Solomija Krušel'nyc'ka

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Solomija Amvrosiïvna Krušel'nyc'ka in ucraino: Соломія Амвросіївна Крушельницька? (Bučač, 23 settembre 1872Leopoli, 16 novembre 1952) è stata una cantante lirica ucraina.È considerata una delle massime cantanti liriche del XX secolo. Tra i molti premi e riconoscimenti, in particolare, il titolo di "Primadonna wagneriana” del XX secolo. Cantare con lei era considerato un onore per Enrico Caruso, Tita Ruffo, Fedor Chaliapin. Il compositore italiano Giacomo Puccini regalò alla cantante il suo ritratto con la scritta "Alla bellissima ed affascinante Madama Butterfly”

Nella moderna tradizione ucraina, è una tra le donne più famose dell'antica e moderna Ucraina.

Nelle fonti italiane si incontra, spesso associato al cognome del padre: Salomea Kruceniski, Salomea Kruscheniski, Salomea Krusceniska, Salomea Krushelnytska.

Solomija Ambrosivna Krušelnytska

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 23 settembre 1872 a Biliavyntsi, oggi Regione di Ternopil (all’epoca regno di Galizia) in una famiglia di antiche e nobili origini, il cui capostipite Aframosiy Krucenjnski era un prete uniate appartenente alla chiesa greco-cattolica con una profonda cultura musicale e dirigeva un coro nel quale canta anche la madre Teodora Mariya (1844-1907). Salomea si distingueva però per la voce, un canto angelico, melodioso, sublime, sicché la misero nel coro della parrocchia e poi al conservatorio. Il nonno di Solomija Gregoryi Savchynskyi era un prete della chiesa greco-cattolica, poeta ed attivista.

Oltre a cantare sotto la guida dei genitori, suonava il pianoforte sin dalla più tenera età. Conosceva numerose canzoni popolari che spontaneamente sentiva di dover cantare ai contadini. Alcuni momenti della sua infanzia sono ricordati così dalla sua vicina Maria Zybulskaja:

«Tutti ci ricordiamo della giovane Solomija, come cantava di sera in compagnia delle sue amiche da qualche parte del paesino. Già allora la sua voce era forte, bella e si differenziava dalle altre.»

Studi nel Ginnasio di Ternopoli[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò a cantare in tenera età. Conseguì le basi della preparazione musicale presso il Ginnasio di Ternopoli, nel quale sostenne gli esami da esterna. Qui si avvicinò al gruppo musicale dei ragazzi del ginnasio, al quale partecipava Denys Volodymyrovyc Sichynskyi[1], in futuro, grande compositore, considerato il primo musicista professionista della regione storica della Galizia.

Nel 1883, al concerto dedicato a Taras Hryhorovyč Ševčenko, ebbe la prima performance pubblica di Solomiya, con la compagnia corale "Rusjka besida"[2]. A uno dei concerti di questo coro nel 1885 era presente Ivan Franko che, insieme a studenti ucraini, russi e bulgari, con la partecipazione del compositore Nyzhankivskyi Ostap Yosypovych[3], e al pittore e poeta Ustyyanovych Kornylo Mykolayovych,[4] stavano viaggiando per tutto il Paese. Al concerto c’era presente anche lo scrittore Pavlo Dumka[5], originario di un villaggio nelle vicinanze di Kupchynzi[6]. A Ternopoli, Solomija fecce la prima conoscenza con il teatro. Ogni tanto teneva degli spettacoli nel teatro di Leopoli, con la compagnia "Ruskaya besida". Nel repertorio della compagnia figuravano opere di Gulak-Artemovsjkyj e Mykola Lysenko[7]. Solomija aveva la possibilità di osservare e imparare attraverso le recite di attori di dramma del calibro della Carolina Klishevsjka[8], Philomena Lopatynsjka[9], Antonina Osypovycheva[10], Oljshanskij[11], Yasynovych[12], Muz'yk-Stechysjkyj.[13]

