Songs from the Big Chair

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Songs from the Big Chair
ArtistaTears for Fears
Tipo albumStudio
Pubblicazione27 febbraio 1985
Durata41:56
Dischi1
Tracce8
GenereNew wave
EtichettaMercury Records
ProduttoreChris Hughes, Ian Stanley, Tears for Fears
Registrazione1983/1984
Certificazioni
Dischi di platinoHong Kong Hong Kong[1]
(vendite: 20 000+)
Tears for Fears - cronologia
Album precedente
(1983)
Album successivo
(1989)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 4.5/5 stelle[2]
Q 4/5 stelle (1985)
3/5 stelle (1999)[3]
Robert Christgau B[4]
Rolling Stone favorevole[5]

Songs from the Big Chair è il secondo album della rock band inglese Tears for Fears, pubblicato nel 1985 dalla Phonogram Records. Rappresenta il più grande trionfo commerciale del duo e anche il loro più alto apice creativo. Arrivò al secondo posto della classifica inglese (dove rimase nella Top 10 per più di sei settimane e successivamente nella Top 40 per circa un anno) e al primo (restandoci per una settimana) di quella statunitense. Contiene un numero considerevole di canzoni che divennero grandi hit e contribuirono così a far raggiungere la notorietà mondiale al gruppo, come: Mothers Talk, Shout, Everybody Wants to Rule the World e Head over Heels.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo dell'album prende spunto da un film del 1976 chiamato "Sybil" in cui viene narrata la storia di una donna affetta da personalità multipla che si sente protetta e al sicuro sulla sedia della psicologa, che viene soprannominata "big chair".

Songs from the Big Chair è molto diverso dal precedente The Hurting per due aspetti principali: la composizione e la strutturazione. Infatti i brani che lo compongono sono il frutto di una forte maturazione compositiva intrapresa dalla band: essi sono costruiti in modo più complesso rispetto a quelli precedenti, più orientati verso la classica "forma canzone", e toccano vari generi musicali, come il jazz, l'hard rock, il soul e la musica ambient. In questo modo il progetto complessivo si presenta molto più eterogeneo. Si incomincia con dei pezzi molto orecchiabili, ritmati e allegri (Shout, Everybody Wants to Rule the World, Mothers Talk) a cui si contrappongono pian piano composizioni più lenti e tranquille (I Believe, The Working Hour). Queste a loro volta lasciano spazio ad un ritorno della ritmicità e ai costrutti tipici del pop/rock (Broken, Head Over Heels) che infine convergono nell'ultima traccia, Listen, in cui la misticità e la solennità raggiungono apici estremi.

A seguito della pubblicazione, venne programmato un lunghissimo tour promozionale con tappe in tutto il mondo al termine del quale Orzabal e Smith si presero un periodo di riposo. Nel frattempo venne realizzato un documentario sulla lavorazione dell'album (più specificatamente nel tardo 1985) chiamato "Scenes from the Big Chair". Soltanto nel 1989, con la pubblicazione del singolo Sowing the Seeds of Love, terminò il loro lungo silenzio.

Reazione della critica[modifica | modifica wikitesto]

Songs from the Big Chair venne accolto in modo molto positivo dalla critica. Per esempio, Stanton Swihart di AllMusic disse a suo riguardo: <<Nella percolante Everybody Wants to Rule the World, i Tears for Fears hanno catturato perfettamente lo zeitgeist della metà degli anni '80, riuscendo anche a creare incredibilmente un sognante, intramontabile classico pop. Songs from the Big Chair è uno dei migliori prospetti del decennio.>>[6]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Ristampe[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998, la MFSL ripubblicò Songs from the Big Chiar in una versione rimasterizzata contenente una versione più lunga di Head over Heels (di 5:24) e due bonus tracks (mixaggi estesi di Shout e Everybody Wants to Rule the World).

Una nuova versione dell'album venne proposta nel 1999. Questo CD aveva varie bonus tracks, come i lati B dei singoli e remix degli stessi che portarono ad una tracklist differente da quella originale, basata sull'edizione speciale incisa su cassetta che prevedeva cinque b-sides, due remix di singoli e tre tracce inedite (The Conflict, Marauders e Broken Revisited) risalenti al periodo The Hurting.

L'album venne nuovamente ripubblicato nel 2006 e questa volta in versione "deluxe edition" in 2 CD, completa di ogni lato B delle hit, di tutte le canzoni inedite e di tutti i remix.

