Sola scriptura

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Sola scriptura (ablativo assoluto che significa "soltanto con le cose scritte") è l'affermazione che unicamente la Bibbia possa e debba essere la regola ultima della fede e della pratica del cristiano. Principio formale del Protestantesimo, esso si distacca dal Cattolicesimo, non accordando alla tradizione valore normativo.

Il principio Sola Scriptura nel Protestantesimo[modifica | modifica wikitesto]

Sola Scriptura è un principio dottrinale fondamentale della Riforma protestante ed è uno dei cinque principi del Protestantesimo. Lutero disse:

« Un semplice laico armato con le Scritture è più grande del più coraggioso Papa senza essa »

L'intenzione della Riforma era di correggere gli errori del Cattolicesimo attraverso l'unicità dell'autorità della Bibbia e di eliminare ogni dogma introdotto dopo i cinque primi concili ecumenici dell'era cristiana. Il suddetto principio si basa anche su questa citazione della Bibbia:

« Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema! »

(Galati 1:8)

Il principio Sola Scriptura è applicato da molte chiese riformate al loro culto comunitario nel concetto di Principio regolatore del culto, laddove si ammette nelle pratiche cultuali solo ciò che è esplicitamente comandato nel Nuovo Testamento, esemplificato o dedotto in modo buono e necessario.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Sola scriptura continua a essere un principio di base del Protestantesimo conservatore e dell'Evangelicalismo, specialmente dove descrivono sé stessi nello slogan "Credenti nella Bibbia".

La posizione della tradizione cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica romana ritiene che la rivelazione pubblica del messaggio cristiano si sia conclusa con la morte dell'ultimo degli Apostoli. Tuttavia alla Sacra Scrittura affianca la "tradizione", intesa come dottrina, sentimenti o usanze che non possono essere desunte dalla Bibbia, ma che sono state trasmesse oralmente di generazione in generazione da un'autorità che si presume ispirata. Questa tradizione, per essere considerata valida, deve essere in armonia con quanto trasmesso autorevolmente dagli apostoli e registrato nel Nuovo Testamento. In sostanza l'idea di una subordinazione esclusiva alla parola della Scrittura è estranea già ai Padri della Chiesa, per i quali la Tradizione viva era considerata l'ambiente vitale entro il quale leggere le stesse Sacre Scritture (regula fidei)[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Enrico Cattaneo, Patres ecclesiae. Un'introduzione alla teologia dei padri della Chiesa, Trapani, Il pozzo di Giacobbe, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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