Smiley (film 2012)

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Smiley
Smiley film.jpg
Titolo originale Smiley
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2012
Durata 90 min
Genere orrore, drammatico
Regia Michael J. Gallagher
Soggetto Glasgow Phillips
Sceneggiatura Glasgow Phillips, Michael J. Gallagher
Produttore Michel Rangel, Michael Wormser
Produttore esecutivo Michael J. Gallagher, Glasgow Phillips
Casa di produzione MJG Productions, Level 10 Films
Distribuzione (Italia) M2 Pictures
Fotografia Nicola Marsh
Montaggio Zach Anderson
Musiche Dave Porter
Scenografia Alec Contestabile
Costumi Adrienne Young
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Smiley è un film horror del 2012 diretto da Michael J. Gallagher. Il film è uscito nelle sale italiane il 31 ottobre 2013[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia con una ragazza intenta a scrivere un messaggio sul cellulare. Poco dopo si capisce che la ragazza è la babysitter di una bambina molto vivace, che le racconta una leggenda metropolitana: sembrerebbe che scrivendo tre volte "I DID IT FOR THE LULZ" a una persona su internet, appaia un serial killer chiamato Smiley. Secondo la leggenda, infatti, Smiley ucciderebbe l'interlocutore con cui si sta in quel momento chattando. La ragazza inizialmente non ci crede, ma una volta rimasta sola in camera accede al sito di videochat anonima di cui le aveva parlato la bambina e comincia ad interagire con un ragazzo, che però prima di lei scrive la frase della leggenda. Smiley appare dietro le sue spalle e la uccide, sotto gli occhi divertiti del ragazzo.

La storia passa ad Ashley, una studentessa di college molto fragile psicologicamente e affetta da lievi turbe psichiche. Al college, Ashley è ospite a casa di una ragazza, Proxy, e presto diventano amiche. Proxy informa Ashley di una festa a cui decideranno di andare insieme. Quella sera stessa, le due ragazze fanno la conoscenza di Zane e dei suoi amici. Ashley incontra anche Binder, che in seguito diventerà il suo ragazzo. Gli amici di Zane fanno una videochat con una ragazza (proprio la videochat vista all'inizio) facendola uccidere da Smiley, ed Ashley, vedendo il tutto, si spaventa. Proxy le spiega che non è reale, ma Ashley ne resta profondamente turbata. Il giorno dopo, tornata dalla lezione, Proxy le rivela di voler provare a chattare, per provare l'esistenza di Smiley. Ashley accetta di farle compagnia, così iniziano a chattare con un uomo e scrivono la famosa frase. Pochi secondi dopo Smiley appare dietro le spalle dell'uomo, uccidendo anche lui. Le ragazze sono terrorizzate, ma decidono comunque di non parlarne con nessuno. Intanto, Ashley ha continui incubi, e decide di rivolgersi ad una psicologa. Dopo l'ennesima festa tra ragazzi, Ashley si ubriaca e prova a cercare l'amica, non trovandola. Decide allora di tornare a casa da sola, ma sulla strada per il ritorno viene inseguita e aggredita da Smiley. Il mattino dopo viene svegliata da un incubo, ritrovandosi nel suo letto. Proxy le spiega di averla cercata per il locale, e nota la maglia di Ashley strappata. La ragazza le dice di essere stata aggredita da Smiley, ma l'amica non le crede. Ashley decide di andare comunque alla polizia, ma gli agenti non le credono. Ashley continua ad avere incubi, e, alla fine, decide di affrontare Smiley, per capire finalmente se è solo frutto della sua immaginazione o se il killer sta realmente cercando di rintracciarla per ucciderla. Proxy chiede a Ashley di andare a vedere che fine abbia fatto Zane, quindi la ragazza si precipita a casa sua dove trova il suo cadavere e subito dopo nel panico torna a casa. Ella cerca di chiamare la polizia ma cade la linea. Arrivata a casa riprende a chattare con Proxy e le chiede di scrivere tre volte "I DID IT FOR THE LULZ". All'inizio lei esita, ma comunque le scrive la frase. Ashley si arma con una pistola e aspetta Smiley. A un certo punto sente che qualcuno sta cercando di entrare dalla porta principale e pensando che sia il Serial Killer gli spara, ma poi scopre che invece era Binder. La ragazza va ad aiutarlo quando, dietro di lei, sbuca Smiley che la insegue fino in camera di sopra dove arrivano altri ragazzi con la maschera di Smiley. Ashley, tentando di sparare loro, non ci riesce e nel panico si getta dalla finestra morendo sul colpo. Infine si scopre che era tutto uno scherzo di Zane e i suoi amici, e che anche Proxy ne era a conoscenza. Era una finzione anche la morte della ragazza con cui chattavano gli amici di Zane all'inizio, e tutto è stato fatto per il loro divertimento e per creare qualcosa di memorabile, dato che sicuramente la figura di Smiley sarebbe diventata un mito immortale. Subito dopo Zane parla con Proxy attraverso un computer e per scherzo le scrive la frase maledetta, ma la ragazza si ritrova vittima del suo stesso gioco: Smiley appare dietro le spalle di Proxy uccidendola sul colpo, poi il Killer saluta Zane con la mano e lui sconvolto chiude la Webcam. Dopo i titoli di coda si vede Ashley stesa a terra morta, ma improvvisamente apre gli occhi.

Gergo informatico[modifica | modifica wikitesto]

Nel film vengono spesso citati dei tormentoni della rete, lo stesso killer si chiama "Smiley" come la famosa faccina sorridente, tipicamente usata nelle conversazioni via chat o SMS, e ne richiama le fattezze. La frase che invece evocherebbe l'assassino, "I did it for the lulz" significa "L'ho fatto per ridere", che viene usato a mo' di sfottò dopo aver fatto uno scherzo, o qualcosa di fastidioso. La parola "Lulz" è una storpiatura del più famoso "LOL" acronimo di Laughing Out Loud (ridere rumorosamente) o anche Lots Of Laughing (un sacco di risate).

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un film prodotto autonomamente dallo stesso giovane regista, nonché il suo primo film uscito nelle sale (prima di questo il regista era noto solo per alcune sue opere pubblicate su YouTube)[2].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film negli USA è uscito nelle sale, Video on demand, e tramite streaming on-line l'11 ottobre 2012[1], poi anche in DVD e Blu-ray.

In Italia il film è uscito invece il 31 ottobre 2013 nelle sale cinematografiche.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

È stato subito accolto negativamente dalla critica e dal pubblico, che lo hanno etichettato come "noioso" o "banale". Ha ricevuto un voto di 3.4/10 dal sito Rotten Tomatoes e 3.5/10 da IMDb.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Informazioni da IMDb, imdb.com. URL consultato il 15 ottobre 2013.
  2. ^ (EN) fever prods sets date for smiley, variety.com. URL consultato il 15 ott 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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