Lista delle tracce[modifica | modifica wikitesto]

Originale[modifica | modifica wikitesto]

  1. Shout - 6:33 (Roland Orzabal, Ian Stanley)
  2. The Working Hour - 6:31 (Orzabal, Stanley, Manny Elias)
  3. Everybody Wants to Rule the World - 4:11 (Orzabal, Stanley, Chris Hughes)
  4. Mothers Talk - 5:07 (Orzabal, Stanley)
  5. I Believe - 4:54 (Orzabal)
  6. Broken - 2:38 (Orzabal)
  7. Head over Heels/Broken (live reprise) - 5:02 (Orzabal, Curt Smith)
  8. Listen - 6:54 (Orzabal, Stanley)

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • I Believe è dedicata a "Robert Wyatt (If he's listening)"[8]
  • In alcune edizioni americane, la ripresa dal vivo di Broken non venne inserita e così alla fine di Head over Heels si procede direttamente all'ascolto di Listen. Inoltre Mothers Talk è presente nella sua versione ridotta a 3:53.

Bonus tracks della versione 1999[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Big Chair - 3:21 (Orzabal, Smith, Stanley, Hughes)
  2. Empire Building - 2:52 (Orzabal, Smith, Stanley)
  3. The Marauders - 4:16 (Orzabal, Smith, Stanley)
  4. Broken Revisited - 5:16 (Orzabal)
  5. The Conflict - 4:05 (Orzabal, Smith, Stanley)
  6. Mothers Talk (U.S. remix) - 4:13
  7. Shout (U.S. remix) - 8:02

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Head Over Heels/Broken (live) è stata erroneamente intitolata Head over Heals/Broken (Live) nella versione rimasterizzata su CD.
  • Mothers Talk (U.S. remix) è la versione giusta del remix, ma ha alcuni effetti di riverbero in più rispetto a quella originale.

Deluxe edition del 2006[modifica | modifica wikitesto]

Disco Uno[modifica | modifica wikitesto]

  1. Shout – 6:33
  2. The Working Hour – 6:31
  3. Everybody Wants to Rule the World – 4:11
  4. Mothers Talk – 5:06
  5. I Believe – 4:54
  6. Broken – 2:38
  7. Head over Heels/Broken (live) – 5:02
  8. Listen – 6:54
  9. The Working Hour (piano version) – 2:08
  10. The Marauders – 4:16
  11. Empire Building – 2:52
  12. The Big Chair – 3:21
  13. Pharaohs (single version)– 3:43 (Orzabal, Smith, Stanley, Hughes)
  14. When in Love with a Blind Man – 2:22 (Orzabal, Stanley)
  15. Sea Song – 3:51 (Robert Wyatt)
  16. Broken Revisited – 5:16

Disco Due[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Way You Are (7" version) – 4:49 (Orzabal, Smith, Stanley, Elias)
  2. Mothers Talk (short version) – 3:53
  3. Shout (edit) – 4:03
  4. Everybody Wants to Rule the World (7" version) – 4:08
  5. Head over Heels (David Bascombe 7" Mix) – 4:15
  6. I Believe (A Soulful Re-Recording) – 4:41
  7. Mothers Talk (U.S. remix) – 4:13
  8. Shout (U.S. remix) – 8:02
  9. Shout (Dub Remix) – 6:49
  10. Everybody Wants to Rule the World (Urban Mix) – 6:06
  11. Mothers Talk (Beat of the Drum Mix) – 8:54
  12. Broken/Head over Heels/Broken (Preacher Mix) – 8:00

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La traccia quattro doveva essere Everybody Wants to Run the World ma fu per sbaglio sostituita con la medesima versione originale dell'album (in quanto la fantomatica "7" version" non esiste); ciò viene confermato dalle stesse note di copertina.
  • La traccia sette è stata intitolata "U.S. remix" nella tracklist ma non è altro che una versione differente dalla vera Mothers Talk (U.S. remix). Su CD, il giusto remix può essere trovato su The Millennium Collection: The Best of Tears for Fears e su Shout: The Very Best of Tears for Fears.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Tears for Fears
Personale di supporto

