ Macchianera Blog Awards 2010. Blogfest 4 ottobre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]