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Smetto quando voglio - Masterclass

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« La banda dei ricercatori è tornata »
(Tagline del film)
Smetto quando voglio - Masterclass
SmettoQuandoVoglioMasterclass.png
Una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2017
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, azione
Regia Sydney Sibilia
Sceneggiatura Sydney Sibilia, Francesca Manieri, Luigi Di Capua
Produttore Domenico Procacci, Matteo Rovere
Casa di produzione Fandango, Groenlandia Film, Rai Cinema
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Vladan Radovic
Montaggio Gianni Vezzosi
Scenografia Alessandro Vannucci
Costumi Patrizia Mazzon
Interpreti e personaggi

Smetto quando voglio - Masterclass è un film del 2017 diretto da Sydney Sibilia, sequel di Smetto quando voglio del 2014, anche se le vicende si svolgono prima della scena finale del primo capitolo.[1]

Trama

Pietro Zinni, nella sala colloqui del carcere, tiene in braccio il figlio mentre comunica alla compagna, Giulia, preoccupata per il momento in cui il marito potrà uscire perdendo così il suo stipendio da insegnante in carcere, di avere un piano per riuscire ad ottenere ancora del tempo per la reclusione: scatenare una rissa nella mensa dell'istituto dove risulterà colpevole. Salutata la moglie e il figlioletto, Pietro si dirige da un suo compagno di carcere di cui non vediamo il volto, ma che capiamo essere un tipo dal fare losco e poco raccomandabile. Tenuto sotto minaccia dal suo rasoio, Pietro dice di dovergli chiedere un grosso favore.

Con un salto temporale si torna ad un anno e mezzo prima, al momento in cui Alberto Petrelli della banda dei ricercatori fece l'incidente con la sua automobile. Ci viene rivelato il vero motivo di ciò: mentre era al volante sotto l'effetto degli stupefacenti e litigava al telefono con la escort russa Paprika, volse lo sguardo fuori dal finestrino per captare così d'improvviso un evento al quanto sospetto: un furgone che trasportava un cromatografo. Si distrasse così dalla traiettoria e fece l'incidente.

Poco dopo essere stato portato in commissariato, Alberto viene avvicinato dall'ispettrice Paola Coletti, intenzionata a proporre un affare a lui e alla sua banda. Poco dopo avvengono i fatti che riguardano la banda dei ricercatori e "Il Murena", con la condanna del boss a reclusione a seguito dell'incastro ordito da loro. Nulla va però come dovrebbe effettivamente andare, dato che il farmacista colpito dalla banda nel primo film ricorda perfettamente quanto successo essendo fallito il disperato tentativo di Pietro di cancellargli la memoria con una sostanza psicotropa realizzata chimicamente.

Quanto raccontato viene però ritenuto assurdo dagli stessi giudici, che decidono di affidare, come richiesto da lui stesso, l'intera responsabilità del tutto a Pietro, che si dirige quindi in carcere. Qui riceve la visita della Coletti, che gli propone l'accordo di lavorare in incognito con la polizia bloccando gli spacci delle smart drugs, che dovranno recuperare nei vari centri di spaccio per poi analizzarle ed etichettarle così da poterle renderle, in seguito, illegali rimettendo insieme la banda. Mattia e Giorgio, i due latinisti, sono finiti a fare gli agenti immobiliari; Andrea, l'antropologo, si occupa di aiutare il carrozziere che non lo assunse in quanto laureato a trovare i nuovi laureati che lo vogliono imbrogliare; Arturo, l'archeologo, si occupa della costruzione di una nuova galleria per la metropolitana; Bartolomeo, l'economista, vive la sua vita succube della sua nuova famiglia zingara; ed infine Alberto è in disintossicazione e riabilitazione comportamentale. Se riusciranno a completare l'operazione avranno tutti la fedina penale pulita.

Pietro accetta alla condizione di aggiungere tre nuovi membri alla banda (tre personalità di laureati che hanno avuto problemi con la legge e che potrebbero tornare utili nella rischiosa e complessa operazione): il dottor Giulio Bolle, medico anatomista, che ora vive in Thailandia dove partecipa a vari combattimenti a scommesse (avendo una certa conoscenza dei giusti nervi da colpire per mandare i nemici al tappeto), il professor Lucio Napoli, amministratore delegato e promoter che si trova in Lagos a vendere armi eco sostenibili a dei guerriglieri, e l'avvocato di diritto canonico Vittorio, che si occupa di effettuare le difese di persone giudicate in Vaticano.

