Sofrone di Siracusa

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Sofrone di Siracusa (Siracusa, V secolo a.C. – ...) è stato uno scrittore e mimo siceliota, vissuto attorno al 430 a.C..

Sofrone[modifica | modifica wikitesto]

Fu un autore di poesia e dialoghi in prosa in dialetto dorico, contenente opere satiriche e serie dalla vita quotidiana della Sicilia Greca. Scrisse in pitiche con un linguaggio popolare, pieno di proverbi. Da Diogene Laerzio sappiamo che Platone lo introdusse ad Atene e da lui trasse spunto per la caratterizzazione di alcuni personaggi delle sue opere.

La sua opera ebbe inoltre una certa influenza su quella del poeta Teocrito, che s'ispirò a lui per il tema di alcuni mimi.

Suo figlio, anch'egli famoso autore di mimi, era Senarco, di cui si hanno pochissime notizie.

Sofrone fu per molto tempo oggetto di studio nelle scuole di età imperiale. Petronio si ispirò a lui per il suo Satyricon.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il messaggero
  • Il pescatore al contadino
  • Il pescatore di tonni
  • Spaventerai il fanciullo amato
  • Le cucitrici (o Medichesse)
  • La suocera
  • Colui che ha cura della giovane sposa
  • Donne alla festa dell'Istmo
  • Donne che affermano di incantare la dea[1]
  • Prometeo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grecità 2, storia della letteratura greca con antologia, classici e percorsi tematici.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Casertano, Gianfranco Nuzzo, Storia e testi della letteratura greca, G.B. Palumbo editore, 2003.

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Controllo di autoritàVIAF (EN268615531 · ISNI (EN0000 0003 8334 5006 · LCCN (ENn2002028583 · GND (DE102406294 · BNF (FRcb14564436w (data) · CERL cnp00285831 · WorldCat Identities (ENlccn-n2002028583