Studi nel Conservatorio di Leopoli[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1891 Solomiya entrò nel Conservatorio di Leopoli della compagnia musicale della Galizia. Studiò al Conservatorio di Leopoli (L’viv) con Valeriy Vysotskyi. Il 15 aprile 1893 Solomija esordì nell’opera, a Lviv al teatro comunale “Skarbka”, in ruolo di mezzosoprano, Leonora nella “Favorita” di Gaetano Donizetti. I suoi partner erano Rudolf Berngardt e Yulian Eronim. Nel 1893 Solomija Krushelnytska finì gli studi presso il Conservatorio di Leopoli. Sul diploma del Conservatorio viene scritto:

Questo diploma viene assegnato alla sig. Solomija Kruscheniska come certificato di educazione artistica, ottenuto con esemplare diligenza è straordinario successo soprattutto nella competizione pubblica il 24 giugno 1893, per il quale è stata premiata con la medaglia d’argento...”

Sul palcoscenico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi canterà a Odessa, Cracovia, Tbilissi in ruoli soprani, come Donna Leonora nella “Forza del destino”, “ Mimì in “La Boheme” di Puccini, Elsa in “Lohengrin”.

Durante gli studi al Conservatorio Solomija Krushelnytska ricevette l’invito dal Teatro dell'Opera di Leopoli di Polonia, però lei desiderava l’opera ucraina, che non esisteva in quel momento. La cantante decise di andare in Italia. Questa decisione fu influenzata da Gemma Bellincioni, che le consigliò di perfezionarsi in Italia, grazie ad un prestito bancario del padre. Nell’autunno del 1893 si recò a Milano, dove divenne allieva del maestro Fausta Crispi e professore Conti. Nel 1985 ottenne a Vienna un grande successo con alcune interpretazioni wagneriane e nel 1896 partì per una tournée europea che la portò anche a esibirsi per la prima volta in Italia. Il 26 dicembre 1895 cantò per la prima volta in Italia a Cremona come Manon Lescaut nell’omonima opera di Giacomo Puccini, seguita il 12 gennaio 1896 da Valentina in “Gli Ugonotti” di Giacomo Meyerbeer e infine in febbraio come Mario Delorme nell’omonima opera di Amilcare Ponchelli.

Nel 1897 andò a Santiago del Cile. Tra il 1898 e il 1902 Salomea sarà impegnata al Teatro Imperiale di Varsavia con il titolo di "primo soprano".

Agli inizi del 1900 cantò in "Aida" (ruolo del titolo), nella sala del Conservatorio di San Pietroburgo, a fianco di Enrico Caruso al suo esordio nel ruolo di Radames. Poi sarà Amelia in "Un ballo in maschera" (che ripeterà anche al Teatro Marijnskj - 20 gennaio), Maria in "La Resurrezione di Lazzaro" di Perosi e nella stessa sera nello “Stabat Mater” di Rossini (soprano solista), "Maria di Rohan" di Donizetti (Maria). Tutte a fianco di Enrico Caruso e Mattia Battistini. Nel mese di marzo sempre con Caruso e Battistini, porterà alcuni di questi ruoli anche al Teatro Bolshoi di Mosca.

Nel 1901 al Teatro Imperiale di Varsavia sarà Aida e Amelia (Ballo in maschera) ancora con Enrico Caruso.

Nel 1902 all'Opéra di Parigi cantò il ruolo di Elsa nel "Lohengrin". In seguito la troveremo nei più importanti teatri internazionali, tra cui molti teatri italiani dove sarà meglio conosciuta con il nome di Salomea Krusceniski.

È questo il periodo in cui amplierà il repertorio con una varietà di titoli che andranno da "Tristano e Isotta", "Walkiria", "Crepuscolo degli Dei", "Mefistofele", "La Gioconda", "Adriana Lecouvreur", "Louise" di Charpentier, "La Dama di Picche", ecc.

