Songs for the Deaf

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Songs for the Deaf
ArtistaQueens of the Stone Age
Tipo albumStudio
Pubblicazione27 agosto 2002
Durata63:38
Dischi1
Tracce14
GenereAlternative metal[1]
Stoner metal[1]
Hard rock[1]
EtichettaInterscope Records
ProduttoreJosh Homme, Eric Valentine, Adam Kasper
RegistrazioneConway Studios, Barefoot Studios, Los Angeles, California
Certificazioni
Dischi d'oroStati Uniti Stati Uniti[2]
(vendite: 500 000+)

Nuova Zelanda Nuova Zelanda[3]
(vendite: 7 500+)

Svezia Svezia[4]
(vendite: 30 000+)
Dischi di platinoCanada Canada[5]
(vendite: 100 000+)

Australia Australia[6]
(vendite: 70 000+)

Regno Unito Regno Unito[7]
(vendite: 300 000+)
Queens of the Stone Age - cronologia
Album precedente
(2000)
Album successivo
(2004)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 5/5 stelle[1]
The Guardian 4/5 stelle[8]
Rolling Stone 3/5 stelle[9]

Songs for the Deaf (lett. Canzoni per sordi) è il terzo album della band statunitense Queens of the Stone Age, pubblicato nel 2002[10].

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Songs for the Deaf è l'album che diede piena visibilità ai Queens of the Stone Age. Con la presenza alla batteria di Dave Grohl[1] (Nirvana, Foo Fighters), il disco venne pensato dal chitarrista e cantante Josh Homme come concept album, ispirato dai suoi frequenti viaggi in macchina attraverso il deserto californiano, nel quale la radio della macchina cambiava frequentemente stazione, sintonizzandosi su radio ad ispirazione religiosa o che trasmettevano musica orribile. Il tema delle radio è ripreso varie volte durante l'ascolto dell'album. Troviamo infatti intermezzi radiofonici all'interno di molti dei pezzi del disco.

Dal punto di vista musicale, l'album riprende in parte gli stili del precedente Rated R (2000), con canzoni ora potenti (You Think I Ain't Worth a Dollar...., First It Giveth, Go with the Flow), ben supportate dal drumming di Grohl, ora psichedeliche (The Sky Is Fallin', God Is in the Radio).

Songs for the Deaf fu il primo disco a regalare ai Queens of the Stone Age un certo successo commerciale, raggiungendo il 17º posto nella classifica Billboard 200 negli Stati Uniti[11] e il 4º nella UK Album Chart nel Regno Unito[12] nel 2002. È considerato da molti critici il capolavoro della band, nonché uno dei migliori lavori dell'intero panorama stoner.[13]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Josh Homme e Nick Oliveri, eccetto dove diversamente specificato:[14]

  1. You Think I Ain't Worth a Dollar, But I Feel Like a Millionaire – 3:12 (J. Homme, M. Lalli)
  2. No One Knows – 4:38 (J. Homme, M. Lanegan)
  3. First It Giveth – 3:18
  4. A Song for the Dead – 5:52 (J. Homme, M. Lanegan)
  5. The Sky Is Fallin' – 6:15
  6. Six Shooter – 1:19
  7. Hangin' Tree – 3:06 (A. Johannes, J. Homme)
  8. Go with the Flow – 3:07
  9. Gonna Leave You – 2:50
  10. Do It Again – 4:04
  11. God Is in the Radio – 6:04
  12. Another Love Song – 3:16
  13. A Song for the Deaf – 6:42 (J. Homme, M. Lanegan)
  14. Mosquito Song (traccia fantasma, così come viene accreditata sul retro) – 5:38

Tracce Bonus nell'edizione europea[modifica | modifica wikitesto]

  1. Everybody's Gonna Be Happy (cover dei The Kinks) – 2:35 (R.R. Davies)

Tracce aggiuntive nell'edizione speciale UK con DVD[modifica | modifica wikitesto]

  1. Monsters in the Parasol (Live at The Troubadour)
  2. No One Knows (Live at The Troubadour)
  3. The Lost Art of Keeping a Secret (Live at The Troubadour)
  4. Quick and to the Pointless (Live at Vintage Vinyl)
  5. Queens of the Fucking Stone Age

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Contiene la traccia fantasma pregap The Real Song for the Deaf, che è essenzialmente la traccia 0, all'inizio del 1º brano. Questa traccia non è presente su tutte le edizioni dell'album. Per ascoltarla occorre mandare indietro la prima traccia fino a -1:35, si sente una voce metallica dire: "Huh?! What?!" e partirà una partitura di basso.
  • Alla fine del 13º brano A Song for the Deaf, dopo una pausa, è presente un breve estratto da Feel Good Hit of the Summer. Attorno ai 5:45 comincia l'estratto del brano contenuto nell'album precedente Rated R, con delle risate al posto della voce.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Hanno partecipato alle registrazioni secondo le note dell'album:[14]

Tecnici
  • Josh Homme – produzione
  • Eric Valentine – produzione
  • Adam Kasper – produzione, missaggio
  • Alain Johannes – missaggio (traccia 15)
  • Joe Marlett – ingegneria del suono
  • Kevin Szymanski – ingegneria del suono
  • Brian Gardner – mastering

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2002) Posizione
Massima
Canada (Billboard) 1
Stati Uniti (Billboard 200) 17
Regno Unito (OCC) 4
Australia (ARIA) 7

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Stephen Thomas Erlewine, Songs for the Deaf – Queens of the Stone Age, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) RIAA Gold & Platinum searchable database, RIAA.
  3. ^ (EN) NZ Top 40 Albums Chart | The Official New Zealand Music Chart, Recorder Music New Zeland LTD (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2015).
  4. ^ (SE) Sverigetopplistan - Sveriges Officiella Topplista, Grammofon Leverantörernas Förening. Cercare "Queens of the Stone Age", premere "Sök", scegliere l'album "SONGS FOR THE DEAF" dunque premere "visa".
  5. ^ (EN) Gold/Platinum - Music Canada, Ontario Media Development Corporation.
  6. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2003 Albums, ARIA.
  7. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. nel menu "Filter" selezionare "Platinum" ed "Album", nella barra di ricerca digitare "Queens of the Stone Age" dunque premere "Invio".
  8. ^ (EN) Dave Simpson, Queens of the Stone Age: Songs for the Deaf, The Guardian. URL consultato il 30 ottobre 2015.
  9. ^ (EN) Arion Berger, Songs For The Deaf, in Rolling Stone.
  10. ^ Federico Guglielmi, Rock 2001-2010: 100 album fondamentali, in Mucchio Extra, Stemax Coop, #36 estate 2011.
  11. ^ (EN) Queens of the Stone Age - Chart History | Billboard, billboard.com. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  12. ^ (EN) QUEENS OF THE STONE AGE | Artist | Official Charts, The Official Charts Company. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  13. ^ R. Bertoncelli, 2006, p. 964.
  14. ^ a b Note di copertina di Songs for the Deaf, Queens of the Stone Age, Interscope Records, 493 436-2, 2002.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo Bertoncelli, Cris Thellung, Ventiquattromila dischi. Guida a tutti i dischi degli artisti e gruppi più importanti, Baldini Castoldi Dalai, 2006, ISBN 978-88-6018-151-0, ..

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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