Smyrnium olusatrum

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Corinoli comune
Smyrnium olusatrum 0001.JPG
Smyrnium olusatrum
Riserva Monte Pellegrino
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Sottofamiglia Apioideae
Tribù Smyrnieae
Genere Smyrnium
Specie S. olusatrum
Nomenclatura binomiale
Smyrnium olusatrum
L., 1753
Nomi comuni

macerone, smirnio

Il corinoli comune o macerone (Smyrnium olusatrum L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere deriva dal greco σμυρνα = mirra, in riferimento all'aroma dei semi, mentre l'epiteto specifico deriva dal latino olus atrum = erba nera, in riferimento al colore dei frutti a maturità.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio del fusto
Infiorescenza
Frutti immaturi


È una pianta erbacea biennale, con fusti eretti, cavi, cilindrici, con striature longitudinali rossastre, alti mediamente 40–80 cm, ma che possono superare i 150 cm. Possiede una radice robusta e ramificata.

Le foglie, opposte, di colore verde lucido, sono composte, a foglioline larghe e dentellate. Le foglie basali, più grandi, presentano tre segmenti ovati distinti, larghi 3–4 cm e lunghi circa 10 cm; le foglie superiori, più piccole, sono composte da tre sole foglioline. I piccioli, con venature di colore rossiccio, sono allargati alla loro base, inguainando il gambo.

Forma infiorescenze ad ombrella composta da 6-12 (talora anche più) piccoli ombrelluli, con lunghi peduncoli a molti raggi. I fiori, piccoli, a simmetria pentamera, hanno petali giallo-verdastri e presentano al centro un ovario infero a due carpelli. I sepali sono assenti o molto ridotti ed il calice è saldato quasi completamente all'ovario. L'ovario porta due stili che si allargano alla base in un disco nettarifero. I fiori sono ermafroditi, ossia presentano sia organi maschili che femminili, e sono impollinati dagli insetti. La fioritura avviene da febbraio a maggio.

I frutti sono degli schizocarpi globulari, lunghi 4–5 mm, dapprima verdi poi neri; a maturità si scindono in due parti, ognuna delle quali contiene un piccolo seme nero, a forma di mezzaluna.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È una specie nativa del bacino del Mediterraneo:

In tempi remoti è stata introdotta in Europa settentrionale (Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi) ove si è naturalizzata.

Cresce in luoghi umidi ed ombrosi, ambienti di macchia e incolti, dal livello del mare fino a una altitudine di 800 m.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Usi gastronomici[modifica | modifica sorgente]

  • Questa pianta per il suo sapore aromatico veniva anticamente coltivata per uso alimentare ed era nota come "prezzemolo alessandrino" (Petroselinum alexandrinum). Verso il XVI e XVII secolo fu soppiantata dal sedano, domesticato in Italia come ortaggio.
    I germogli possono essere consumati crudi in insalata mentre le foglie possono essere usate per aromatizzare minestre. I frutti ed i bottoni floreali possono essere utilizzati, crudi o macerati in aceto, per aromatizzare piatti di carne, minestre ed insalate. Anche le radici, crude o cotte, sono commestibili.[1][2]

Usi terapeutici[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Facciola S, Cornucopia - A Source Book of Edible Plants, Kampong Publications, 1990. ISBN 0-9628087-0-9.
  2. ^ Lesley Bremness, Erbe, Fabbri, 1994, p.270. ISBN 8888666842.
  3. ^ Bertoli A, Pistelli L, Morelli I, Fraternale D, Giamperi L, Ricci D, Volatile constituents of different parts (roots, stems and leaves) of Smyrnium olusatrum L. in Flavour and Fragrance Journal 2004; 19: 522-525.
  4. ^ Smyrnium olusatrum L. in Plants For A Future. Edible, medicinal and useful plants.. URL consultato il 25 febbraio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • T.G. Tutin, V.H. Heywood et alii, Flora Europea, Cambridge University Press, 1976. ISBN 052108489X.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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