Il 28 maggio del 1904, su espressa richiesta di Giacomo Puccini, al Teatro Grande di Brescia, sotto la magistrale bacchetta di Cleofonte Campanini, porterà a trionfale successo la ripresa di quella "Madama Butterfly" che il 17 febbraio, al suo esordio alla Scala, subì un fiasco clamoroso. Riprenderà questo ruolo nell'ottobre del 1905 al Teatro Comunale di Bologna sotto la guida di Arturo Toscanini.

Nella stagione 1904-05 esordì al Teatro Costanzi di Roma.

Il 26 dicembre 1906 con la direzione di Arturo Toscanini e a fianco di Giuseppe Borgatti, cantò alla Scala di Milano nella prima milanese di "Salome" di Richard Strauss; le cronache del tempo raccontano, non prive di meraviglia, che fu Lei stessa a eseguire "la danza dei sette veli".

"Vari decenni dopo Arturo Toscanini avrebbe confidato ad un amico che quest'ultima era stata l'unica donna di cui egli fosse stato pazzamente innamorato e che gli avesse detto di no." (aneddoto tratto da: "Toscanini" di Harvey Sachs, edizioni EDT Musica).

Il 15 aprile 1907, ancora alla Scala, cantò il ruolo del titolo, nella prima assoluta di "Gloria" di Francesco Cilea, suoi compagni di scena furono Giovanni Zenatello (Lionetto), Pasquale Amato (Folco de' Bardi), Nazzareno De Angelis (Aquilante de' Bardi), il tutto con la direzione di Arturo Toscanini.

L'11 novembre al Teatro Comunale di Bologna creò il ruolo di Francesca nell'opera di Luigi Mancinelli "Paolo e Francesca".

Nel 1909, sarà la prima "Elektra" italiana al Teatro alla Scala, dove nello stesso periodo canterà anche nel ruolo di Isotta.

Nello stesso teatro, il 16 novembre 1911 crea il ruolo di Lisa nella prima italiana dell'opera di Richard Strauss "Feuersnot" con la direzione di Tullio Serafin.

Dal 1910 in poi visse per più di quarant’anni in Italia, a Viareggio in una palazzina sul viale Carducci, numero 25. Donna bellissima, artista colta, raffinata, informatissima (sapeva quattro lingue). In Italia troverà anche marito, un avvocato italiano, Cesare Riccioni. I due novelli sposi scelsero di celebrare la cerimonia nuziale a Buenos Aires il 10 luglio 1907, città in cui nel 1906 Salomea aveva riscosso i suoi successi più clamorosi (Wally e La Walkiria, Brunilde) entrambe dirette da Arturo Toscanini, e più tardi, nel 1910, in "Louise" di Charpentier e nell'anteprima per Buenos Aires, de "Il Crepuscolo degli Dei" ancora nel ruolo di Brunilde, personaggio questo che porterà anche al Teatro Massimo di Palermo nel marzo del 1911. Grazie al marito, che per due volte è eletto sindaco di Viareggio (anni 1900 - 1902 e 1910 - 1912) ed è un appassionato cultore del poeta Percy Bysshe Shelley, entrò in contatto con Gabriele D’Annunzio. Ciò la porta a conoscere anche Ildebrando Pizzetti e ad essere, il 20 marzo 1915 protagonista della prima rappresentazione scaligera della Fedra.

Ricorderemo qui la sua partecipazione alla prima assoluta dell'opera "Fedra" (ruolo del titolo) di Ildebrando Pizzetti (Milano, Teatro alla Scala 20 marzo 1915), a fianco di Fanny Anitua ed Edoardo di Giovanni, nome italianizzato di Edward Johnson.

Nel 1920, anno in cui parteciperà ai suoi ultimi spettacoli lirici, la troviamo al San Carlo di Napoli come Loreley nell'omonima opera di Catalani, ed Elsa nel "Lohengrin" di Richard Wagner.

