Sofia Corradi

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Sofia Corradi

Sofia Corradi (Roma, 5 settembre 1934) è una pedagogista italiana. È soprannominata "mamma Erasmus" in quanto ha ideato[1] e costruito il programma Erasmus per l'interscambio degli studenti fra le università europee.[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Roma nel 1934, ha studiato Giurisprudenza all'Università di Roma. Nel 1957 è andata a studiare negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio Fulbright[3]e, nonostante le mancassero pochi esami e la tesi, ha comunque conseguito un master in legislazione universitaria comparata alla Columbia University. Ha concepito l'idea dell'Erasmus al suo rientro a Roma, in quanto l'università non le ha riconosciuto il master conseguito all'estero e le ha chiesto di completare il regolare corso di studi[4].

Dopo la laurea nel 1959, è diventata consulente scientifico della Conferenza permanente dei rettori delle università italiane e questo ruolo le ha permesso di far conoscere la sua idea in ambito accademico. Nel 1969 ha predisposto il seguente appunto, che conteneva una prima idea del progetto Erasmus: «Lo studente, anche se non appartenente a famiglia residente all'estero, può chiedere di svolgere parte del suo piano di studio presso università straniere, presentandolo all’approvazione del Consiglio di Facoltà in preventivo. Il Consiglio di Facoltà potrà dichiarare l'equivalenza, che diventerà effettiva dopo che lo studente avrà prodotto la documentazione degli studi compiuti all’estero»[5]. Tale appunto è stato promosso nel medesimo anno da Alessandro Faedo, presidente della Conferenza permanente dei rettori delle università italiane a Ginevra, ad un incontro dei rettori europei, a cui è seguito, sempre nel 1969, un incontro italo-francese a Pisa, di cui Corradi ha predisposto il seguente comunicato "La conferenza dei rettori italo-francese: accordi per il riconoscimento degli studi fatti all’estero"[6][7].

Sempre nel 1969, il Ministro della Pubblica Istruzione, Mario Ferrari Aggradi, ha adottato il suo appunto come base per il disegno di legge 612/1969 per la riforma dell'università italiana, così definito nella relazione al Senato: "Con queste norme l'Italia si pone in posizione di grande apertura europea ed internazionale, dando, in questo, l'esempio per la futura legislazione universitaria di altri paesi[8]. Tuttavia tale disegno di legge, dopo essere stato approvato al Senato, dopo un iter durato tre anni e mezzo, non è stato approvato alla Camera per la fine anticipata della V legislatura[9]. Nel 1976 tale principio è stato sancito a livello europeo con l'approvazione della Risoluzione del 9 febbraio 1976 della Comunità Economica Europea che incoraggiava gli scambi tra le università di diversi Paesi e i viaggi degli studenti[10]. Tale risoluzione ha permesso la sperimentazione di quello che, dopo varie lentezze burocratiche, sarebbe diventato l’Erasmus nel 1987[11].

Per essersi impegnata assiduamente per lunghi anni per convincere i rettori delle università europee ad inserire gli scambi universitari nei programmi di studi è stata soprannominata "Mamma Erasmus"[12][13]. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Europeo Carlo V da parte del re Filippo VI di Spagna e dal presidente del Parlamento Ue Martin Schulz. In tale occasione Stefania Giannini, ministro all'istruzione, l'ha ringraziata "per la sua straordinaria opera. Alla sua caparbietà dobbiamo un Programma che ha completamente rivoluzionato la vita dei nostri figli contribuendo alla costruzione europea"[14].

Sempre nel 2016 è stata nominata commendatore da parte del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella[15].

