Sonia Alfano

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Sonia Alfano
On. Sonia Alfano.jpg

Europarlamentare
Durata mandato 14 luglio 2009 –
1° luglio 2014
Legislature VII
Gruppo
parlamentare
ALDE
Circoscrizione Italia nord-occidentale

Dati generali
Partito politico Articolo Uno (dal 2017)
In precedenza:
Amici di Beppe Grillo (2008-2009)
IdV (2009-2014)
PD (2014-2017)
Titolo di studio Diploma di liceo classico
Università Università degli Studi di Palermo
Professione Funzionario P.A.

Sonia Alfano (Messina, 15 ottobre 1971) è una politica italiana, europarlamentare per l'Italia dei Valori dal 2009 al 2014 e presidente della Commissione speciale antimafia dal 18 aprile 2012.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Per quasi quindici anni è stata funzionario della Regione Siciliana, nel Dipartimento di Protezione Civile; è stata sindacalista ALBA e coordinatrice di soccorsi in emergenze.

Si diploma presso il Liceo Classico Luigi Valli di Barcellona Pozzo di Gotto.

Interrompe gli studi universitari alla facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo dopo la morte a Barcellona Pozzo di Gotto del padre Beppe, ucciso dalla mafia per le sue inchieste scomode l'8 gennaio 1993.

Ottiene l'assunzione presso la Regione Siciliana per chiamata diretta, in virtù della normativa in favore dei familiari delle vittime innocenti di mafia.

Attività antimafia[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della morte del padre comincia un'intensa attività antimafia per accertare la verità sulla sua morte e sui mandanti occulti.

Nel gennaio del 2003 denuncia depistaggi nelle indagini riguardanti la morte del padre ed il coinvolgimento, nell'assassinio, dei servizi segreti italiani. Pochi giorni dopo la denuncia pubblica, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Messina, pressata dal gran clamore delle rivelazioni di Sonia, decide di riaprire le indagini, tuttora in corso.

Nel 2004 avvia una battaglia in merito alla morte del dottore urologo Attilio Manca, inizialmente considerata come un atto suicida.

Nel 2006 chiede lo scioglimento del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto per infiltrazioni mafiose. La richiesta non ha seguito.

Nel 2006 organizza una petizione per il trasferimento del Dott. Canali e del Dott. Sisci, magistrati della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, per presunta incompatibilità.

Il 28 marzo 2006, a seguito di intimidazioni, le viene assegnata una tutela della Guardia di Finanza[1], revocata l'11 agosto dello stesso anno.

Nel 2006, nell'ambito delle sue svariate battaglie sindacali, ha evidenziato gravi carenze organizzative nella gestione delle emergenze da parte dell'ufficio di Protezione Civile della Regione Siciliana.

All'origine degli scontri con i vertici del dipartimento vi è la drammatica situazione di 300 precari che da 15 anni lavorano presso quegli uffici, nella totale indifferenza dell'amministrazione regionale rispetto alla loro posizione contrattuale. Nel giugno del 2007 riesce a consegnare personalmente una lettera al presidente della repubblica Giorgio Napolitano, che accetta di occuparsi della questione. Nell'ambito della battaglia sindacale rilascia diverse interviste a trasmissioni e testate nazionali, tra le quali il Corriere della Sera, Il Sole 24 ore e Le Iene. Parte di quei precari è oggi stata regolarizzata dal governo della Regione e le carenze organizzative parzialmente risolte.

Nel 2007, insieme a Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia Paolo Borsellino, scrive al Presidente della Repubblica per chiedere il trasferimento del Ministro della giustizia Clemente Mastella, richiesta in seguito non considerata. Il Guardasigilli aveva a sua volta chiesto il trasferimento del PM Luigi de Magistris, della Procura della Repubblica di Catanzaro, titolare dell'inchiesta Why Not.

A difesa del Pm di Catanzaro, Sonia Alfano segue i giovani del movimento antimafia Ammazzateci tutti, che avevano avviato una seguitissima campagna di solidarietà nei confronti di Luigi De Magistris, catalizzando l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica sul caso del trasferimento ed una petizione su scala nazionale.

