Smoke (film)

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Smoke
Smoke (1995).png
'Auggie' Wren (Harvey Keitel) nella tabaccheria
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA, Germania
Anno 1995
Durata 112 min
Colore colore e B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico, commedia
Regia Wayne Wang, Paul Auster (co-regista, non accreditato)
Soggetto Paul Auster
Sceneggiatura Paul Auster
Produttore Hisami Kuriowa, Kenzo Horikoshi, Peter Newman, Greg Johnson, Diana Phillips, Shoko Kimizuka
Produttore esecutivo Satoru Iseki, Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Casa di produzione Miramax Films, Neue Deutsche Filmgesellschaft (NDF), Euro Space, Internal, Smoke Productions
Distribuzione (Italia) Cecchi Gori Distribuzione, Cineteca Lucana
Fotografia Adam Holender
Montaggio Maysie Hoy, Christopher Tellfsen
Effetti speciali Robert Alonso
Musiche Rachel Portman
Scenografia Kalina Ivanov, Jeffrey D. McDonald, Karen Wiesel
Costumi Claudia Brown, Chuck Keehne
Trucco Wayne Herndon, Patricia Regan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Se stai per morire, cosa è più importante, un buon libro o una buona fumata? »
(Paul (William Hurt) a Rashid (Harold Perrineau Jr.))

Smoke è un film del 1995 diretto da Wayne Wang, scritto e co-diretto da Paul Auster e basato su un racconto di quest'ultimo, Il racconto di Natale di Auggie Wren, pubblicato sul New York Times nel 1990.

Nello stesso anno, è stato realizzato un seguito del film, Blue in the Face, scritto e diretto da Paul Auster.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Brooklyn. Lo scrittore Paul Benjamin, dopo la morte della moglie, non riesce più a scrivere. Un giorno mentre attraversa la strada sta per essere investito da un camion ma viene salvato da Thomas, un giovane ragazzo di colore scappato da casa. Per sdebitarsi, Paul lo accoglie nella sua casa per qualche giorno, e grazie a lui col tempo scopre in sé la forza per ricominciare a raccontare e quindi a vivere.

Auggie Wren, gestore di una tabaccheria, scopre di essere il padre di una ragazza incinta che è diventata tossicomane e fa quindi il possibile per liberarla dal suo stato, ma con pochi risultati. Thomas si ricongiunge col padre, che non vedeva da quando l'aveva abbandonato dopo aver causato la morte della madre in un incidente stradale nel quale l'uomo perse anche il braccio sinistro.

Paul viene incaricato dal New York Times di scrivere un racconto da pubblicare il giorno di Natale; il suo amico Auggie allora gli racconta la commovente storia su come abbia tenuto compagnia ad un'anziana non vedente il giorno di Natale del 1976. Un uomo ruba nella tabaccheria di Auggie delle riviste pornografiche e scappa: Auggie lo rincorre ma non riesce a stargli dietro. Il ladro però perde il portafogli nella fuga, e in questo modo Auggie può risalire a lui e denunciarlo; ma dopo aver visto le sue fotografie decide di lasciare stare.

Il giorno di Natale Auggie si ritrova solo. Decide quindi di andare a restituire il portafoglio al ragazzo, ma in casa sua trova solo una anziana nera cieca, che lo abbraccia scambiandolo per suo nipote. Auggie sta al gioco e rimane con lei, e i due pranzano insieme. Dopo il pranzo, Auggie va in bagno e lì trova una serie di macchine fotografiche. Ne ruba una e quando torna in cucina trova l'anziana signora addormentata. Auggie lava i piatti, lascia il portafoglio del nipote e se ne va.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia è uscito il 16 novembre 1995, ed è stato trasmesso per la prima volta in chiaro il 13 luglio 1999 su Rai 2.[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film mantiene una media del 93% su Rotten Tomatoes.[2] Con un budget stimato sui $7.000.000, il film ha incassato $8.349.430 negli Stati Uniti e circa 30 milioni di dollari all'estero, per un totale di 38 milioni dollari.[3]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Where there's smoke... there's laughter! »

(IT)

« Dove c'è fumo... ci sono risate! »

(EN)

« The most precious things are lighter than the air. »

(IT)

« Le cose più preziose sono più leggere dell'aria. »

(EN)

« Five strangers. Four secrets. Three schemes. Two best friends. And one neighborhood hangout where the world still makes sense »

(IT)

« Cinque sconosciuti. Quattro segreti. Tre schemi. Due migliori amici. E un luogo di ritrovo del quartiere in cui il mondo ha ancora senso. »

(tagline del film)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Quello assegnato di Harvey Keitel è stato l'ultimo David di Donatello al miglior attore straniero.
  • Il nome del personaggio di William Hurt, Paul Benjamin, è un riferimento allo scrittore Paul Auster, sceneggiatore e co-regista del film, il cui secondo nome di battesimo è proprio Benjamin: Paul Benjamin Auster.
  • Harold Perrineau è più giovane di soli due anni rispetto a Forest Whitaker, che nel film interpreta suo padre.
  • La storia, che racconta il personaggio di William Hurt, parla del figlio che ha trovato il corpo del padre morto congelato su una montagna, è la stessa storia che Paul Auster usa nel romanzo Trilogia di New York.
  • I titoli di coda del film sono preceduti dalla rappresentazione in bianco e nero della storia raccontata da Auggie a Paul con in sottofondo Innocent When You Dream di Tom Waits.
  • Il personaggio di Augustus "Auggie" Wren è stato creato sul modello della vera storia del proprietario del Augie's Jazz Bar, che venne chiuso nel 1998. Quando l'attività venne ripresa nel 1999, i nuovi proprietari non potevano mantenere il nome dell'ex stabilimento. Per onorare la sua eredità, diedero il nome al nuovo club sul modello del film del 1995.[4][5][6]
  • Il sequel è stato realizzato utilizzando le scene improvvisate e non utilizzate durante la produzione di Smoke.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ moviefile.mediaset.it
  2. ^ Smoke (1995) - Rotten Tomatoes
  3. ^ (EN) Sandra Liu, Negotiating the Meaning of Access: Wayne Wang's Contingent Film Practice, in Countervisions: Asian-American Film Criticism, Temple University Press, 2000, p. 96, ISBN 1-56639-775-8. For paperback: ISBN 1-56639-776-6.
  4. ^ All That Jazz: Smoke Jazz and Supper Club, Harlem, su Voyage.tv. URL consultato il 30 giugno 2011.
  5. ^ jazzman, Smoke Jazz & Supper Club-Lounge: Great Venue In New York, su allyourjazz.com, 13 gennaio 2009. URL consultato il 30 giugno 2011.
  6. ^ NY Times Critic's Pick: Smoke Jazz & Supper Club-Lounge, su NYTimes.com. URL consultato il 30 giugno 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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