Solid (Internet)

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Solid (Social Linked Data)[1] è un progetto di decentralizzazione dei dati del web guidato da Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, sviluppato in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Il progetto "punta a cambiare il modo in cui funzionano le attuali applicazioni Web, per ottenere una reale proprietà dei dati ed una privacy migliore."[2] sviluppando una piattaforma per le applicazioni di linked-data che saranno completamente decentralizzate e sotto il pieno controllo degli utenti, invece che essere controllate da altre entità. L'obiettivo finale di Solid è mettere in grado gli utenti di avere il pieno controllo dei propri dati, inclusi il controllo di accesso e il luogo di archiviazione. A tal fine, Tim Berners-Lee ha fondato un'azienda chiamata Inrupt, per costruire un ecosistema commerciale per alimentare Solid.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Due decenni dopo aver inventato il World Wide Web nel 1989, Tim Berners-Lee delineò i problemi di progettazione di ciò che sarebbe poi divenuto il progetto Solid in alcune bozze che scrisse per il World Wide Web Consortium.[3][4] Berners-Lee era mosso da una crescente preoccupazione di fronte agli abusi della sua invenzione, tra cui la verificata interferenza di hacker russi nelle elezioni presidenziali USA del 2016[5], lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, gli esperimenti psicologici condotti segretamente da Facebook nel 2012 su quasi 700.000 utenti, le domande di brevetto da parte di Google e Amazon su dispositivi in grado di percepire i cambiamenti dello stato emotivo nella voce degli utenti.[6]

Berners-Lee sentiva che internet aveva bisogno di essere riparata e concepì il progetto Solid come primo passo in quella direzione, come un modo per dare agli individui il pieno controllo sull'utilizzo dei propri dati.[7] La partecipazione al progetto Solid è aperta a tutti, anche se Berners-Lee avverte che persone che non hanno abilità di programmazione debbano piuttosto sostenere pubblicamente la causa di un cambiamento di internet.[8]

Nel 2015, il MIT ha ricevuto una carta Mastercard in regalo per sostenere lo sviluppo di Solid. Il team di ricerca di Berners-Lee ha collaborato su Solid con l'Istituto di Ricerca Informatica del Qatar e l'Università di Oxford.[9]

Nel 2018, Berners-Lee prese un congedo sabbatico dal MIT per lanciare un'impresa commerciale basata su Solid, chiamata Inrupt.[10][11] Obiettivo dell'azienda è "fornire energia commerciale ed un ecosistema per aiutare a proteggere l'integrità e la qualità del nuovo web basato su Solid."[12]

Design[modifica | modifica wikitesto]

Per decentralizzare il web secondo la visione di Berners-Lee, occorre superare un certo numero di sfide tecniche.[13] Invece che utilizzare un paradigma centralizzato di tipo Hub and spoke, viene implementato un modello di rete Peer-to-peer che porta maggiore controllo e migliori prestazioni rispetto alle tradizionali reti peer-to-peer come BitTorrent. Altri obiettivi che il sistema dovrebbe raggiungere sono: la facilità di utilizzo, la velocità e la possibilità per gli sviluppatori di creare applicazioni in modo semplice.[13]

L'obiettivo principale di Solid è consentire la scoperta e la condivisione delle informazioni in un modo che tuteli la privacy. L'utente memorizza i dati personali in "pods" (personal online data store), presso il suo hosting preferito. Le applicazioni, che siano state verificate da Solid, hanno il permesso di accedere ai dati richiesti per cui l'utente ha dato il permesso di accesso alla specifica applicazione. Un utente può distribire le informazioni personali su vari pods; per esempio, diversi pods possono contenere i dati del profilo personale, le informazioni di contatto, informazioni finanziarie, sulla salute, programmi di viaggio e altre informazioni. L'utente può iscriversi alle applicazioni di social networking autenticate dando il permesso di accesso alle informazioni opportune inserite in un apposito pod. L'utente mantiene la proprietà ed il completo controllo delle informazioni nel suo pods: di qual siano i dati contenuti nel pod, dove sia memorizzato ciascun pod e quali applicazioni abbiano il permesso di utilizzare i dati.[1]

Più dettagliatamente, Solid consiste dei seguenti componenti:[14]

  • Un insieme organizzato di standard e formati/vocabolari che offrono le stesse funzionalità offerte dai servizi di social media centralizzati, come l'identificazione, autenticazione, l'accesso, la gestione dell'elenco di permessi, la gestione dei contatti, la messaggistica, la sottoscrizione ai feed, i commenti, le discussioni e altri.
  • Specifiche e note di progetto che descrivono una REST API per estendere gli standard esistenti, per guidare gli sviluppatori nella costruzione di server e applicazioni.
  • Servers che implementano le specifiche di Solid.
  • Una suite di test per il testing e la validazione delle implementazioni di Solid.
  • Un ecosistema di applicazioni sociali, fornitori di servizi d'identità e librerie di aiuto che girano sulla piattaforma Solid.
  • Una comunità che fornisce documentazione, discussioni, tutorial e presentazioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) David Weinberber, How the father of the World Wide Web plans to reclaim it from Facebook and Google, su Digital Trends, 10 agosto 2016. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2018).
  2. ^ (EN) Sito web del progetto Solid, su solid.mit.edu, Massachusetts Institute of Technology. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2018).
  3. ^ (EN) Tim Berners-Lee, Socially Aware Cloud Storage, su w3.org, World Wide Web Consortium, 17 agosto 2009.
  4. ^ (EN) Tim Berners-Lee, Read-Write Linked Data, su w3.org, World Wide Web Consortium, 11 ottobre 2009.
  5. ^ "La Russia dietro l'elezione di Trump nel 2016": le conclusioni dell'inchiesta del Senato Usa, su la Repubblica, 18 agosto 2020. URL consultato il 6 giugno 2021.
  6. ^ (EN) Katrina Brooker, "I Was Devastated": Tim Berners-Lee, the Man Who Created the World Wide Web, Has Some Regrets, in Vanity Fair, 1º luglio 2018. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2018).
  7. ^ (EN) Klint Finley, Tim Berners-Lee, inventor of the web, plots a radical overhaul of his creation, in Wired, 4 aprile 2017. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2018).
  8. ^ (EN) Kathryn Krawczyk, World Wide Change: The creator of the web realizes his invention has gone way wrong, in The Week, 2 luglio 2018. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2018).
  9. ^ (EN) Web inventor Tim Berners-Lee's next project: a platform that gives users control of their data, in Computer Science & Artificial Intelligence Lab, Massachusetts Institute of Technology, 2 novembre 2015.
  10. ^ (EN) Katrina Booker, Exclusive: Tim Berners-Lee tells us his radical new plan to upend the World Wide Web, su Fast Company, 29 settembre 2018.
  11. ^ (EN) Sito ufficiale Inrupt, su Inrupt.com. URL consultato il 7 gennaio 2019.
  12. ^ (EN) Tim Berners-Lee, One Small Step for the Web..., su Inrupt, 28 settembre 2018.
  13. ^ a b (EN) John Leonard, Decentralising the web: OmiseGO on the importance of user experience for new platforms, su Computing, 27 luglio 2018. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2018).
  14. ^ (EN) About Solid, su github.com, GitHub. URL consultato il 30 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2018).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]