Nel 1923 Salomija Krusceniski inizierà la seconda parte della sua carriera, quella dedicata al canto "solista"; parteciperà, infatti, a numerosi concerti in diversi Paesi, esibendosi in un vasto repertorio tra cui molte canzoni popolari ucraine nelle quali lei stessa si accompagnava al pianoforte. Molto apprezzato, ad esempio, è quello del gennaio 1929 all’Accademia di Santa Cecilia a Roma

Nel 1928 apparve per la prima volta nel continente nord americano, compiendo una tournée negli Stati Uniti e in Canada.

Il 28 maggio 1904 fu protagonista al Teatro Grande di Brescia dello storico allestimento di Madame Butterfly diretto da Cleofonte Campanini, che segnò il trionfo dell’opera pucciniana dopo il fiasco scaligero del 17 febbraio 1904 con Rosina Torchio, venne giù l’intero loggione: fischi, grida, invettive. Puccini, tuttavia, senza deprimersi, fece quello che da genio era solito fare, capì la lezione e trasformò l’opera. Fu lei l’interprete del trionfo di Madama Butterfly al Teatro Grande di Brescia; il pubblico interruppe l’opera con ovazioni ogni più sospinto, ogni romanza, ogni tocco d’orchestra e il maestro Clefonte Campanini venne chiamato dieci volte sul palcoscenico. Cosi non poteva non sorgere un legame, più che un’empatia, tra Puccini e Salomea, che aveva tutto per piacere, forme, lunghi capelli castano scuri, occhioni da maga, maniere eleganti e fini. Solomija decide di trasferirsi a Viareggio, dove tutta la città la stima e ne ammira l’eleganza e la classe. Era stato Puccini a chiederle di essere lei l’interprete e Salomija aveva preso molto sul serio questo impegno, tanto da trascorrere tre mesi a ripassare la parte, indossando perfino gli abiti di scena per immedesimarsi ancor più nel suo personaggio. Dopo il grande successo nel 1904 Salomija decide di stabilirsi a Viareggio in una casa sulla Passeggiata, all’incrocio tra via Flavio Gioia e Viale Carducci. Presto la casa di via Carducci diventò un ritrovo di artisti. Faceva gli onori di casa Guidotti Marotti, che era intimo di Puccini, e vi passò Gabriele D’Annunzio che a Salomea nel 1916 scrisse un’ode che viene musicata da Renato Brogi, il cui spartito usci a Firenze dalla casa editrice musicale Forliversi:

Ella teneva a terra gli occhi fissi.

Nel silenzio incredibile i minuti

Pareano aprire smisurati abissi.

Oh se per sempre, sotto un improvviso

colpo, fossimo noi rimasti muti!

Lenta mi sollevo quelli occhi al viso.

Ancora la convulsa bocca esangue

vedo. Le prime sue parole,rare,

cadono come gocciale di sangue

da piaga che incominci a sanguinare.

(Gabriele D’Annunzio, Poema Paradisiaco, 1893)

Nel decennio che seguì, cantò soprattutto in Italia.

Nel 1936, alla morte del marito decide di donare la sua ricca biblioteca alla città di Viareggio. Salomea lasciò la casa di via Carducci 25 all’Unione Sovetica, allora sua patria, e qui vennero i funzionari del regime a portare via anche un patrimonio di preziosi ricordi

Ritorno in Ucraina[modifica | modifica wikitesto]

Dopo scomparsa del marito, il 23 aprile 1937 ottenne il nulla osta per un passaporto per l’estero: nel 1939 torna a Leopoli, ma non riesce più a ritornare in Italia perché il governo non concesse il visto di uscita. Non senza le difficoltà, là insegna tecnica vocale fino al 1944; la sua ultima esibizione ha luogo nel 1949.

Morì a Leopoli il 15 novembre 1952 e le venne intitolato il Teatro dell'Opera della città .

Lascia poco più di una ventina di registrazione d’arie d’opera che comprendono tra l’alto brani da: Mefistofele, Tosca, Wally, Adriana Lecouvrer, Madama Butterfly, Peer Gynt, Forza del destino, Aida, Walkiria, Loreley, Africana. Incise tra il 1903 e il 1915 per la G&T di Varsavia e la Fonotipia di Milano e alcune incisioni di arie da camera e ci canzoni popolari ucraine.

