Società Canottieri Armida

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Società Canottieri Armida
Canottaggio Rowing pictogram.svg
Segni distintivi
Colori sociali blu e bianco
Simboli Stella Bianca
Dati societari
Città Torino
Paese Italia Italia
Confederazione World Rowing (FISA)
Federazione FIC
Fondazione 1869
Presidente Italia Gian Luigi Favero
Allenatore Italia Walter Bottega
Impianto sportivo Fiume Po
Palmarès
www.canottieriarmida.it

La Società Canottieri Armida è tra le prime società di canottaggio italiane, fondata a Torino nel 1869.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente denominata "Mek-Mek", la canottieri, nasce dalla fusione con i Flik-Flok nel 1869. Il primo Presidente fu Ernesto Samadet e la nuova società si distingue fin dall'inizio per lo spirito allegro e spensierato dei soci, di cui "per molti lustri si ricordarono le famose cene alla trattoria Disbarco, sulla riva destra del Po e le loro allegre stramberie...". Il 25 febbraio 1874, data storica per la Società, su proposta del presidente Duroni, i soci decidono di mutare il nome sociale in quello di "Armida", che non verrà più abbandonato. Il 17 maggio del medesimo anno, venne approvato il primo vero Statuto Sociale necessario per il progresso vitale della società. Nel 1881, anche per festeggare la brillante soluzione di alcuni problemi interni, i soci organizzarono la crociera a remi Torino-Venezia. Le vicende dell'organizzazione e del viaggio sanno di avventura, ma con abilità e coraggio i protagonisti vinsero tutte le difficoltà negli 8 giorni di navigazione (dal 4 al 12 agosto), raccogliendo lungo il percorso gli applausi del pubblico e i discorsi ufficiali delle Autorità. La città di Venezia accolse i nostri baldi canottieri come degli eroi. ( Tutti i Sindaci di Venezia sono soci onorari dell'Armida). Nel 1888, con il contributo dell'Armida e di altre Società torinesi, venne creato il "Rowing Club Italiano", l'attuale Federazione Italiana Canottaggio, e vennero bandite le prime regate nazionali e internazionali. Un'altra fusione avvenne con La Canottieri Torino nel 1892 e fu iscritto come socio l'Avv. Teofilo Rossi futuro sindaco di Torino e Ministro di Stato. Nel corso dell'esistenza della Società gli atleti dell'Armida hanno portato al Sodalizio 93 Titoli di Campione d'Italia, suddivisi nelle varie categorie. Due partecipazioni olimpiche: Berlino 1986 Steinleitner Roma 1960 Ostino - Piretta tim. Bruno e Tre titoli mondiali: Amsterdam 2005: D'Emilio-Tuccinardi (Under23), Eton (GB)2006: Tuccinardi.Plodiv(Bl) 2012 : DiSeyssel (iuniores) stellaoroNel 1967 il CONI assegnò all'Armida la Stella d'Oro al Merito Sportivo, che le fu consegnata dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat nel corso di una solenne cerimonia, durante la quale egli ricordò il suo passato di canottiere dell'Armida. In anni più recenti, ricordiamo il raid Torino-Londra, effettuato da un gruppo di soci nel 1988: la capitale inglese venne raggiunta navigando sul Po, sul Ticino, sul Lago Maggiore e, dopo il trasporto dell'imbarcazione a Basilea, risalendo il Reno. L'anno successivo, in occasione del 120º anniversario dalla nascita della Società, si decise di ripetere la navigazione da Torino a Venezia, sull'esempio dei pionieri del 1881: la comitiva venne accolta con onori e festeggiamenti dalle autorità della Serenissima. Ancora oggi, la Vogalonga rappresenta un appuntamento annuale immancabile per i soci. Dal 2005 l'Armida è affiliata al Pararowing Italiano è organizza tutti gli anni dal 2002 una regata "Pararowing Regatta" a carattere nazionale e internazionale. Nel 2006 l'Armida ha ripreso l'antica tradizione della Voga alla Veneta, organizzando corsi e manifestazioni. Celebre è la regata "Trofeo sull'Acqua" che si svolge nella Peschiera della Reggia di Venaria Reale. L'Armida è socio benemerito della Soc. Dante Alighieri, del Club Alpino Italiano e della Croce Rossa Italiana. L'Armida è socio fondatore dell'U.N.A.S.C.I. (Società Centenarie) e dell'International Rowing Club 1869 (che riunisce le società nel mondo nate nel 1869).

