Solfoni

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Struttura generale dei solfoni con in blu il gruppo funzionale solfonile.

Con il termine solfoni si indica una classe di composti chimici che contengono il gruppo funzionale solfonile >S(=O)2, in cui lo zolfo è esavalente. Questo gruppo funzionale è bivalente, per cui la formula generale di un solfone è R-S(=O)2-R',[1] dove R e R' indicano indifferentemente alchili o arili. È un gruppo molto polare, anche un po' più del solfinile (>S=O): il dimetilsolfone ha momento dipolare 4,47 D contro 4,10 D del dimetilsolfossido[2].

Sono composti solidi o liquidi, incolori e inodori, generalmente solubili in acqua (se le catene non sono troppo lunghe), molto stabili in genere e resistenti all'ossidazione e anche alle riduzioni, salvo quelle con LiAlH4[3]. Sono anche solventi polari aprotici e come tali possono essere usati per sostituzioni nucleofile SN2, per reazioni di ossidazione in genere e anche per reazioni di Friedel-Crafts, sia di acilazione che di alchilazione[4] e sopportano bene le alte temperature.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

I solfoni possono essere prodotti tramite ossidazione dei solfuri (tioeteri) o dei solfossidi. Ad esempio il dimetilsolfone può essere prodotto dall'ossidazione del dimetil solfuro (dimetiltioetere) o del dimetilsolfossido e il solfolano dal tetraidrotiofene. I solfossidi R-(S=O)-R' sono invece i prodotti intermedi dell'ossidazione parziale (e più blanda) dei tioeteri R-S-R'. I solfoni ciclici possono ottenersi convenientemente dalla reazione di addizione di SO2 ai dieni coniugati[5], seguita da idrogenazione catalitica se si vuole il solfone con catena idrocarburica satura.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

I solfoni possono essere convertiti in alcheni tramite le reazione di Ramberg-Bäcklund oppure tramite l'olefinazione di Julia.

Un esempio di olefinazione di Julia

I solfoni possono inoltre essere utilizzati come gruppo attivante mobile (molto usato è SO2Ph) di α-idrogeni acidi, favorendone la rimozione da parte di una base. Successivamente il solfone può essere rimosso per idrolisi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) IUPAC Gold Book, "sulfones"
  2. ^ Dipole moments, su www.stenutz.eu. URL consultato il 3 agosto 2020.
  3. ^ I. L. Finar, ORGANIC CHEMISTRY The fundamental principles, Fourth Edition, Longmans, 1963, p. 338.
  4. ^ Christian Reichardt, Solvents and Solvent Effects in Organic Chemistry, Third Edition, WILEY-VCH Verlag GmbH & Co. KGaA, Weinheim, 2003, p. 489, ISBN 3-527-30618-8.
  5. ^ Robert L. Frank and Raymond P. Seven, Isoprene Cyclic Sulfone, in Org. Synth., vol. 29, 1949, p. 59, DOI:10.15227/orgsyn.029.0059.

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