Repertorio[modifica | modifica wikitesto]

Solomea aveva un repertorio che comprendeva circa 60 ruoli. Voce potente di soprano drammatico, molto estesa, con un brillante registro superiore somigliante al soprano Falcon, pur non esente da alcune irregolarità che la riproduzione in disco ha sicuramente amplificato.

Georges Bizet "Carmen"

Boito Arrigo "Mefistofele"

Wagner Richard "Tannhauser" “Lohengrin" "Valkyrie" "Siegfried" "Crepuscolo degli dei" "Tristan and Isolde"

Verdi Giuseppe "Ernani" "Il Trovatore" "Ballo in Maschera " "Forza del destino" "Don Carlo" "Aida" "Othello"

Halevy Jacques Fromental "La Jiuve”

Goldmark Karl "Regina di Saba"

Gounod Charles-Francois "Faust"

Giordano Umberto "Andrea Chénier"

Donizetti Gaetano "La Favorita” “Maria di Rohan"

Catalani Alfredo "La falce" "Loreley" "La Wally”

Mancinelli Luigi "Ero e Leandro" "Paolo e Francesca"

Mascagni Pietro "Cavalleria rusticana"

Massenet Jules Emile Frederic "Werther" "Manon"

Meyerbeer Giacomo "Robert le diable" (Roberto il diavolo) “Les Huguenots" (Gli Ugonotti) "L’Africane" ( L’Africana)

Montefiore Tommaso "Cecilia"

Moniuszko Stanislaw “Halka” "Hrabina" (La contessa) "Il castello dei fantasmi"

Münchheimer Adam “Mazepa”

Noskowski Zygmunt "Livia Quintilla

Gnecchi Vittorio Ruscone "Cassandra"

Auber Daniel Francois Esprit "Fra Diavolo"

Ortiz de Zarate Felipe Heliodoro "La fiorista di Lugano"

Pizzetti Ildebrando "Fedra"

Ponchielli Amilcare "La Gioconda" "Marion Delorme"

Puccini Giacomo “Manon Lescaut” “La Bohème” “Tosca” “Madame Butterfly”

Rubinstein Anton "Il Demone"

Filiasi Lorenzo “Manuel Menendez”

Tchaikovsky Peter "Eugenio Onegin" "La Dama di Picche"

Cilea Francesco "Adriana Lecouvreur" "Gloria"

Charpantie Gustave “Louisa”

Strauss Richard "Feuersnot" "Salomè" "Elettra"- “Elektra”

Zelenski Wladyslav "Goplana”

Dopo la morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 è stato aperto a Leopoli un museo musicale ubicato in quella che è stata la sua casa, in una via ora che porta il suo nome: qui è anche conservato un archivio che raccoglie documenti suoi e sulla vita musicale della sua epoca.

L’8 ottobre 2008 è stato donato dalle autorità ucraine un suo busto marmoreo al Museo del Teatro alla Scala di Milano. La cerimonia avuto luogo durante la prima giornata della visita ufficiale in Italia il presidente ucraino Viktor Yuschenko.

Dal 3 al 25 agosto 2018 nel foyer del Gran Teatro Puccini a Torre del Lago Puccini è stata allestita la mostra di dipinti e ritratti di artisti ucraini dedicati a lei.

Il suo archivio personale è conservato presso il Centro Documentario Storico di Viareggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia

Un ricordo: a Salomea Kruceniski. Composizione musicale di Renato Brogi, poesia di Gabriele D’Annunzio, Firenze, Forlivesi, 1916.

Sibilla Aleramo, Gioie d’occasione, Milano, Mondadori, 1930.

Vincenzo Borghetti – Riccardo Pecci, Il bacio della Sfinge: D’Annunzio, Pizzetti e Fedra, Torino-Ortona, EDT – Istituto Nazionale Tostiano, 1998.