Posizione in classifica[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Classifica Paese Certificazioni Posizione Certificazioni(2) Vendite
UK Albums Chart[9] Regno Unito BPI 2 3× Platino[10] 900,000
Austrian Albums Chart[11] Austria IFPI Austria 22
Canadian Albums Chart[12] Canada CRIA 1 7× Platino[13] 700,000
MegaChart[senza fonte] Olanda NVPI 2 Platino[14] 100,000
French Albums Chart[senza fonte] Francia SNEP 12
Media Control Charts[senza fonte] Germania IFPI Germany 1 Oro[15] 250,000
New Zealand Albums Chart[16] Nuova Zelanda RIANZ 2
Norwegian Albums Chart[17] Norvegia IFPI Norway 17
Swedish Albums Chart[18] Svezia IFPI Sweden 25
Swiss Hitparade[19] Svizzera IFPI Switzerland 5
USA Billboard 200[20] Stati Uniti RIAA 1 5× Platino[21] 5,000,000

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Anno Singolo Classifica Posizione
1984 Mothers Talk UK Singles Chart 14
Irish Singles Chart 23
1985 New Zealand Singles Chart 50
1984 Shout UK Singles Chart 4
1985 Austrian Singles Chart 6
Canadian Singles Chart 1
Dutch Singles Chart 1
French Singles Chart 21
German Singles Chart 1
Irish Singles Chart 5
Norwegian Singles Chart 5
New Zealand Singles Chart 1
Swedish Singles Chart 16
Swiss Singles Chart 1
US Billboard Hot 100 1
1985 Everybody Wants to
Rule the World
UK Singles Chart 2
Austrian Singles Chart 19
Canadian Singles Chart 1
Dutch Singles Chart 2
French Singles Chart 18
German Singles Chart 11
Irish Singles Chart 2
New Zealand Singles Chart 1
Swiss Singles Chart 13
US Billboard Hot 100 1
1985 Head over Heels UK Singles Chart 12
Canadian Singles Chart 8
Dutch Singles Chart 29
German Singles Chart 55
Irish Singles Chart 5
New Zealand Singles Chart 12
US Billboard Hot 100 3
1985 I Believe
(A Soulful Re-Recording)
UK Singles Chart 23
Irish Singles Chart 10
New Zealand Singles Chart 28
1986 Mothers Talk (US remix) Canadian Singles Chart 87
US Billboard Hot 100 27

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) IFPIHK Gold Disc Award − 1990, IFPI Hong Kong. URL consultato il 15 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2012).
  2. ^ Stanton Swihart, Songs From the Big Chair - Tears for Fears, AllMusic. Rovi Corporation. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  3. ^ Tears For Fears - Songs from the Big Chair CD Album, CD Universe. URL consultato il 15 febbraio 2013.
  4. ^ Robert Christgau, Christgau's Consumer Guide, in The Village Voice, Village Voice Media, 28 maggio 1985. URL consultato il 9 gennaio 2012.
  5. ^ Don Shewey, Tears for Fears: Songs From the Big Chair : Music Reviews, Rolling Stone. Wenner Media, 23 maggio 1985. URL consultato il 23 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2007).
  6. ^ Songs from the Big Chair - Tears for Fears | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  7. ^ The 100 Best Albums of the 1980s, su Slant Magazine. URL consultato il 24 agosto 2013.
  8. ^ 'Song from the Big Chair' Vinyl Record (1985)
  9. ^ British Tears for Fears chart positions, chartstats.com. URL consultato il 28 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2012).
  10. ^ British certificates: searchable database, BPI. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  11. ^ Austrian Tears for Fears chart positions, austriancharts.at. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  12. ^ Canadian Songs from the Big Chair chart positions, RPM. URL consultato il 28 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2012).
  13. ^ Canadian certificates: searchable database, CRIA. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  14. ^ Dutch certificates: searchable database, NVPI. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  15. ^ Template:Cite certification
  16. ^ New Zealand Tears for Fears chart positions, charts.org.nz. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  17. ^ Norwegian Tears for Fears chart positions, norwegiancharts.com. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  18. ^ Swedish Tears for Fears chart positions, swedishcharts.com. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  19. ^ Swiss Tears for Fears chart positions, hitparade.ch. URL consultato il 23 dicembre 2009.
  20. ^ [[[:Template:BillboardURLbyName]] American Tears for Fears album positions], billboard.com. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  21. ^ American certificates: searchable database, RIAA. URL consultato il 28 dicembre 2009.
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