La sede[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso degli impianti sociali della Canottieri Armida ha sempre avuto la sua sede nel Parco del Valentino e da 141 anni rappresenta un punto d'incontro per godere in serenità uno dei luoghi più suggestivi di Torino. L'edificio, sede del "Padiglione delle Colonie Francesi" durante l'Esposizione Mondiale del 1911, oggi è: edificio vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Storici. Al bellissimo salone, ricco di trofei e ricordi, che accoglie le serate e le cene conviviali a tema organizzate per i soci durante l'inverno, si contrappone un elegante giardino ed una spettacolare e famosa terrazza protesa sul fiume Po, con vista su tutta la collina, per assaporare appieno il profumo dell'estate. Ricordiamoche durante le Olimpiadi Invernali del 2006, la sede ha ospitato il VISA Olympians Reunion Center.

I soci sono sempre a disposizione per far conoscere il fascino e la leggendaria storia dell'Armida. La struttura della Società comprende anche spogliatoi con armadietti personali, palestre attrezzate per l'attività ginnica e pesistica per l'allenamento invernale e i diversi test. Una vasca voga consente l'avvio al canottaggio e l'allenamento anche al coperto di quattro atleti contemporaneamente. Dal 2009 la Canottieri Armida è omologata per le regate nazionali di Pararowing.

Storia della sede: il primo nucleo della Canottieri Armida fu costituito da un gruppo di giovani animati dal desiderio di divertirsi remando sul fiume. L'attuale sedeera una palazzina a due piani con la facciata verso il fiume, decorata in stile liberty, progettata dall'ingegner Vittorio Rovere e costruita nel 1913 in sostituzione dell'antico chalet del 1887. Subito dopo la propria costituzione, la neonata Società chiese alla Municipalità di poter disporre del tratto di terreno libero sulla sponda sinistra compreso tra la proprietà demaniale e il terrazzo sovrastante l'ex cartiera Bouteille per edificare il proprio chalet per «l'uso di geniale ritrovo di persone educate e civili per il divertimento e il canottaggio. La Società costruì lo chalet nel 1876, secondo il modello «svizzero» imposto della Municipalità. Nel 1882 l'area venne ampliata di trecentoquaranta metri quadrati attraverso l'uso dei locali dell'ex cartiera Bouteille (al momento sfitti), con un aumento del canone di venticinque lire. Nel 1890 viene ampliato lo chalet esistente su progetto del 1887 dell'ingegner Lorenzo Garrone. La nuova palazzina, per quanto indipendente, fu attaccata a quella già esistente; si trattava di un edificio in muratura, i cui locali vennero destinati a spogliatoio e ritrovo dei soci. Per finire, la Società ebbe bisogno di ampliare il locale per il deposito delle barche; proponendo quindi alla Municipalità di sostituire il terrazzino esistente con la costruzione di un deposito con sovrastante «terrazzo pubblico, cinto da balaustrata in cemento sulla parte fronteggiate il fiume e sui fianchi, lungo metri ventitre e largo metri tredici, la cui posizione avanzata permise di dominare collo sguardo il Po dal ponte principessa Isabella a quello di Piazza Vittorio Emanuele»2 Nel 1911, l'edificio venne acquisito dalla Commissione dell'Esposizione Generale Italiana (per il Cinquantenario dell'Unità d'Italia) per diventare il padiglione delle Colonie Francesi. Con la riconsegna dell'edificio nel 1912, la Società decise di completare il rinnovamento dell'area, sostituendo l'antico chalet del 1887 con una nuova palazzina, progettata dall'ingegner Vittorio Rovere3. Si trattava di un edificio a due piani con la facciata verso il fiume caratterizzata da decorazioni in stile liberty e da un'ampia vetrata al piano terreno che illumina il salone del club. Il progetto non andò a integrarsi formalmente con il preesistente chalet, confermando così la sua autonomia. Nel 1929 ci furono dei piccoli ampliamenti: una terrazza in cemento armato sostenuta da grandi pilastri laterali e la formazione di due locali al pianoterra (una cucina a est e una cantina a nord). L'ultima trasformazione avvienne nel 1949, con un ampliamento e la sopraelevazione della parte del 1929; il progetto di Cesare Catalano prevedendo il rifacimento delle facciate e l'inserimento di un nuovo vano scala all'interno dell'edificio. Cronologia 1874 − Costituzione della Società; 1876 − Costruzione dello chalet; 1882 − Ampliamento dell'area; 1890 − Ampliamento dello chalet; 1911 − Esposizione Generale Italiana; 1913, costruzione nuova palazzina; 1929 − Terrazzina e nuovi locali; 1949 − Ampliamento.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stella d'oro al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'oro al Merito Sportivo
— 1967

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ su SIUSA Società canottieri Armida di Torino

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Paolo Gavitelli, I ponti sul Po a Torino, Torino, edito Società Canottieri Armida, 2002.
  • Grammatica Alvise, 1869-1994 Società Canottieri Armida, vol. sociale, Torino, edito Società Canottieri Armida, 1994.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]