Dal 2007 al 2009 è stata coordinatrice regionale del movimento antimafia Ammazzateci tutti.

Nel novembre del 2007, in segno di protesta s'incatena al cancello della Prefettura di Palermo. Decine di familiari di vittime della mafia decidono di prendere parte alla protesta. Chiedono al Parlamento Italiano l'equiparazione delle normative previste per i familiari delle vittime della mafia e per i familiari delle vittime del terrorismo. La protesta ha risalto mondiale e molte testate giornalistiche straniere s'interessano alla battaglia per l'equiparazione della quale Sonia Alfano è l'iniziatrice.

Sempre nel 2007 collabora con il meetup "Amici di Beppe Grillo" di Palermo ed altre associazioni, all'avvio della petizione Chiediamo i danni a cosa nostra lanciata con Stefania Petyx attraverso un servizio a Striscia la notizia. La petizione ha raggiunto circa 20 000 firme. La petizione viene firmata anche da numerosi deputati dell'ARS e, in maniera bipartisan, trasformata in emendamento per la legge finanziaria regionale. Le richieste della petizione furono in buona parte recepite dall'articolo 18 della legge finanziaria regionale dello stesso anno e dall'articolo 4 della legge regionale antimafia.

Nel febbraio del 2008, insieme ad altre 40 persone, costituisce un'associazione, denominata "Associazione Nazionale Familiari Vittime di mafia", della quale viene eletta presidente all'unanimità.

Nel 2009 partecipa, insieme a Salvatore Borsellino, all'organizzazione e allo svolgimento delle manifestazioni delle Agende Rosse, movimento che chiede verità e giustizia per le stragi mafiose del 1992-1993.

Dall'ottobre 2008 organizza una serie di incontri informativi con la cittadinanza di Reggio Emilia durante i quali legge delle carte processuali riguardanti il procuratore capo della città, Italo Materia. Lo stesso darà le dimissioni nell'aprile 2009 con una lettera in cui la accusa di esserne la causa[2].

Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce nel 2008 dopo una manifestazione dei familiari delle vittime di mafia e del dovere davanti alla Prefettura di Palermo, per chiedere l'equiparazione delle vittime di mafia e del dovere alle vittime del terrorismo.

A partire dal 2008 l'associazione incontra studenti e società civile di tutta Italia in manifestazioni di legalità e nel ricordo dei propri cari.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Sonia Alfano

Si è candidata nel 2008 alla presidenza della Regione Siciliana alle elezioni del 2008 con la lista Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente ottenendo quasi 70 000 consensi, pari al 2,44% dei voti validi.

In questi anni ha incontrato i ragazzi delle scuole di tutta Italia ed ha partecipato a diverse trasmissioni televisive dato il suo forte impegno civile ed antimafia.

Nel maggio dello stesso anno indice una conferenza stampa per presentare ai giornalisti l'“archivio Lombardo” e chiede l'apertura di indagini sui files che contenevano centinaia di richieste di favori e raccomandazioni all'appena eletto Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.

Alle elezioni europee del 2009 è stata candidata come indipendente nelle liste dell'Italia dei Valori in tutte le circoscrizioni, ottenendo complessivamente 165 000 preferenze, venendo eletta infine nella circoscrizione Italia nord-occidentale.

Ha aderito al gruppo dell'ALDE[3].

Al Parlamento Europeo è membro della commissione LIBE - Libertà civili, giustizia e affari interni - e supplente della commissione CONT - controllo di bilancio.

Fa parte delle delegazioni "Assemblea parlamentare Euromediterranea"[4] e "Maghreb"[5].

Tra il 2010 e il 2011 si reca in visita presso i reparti 41bis dei penitenziari per verificare le condizioni di vita dei detenuti. Incontra nel giro di pochi mesi boss come Bernardo Provenzano, Salvatore Riina, Benedetto Santapaola, Giuseppe Graviano, Francesco Schiavone, Raffaele Ganci, Salvatore ed Alessandro Lo Piccolo, Salvatore Ritorto, Aldo Gionta, Pietro Rampulla e Antimo Perreca.

