Solresol

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Solresol
Creato da Jean François Sudre nel 1817
Locutori
Totale virtualmente estinto
Tassonomia
Filogenesi Lingue pianificate
 Lingue ausiliarie
  Solresol
Codici di classificazione
ISO 639-2 art
Alcuni simboli di base del solresol, fra cui il classico pentagramma

Il solresol è una delle prime lingue ausiliarie, progettata nel 1817 dal francese Jean François Sudre[1] ed ebbe una certa popolarità prima della nascita del volapük e dell'esperanto.

La sua principale caratteristica è quella di avere solo sette elementi di base, che possono essere espressi suonando con uno strumento musicale le sette note musicali, pronunciando i loro nomi come sillabe, disegnando con i sette colori dello spettro visibile o scrivendo con un qualsiasi insieme di sette simboli o ideogrammi.

Il lessico è completamente a priori. I termini grammaticali sono composti da una o due sillabe, le parole più comuni da tre o quattro. Il contrario di una parola è formato dalle stesse sillabe in ordine inverso.

I principali difetti del solresol sono il basso numero di sillabe e la difficoltà di distinguere due parole successive. Per questo motivo, nonostante l'originalità, il solresol fu presto dimenticato.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

  • dore (Dr) → io, me
  • dola (Dl) → si (riflessivo), qualcuno, il prossimo
  • domi (Dm) → tu, te
  • dosi (Ds) → altro
  • dosol (Dso) → sé, sé stesso
  • redo (Rd) → mio
  • resol (Rso) → nostro
  • remi (Rm) → tuo
  • rela (Rl) → vostro
  • refa (Rf) → suo
  • resi (Rs) → loro (aggettivo possessivo)
  • mido (Md) → per, allo scopo di, affinché
  • misol (Mso) → bene

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]