Attività didattica e di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Ha effettuato attività di ricerca presso la Commissione per i Diritti Umani dell’ONU, in cui ha approfondito il tema del diritto all'educazione come diritto umano fondamentale, l'Accademia di diritto internazionale dell'Aia, London school of Economics a Londra, Unesco a Parigi[16]. Professore Ordinario di Educazione permanente degli adulti (Lifelong learning) nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Statale degli Studi Roma Tre dal 1980 al 2004[17].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sofia Corradi, Educazione degli adulti e comunità familiare. La formazione del genitore per la funzione educativa nella comunità familiare, Roma, Bulzoni, 1975.
  • Sofia Corradi, Erasmus e Comet. Educazione degli adulti e formazione universitaria transculturale, Roma, Bulzoni, 1988.
  • Sofia Corradi, Erasmus, Comett, Lingua, Tempus. Educazione permanente e formazione universitaria internazionale, Milano, Franco Angeli, 1992, ISBN 9788820465797.
  • Sofia Corradi e Isabella Madia, Un percorso di auto-educazione. Mario Verdone, Roma, Università Roma Tre, 2002, ISBN 88-7999-429-8.
  • Giuditta Alessandrini, Sofia Corradi e Altri autori, Pedagogia e formazione nella società della conoscenza. Atti del convegno nazionale 2001 della Società italiana di pedagogia: "Nuova formazione e nuove professioni nella società della conoscenza", Milano, Franco Angeli, 2005, ISBN 9788846434593.
  • Sofia Corradi, Erasmus ed Erasmus Plus. La mobilità internazionale degli studenti universitari, Roma, Università Roma Tre, 2005, ISBN 9788890527326.
  • Sofia Corradi, Le Conferenze dei Rettori delle Università, italiana (CRUI), comunitaria (EUREC), paneuropea (CRE), mondiale (AIU-IAU). Storia e documenti» (prima edizione 1998), Roma, Aracne Editrice, 2006, ISBN 978-88-7999-216-9.
  • Teresa M. Mazzatosta e Sofia Corradi, Cittadini italiani e cittadini europei. Per una educazione a nuove cittadinanze, Roma, Seam, 2001, ISBN 9788881793396.
  • Sofia Corradi, Lezioni di educazione degli adulti, Roma, Aracne Editrice, 2006, ISBN 978-88-7999-271-8.

Onorificenze e premi[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica. Per il fondamentale contributo offerto alla formazione di una comune coscienza europea attraverso l’ideazione del progetto Erasmus.[18]»
— 10 novembre 2016[19]
  • 2016 - Premio Europeo Capo Circeo, Comunicato Adn Kronos [21]
  • 2018 - Premio De Gasperi[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Premio 'Carlo V' a professoressa italiana che inventò l'Erasmus" da agenzia "ANSA" del 18/05/2016
  2. ^ Festival delle generazioni
  3. ^ Programma Fulbright - borsista Sofia Corradi 1957-58
  4. ^ "Parola a Sofia Corradi, ideatrice dell'Erasmus" da "Stato Quotidiano" del 09/05/2016
  5. ^ Sofia Corradi: “Ho inventato Erasmus perché mi avevano fatto arrabbiare” da "La Stampa" del 03/05/2016
  6. ^ Documento "Il progetto Erasmus" sito dell'Università per gli stranieri di Perugia
  7. ^ "La conferenza dei rettori italo-francese: accordi per il riconoscimento degli studi fatti all'estero" dal "Corriere della Sera" del 09/12/1969, pag 2
  8. ^ "Relazione al Ddl 612/1969 pag. 53" dal sito del Senato
  9. ^ Scheda sulla legislazione universitaria da Crui.it
  10. ^ Mattarella: una medaglia a 40 eroi (comuni) del nostro tempo da "Rainews.it" del 12/11/2016
  11. ^ Sofia Corradi: “Ho inventato Erasmus perché mi avevano fatto arrabbiare” da "La Stampa" del 03/05/2016
  12. ^ "Sofia Corradi: Mamma Erasmus" da "Europarltv.europa.eu"
  13. ^ Sofia Corradi: «Vent’anni di battaglie. Così ho fatta nascere Erasmus» dal "Corriere della Sera" del 7/5/2016
  14. ^ "Premio 'Carlo V' a professoressa italiana che inventò l'Erasmus" da agenzia "ANSA" del 18/05/2016
  15. ^ "La mamma dell’Erasmus Sofia Corradi tra i premiati dal Presidente della Repubblica"
  16. ^ Dall'umiliazione al trionfo, l'Erasmus visto dalla sua ‘mamma’ da agenzia di stampa "Dire" del 20/10/2015
  17. ^ Trent'anni di Erasmus. "Mi negarono il master negli Usa, mi arrabbiai e nacque il progetto da "La Repubblica" del 9/1/2017
  18. ^ Sito ufficiale del Quirinale
  19. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  20. ^ Fondazione Yuste
  21. ^ [1]
  22. ^ r.moser@ladige.it, Premio De Gasperi a Sofia Corradi Ideatrice del progetto Erasmus, in l'Adige.it, 20 luglio 2018. URL consultato il 24 agosto 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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