D’Annunzio e la scoperta della Versilia. Catalogo della mostra (Marina di Pietrasanta, 27 maggio – 5 settembre 1999), a cura di Annamaria Andreoli, Firenze-Siena, Maschietto & Musolino, 1999.

Antonella Cerretani, Una limpida voce sul mare di Viareggio: biografia di Salomea Kruceniski, «Quaderni di storia e cultura viareggina», n. 2, 2001.

Patrizia Fornaciari, La vicenda del monumento a Shelley nella Versilia di fine ’800, «Quaderni di storia e cultura viareggina», n. 2, 2001.

Marco Iannelli, Il caso Cassandra: Vittorio Gnecchi, una storia del Novecento, Milano, Bietti, 2004.

Madama Butterfly: l’orientalismo di fine secolo, l’approccio pucciniano, la ricezione. Atti del convegno internazionale di studi (Lucca – Torre del Lago, 28-30 maggio 2004), a cura di Arthur Groos e Virgilio Bernardoni, Firenze, Olschki, 2008.

Larissa Semeniouk, Milano, al Museo della Scala il busto di una cantante ucraina, «La Repubblica», 9 ottobre 2008. 1. VIAF (Virtual International Authority File) — 2012.

identificatore BNF: piattaforma open data-2011.

Kobylanski A., Komarnicki S. Sasy nella cultura ucraina:

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↑ Le donne più famose dell'antica e moderna Ucraina

Melnychuk B., Uniyat V., Ivan Franko regione di Ternopil. - Ternopil. :

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Medvedyk P. (compilatore). Gregory Savchinsky. Svenigorod... P.- 11.

↑ Theodora Maria Savčinskaya (Krushelnytska) data di nata 1844, data di morte 1907 [fonte non autoritaria]

Bandrivska A. K.-ricordi di S. Krushelnitskaya

Medvedyk P., Shcherbak L., Krushelnytska Salomeja Amvrosievna... - P. 253.

Pilipchuk R. I., Olshansky Mikhail / / Enciclopedia Sovietica Ucraina: in 12 T / gol. ed. M. P. Bajan; redcol.: O. K. Antonov et al. - seconda vista. - K.: edizione principale di URE, 1974-1985.

Palamarchuk O. R. Klishevskaya Carolina / / Enciclopedia della moderna Ucraina: in 30 T / ed. Kol. I. M. Dziuba [ et al.]; NAN di Ucraina, NTSH, ufficio di coordinamento dell'enciclopedia moderna

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^ a proposito di Rodolfo Berngardt (Paul.))

Menzione di Giuliano Di Girolamo ((Paul.))

Solomija Krušelnycka a Cesare Riccioni. Foto.

Trush N.Contatti internazionali Dell'Opera di Lviv / / PROSCENIUM. - 2008. - Numero 3 (22). - P.97-98.

Pagina UGCC per 23.07.2012

  1. ^ In russo, "Січинський Денис Володимирович".
  2. ^ In russo, "Руська бесіда".
  3. ^ In ucraino: "Нижанківський Остап Йосипович"
  4. ^ In ucraino: "Устиянович Корнило Миколайович".
  5. ^ In ucraino: "Павло Думка".
  6. ^ In Ucraino:"Купчинці — село Козівського району Тернопільської області". Traslitterato, "Kupchyntsi - Villaggio di Kozovám, regione di Ternopil"
  7. ^ In ucraino: "Лисенко Микола Віталійович"
  8. ^ In Ucraino, "Кароліни Клішевської"
  9. ^ In Ucraino, "Лопатинська Філомена"
  10. ^ In Ucraino, "Осиповичева Антоніна"
  11. ^ In Ucraino: "М. Ольшанського"
  12. ^ In Ucraino, "С. Яновича"
  13. ^ In Ucraino: "А. Мужик-Стечинського".

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Solomiya Krushelnytska, su orpheusandlyra.com. URL consultato l'11 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
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