Un sondaggio lanciato da VoteWatch l'ha premiata come europarlamentare (su 736) più vicina ai cittadini europei sulla base dell'incrocio dei voti degli eurodeputati con quelli dei cittadini, che hanno partecipato al sondaggio votando gli stessi documenti precedentemente votati nelle aule del Parlamento europeo. Si distingue anche per la sua vicinanza ai movimenti civici e per la tutela dei testimoni di giustizia.

Il 25 ottobre 2011 viene approvata a Strasburgo, in plenaria al Parlamento europeo, la relazione sul contrasto al crimine organizzato in Europa[6] di cui Sonia Alfano è stata relatrice unica.

Il 18 aprile 2012 diviene presidente della Commissione speciale antimafia del Parlamento europeo[7].

Avvicinatasi al Partito Democratico, non è candidata alle Elezioni europee del 2014[8].

Nel 2017 prende parte alla scissione della corrente sinistra del Partito Democratico ed aderisce al Articolo Uno.[9]

Incarichi parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Presidente della Commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro
  • Membro della: Conferenza dei presidenti di commissione, Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Commissione per le petizioni, Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo, Delegazione all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo.
  • Membro sostituto della: Commissione per il controllo dei bilanci, Delegazione per le relazioni con i paesi dell'America centrale, Delegazione all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana.

Collaborazioni video[modifica | modifica wikitesto]

  • Blu notte - Il caso Beppe Alfano, con Carlo Lucarelli su Raidue;
  • Il testimone - Orfani di mafia, con Pif su Mtv;
  • Io Ricordo, docufilm della Fondazione Progetto Legalità;

Collaborazione libri[modifica | modifica wikitesto]

  • 2004 - Filippo Basile, un dirigente regionale prematuramente scomparso. AA.VV. Solidaria.
  • 2005 – Solidarietà ad Personam, le vittime scelte. AA.VV. Solidaria.
  • 2005 – Ammazzate Beppe Alfano. Valeria Scafetta.
  • 2003 - Dalle interviste di Sonia è stata tratta una parte del libro di Carlo Lucarelli Misteri d'Italia.
  • 2012 - Dove eravamo. AA.VV. Caracò
  • 2012 - Io ricordo. Parlano i familiari delle vittime di mafia. AA.VV. Lupetti

Autrice[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assegnata la scorta a Sonia Alfano dopo i due episodi di intimidazione, in La Repubblica, 30 marzo 2006, p. 6 sezione Palermo. URL consultato il 23 maggio 2010 (archiviato il 15 gennaio 2016).
  2. ^ m. so, Si è dimesso il procuratore Italo Materia, su viaemilianet.it, Emilianet srl. URL consultato l'8 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2009).
  3. ^ Gruppo ADLE al Parlamento Europeo Alfano Sonia, su Sito ufficiale ALDE. URL consultato il 23 maggio 2010.
  4. ^ Assemblea parlamentare Euromediterranea, su Sito ufficiale ALDE. URL consultato il 23 maggio 2010 (archiviato il 25 marzo 2010).
  5. ^ Maghreb, su Sito ufficiale ALDE. URL consultato il 23 maggio 2010.
  6. ^ Il Parlamento Europeo ha approvato il rapporto contro le mafie, su soniaalfano.it (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2012).
  7. ^ Ansa - Sonia Alfano presidente commissione antimafia UE, su ansa.it. URL consultato il 19 aprile 2012 (archiviato il 19 aprile 2012).
  8. ^ Il Fatto quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 18 aprile 2014 (archiviato il 16 aprile 2014).
  9. ^ Sicilia: Sonia Alfano aderisce ad Articolo 1, ecco le sue motivazioni, su Articolo Uno. URL consultato il 19 dicembre 2018 (archiviato il 20 dicembre 2018).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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