Formata nuovamente la banda, Pietro stabilisce che tutti loro si debbano dividere i compiti per far si che l'operazione venga resa efficace e funzionante. Bartolomeo si occupa subito di effettuare i dovuti calcoli per capire quanto tempo impiegheranno in questa operazione, prima di dirigersi con il "braccio armato" di Giulio ad indagare sulle zone di spaccio attraverso passaparola e ricerche approfondite, così da recuperare le sostanze da far analizzare. Il luogo dove verranno condotte le analisi sarà una galleria della metropolitana concessa da Arturo (che riuscì a farla chiudere dopo la scoperta di una serie di reperti della Roma antica ritrovati in quei bassifondi), e della catalogazione delle sostanze si occuperà il ricercatore chimico più esperto: Alberto, che ha tassativamente promesso a Pietro di non cedere questa volta all'uso degli stupefacenti.

Dopo aver affrontato i produttori della prima smart drugs il gruppo si rende conto di necessitare di altri mezzi: per fronteggiare le future situazioni di recupero delle sostanze nei centri di spaccio, la banda avrà bisogno di armi di un certo tipo e di attrezzature. Queste vengono fornite da Lucio, ma si tratta di prototipi di vario genere tra cui: un fucile sonico anti-grandine, dei teaser a carica solare, delle gomme di nuova generazione e dei nuovi iper propulsori per il furgone di Arturo.

L'operazione in incognito sembra procedere bene, e tutte le sostanze si riescono a catalogare alla perfezione. Pietro deve fingere di essere ancora in carcere, cosa che non gli riesce con Giulia che, durante i mesi di gestazione del bambino, darà vita ad una serie di scene comiche e grottesche insieme al compagno ricercandolo e recandosi ai colloqui.

Tra tutte le sostanze che vengono scoperte, ce ne è una in particolare che Alberto non riesce a definire: la sostanza che viene chiamata dagli spacciatori come Sopox. Avendo provato tutte le teorie, i test chimici e le ricerche, ad Alberto non resta che trasgredire la promessa fatta a Pietro e provare lui stesso la sostanza per capirne la tipologia. Entrato in un loop psichedelico che fa rimembrare ad Alberto alcuni dei periodi passati che lo hanno condotto dall'essere un laureato messo a fare il cameriere a diventare un membro della banda dei ricercatori. Il tutto fino al momento del suo avvistamento del cromatografo durante la sera dell'incidente. Rinvenuto dal loop, Alberto è ora convinto che nella realizzazione del Sopox ci sia coinvolto proprio quel cromatografo, ma l'uomo non viene ascoltato da Pietro che è deciso a buttarlo fuori dalla banda avendogli disubbidito.

Dopo un ultima e scapestrata operazione di recupero di una sostanza, la missione della banda arriva al suo termine. La Coletti è pronta a firmare il documento preparato dall'avvocato Vittorio che attesta la collaborazione avvenuta con la polizia da parte della banda. A questo punto però, il commissario Galatro, superiore della Coletti ed unico altro funzionario pubblico a sapere della missione segreta, ricorda alla Coletti che nonostante la banda sia riuscita in questa grande impresa di catalogazione non è riuscita a scoprire la provenienza e la tipologia del Sopox. Vinta nell'orgoglio e spinta da un senso di puro svolgimento del suo lavoro di poliziotta, la Coletti strappa il documento datole dall'avvocato e si reca nuovamente dalla banda. Gli dice che potranno ottenere la fedina penale pulita nel momento in cui scopriranno la provenienza del Sopox.

A questo punto Alberto si fa avanti, oltre gli impedimenti di Pietro, e comunica anche alla Coletti del suo avvistamento del cromatografo. L'ispettrice controlla negli archivi della polizia, e vede che la sera dell'arresto di Alberto dopo l'incidente avvenne anche il furto di una serie di materiali destinati alla sapienza di Roma di cui non ci fu la catalogazione. Pietro riesce a teorizzare che il Sopox sia fabbricato con una serie di pillole anticoncezionali, che contengono una sostanza chimica illegale in qualsiasi prodotto tranne che in esse.

Accordandosi con la Coletti, la banda decide così di svolgere un'operazione molto complicata per rintracciare la banda che si occupa di sottrarre le pillole per poter effettuare le lavorazioni: raggiungere il porto di Roma dove giungono i container pieni di pillole, per mettere dentro ad uno di questi un dispositivo gps che potrà così poi dare un segnale alla polizia per poterlo in seguito rintracciare.

Arturo, dopo la rottura del furgone, procura ai compagni un furgone e delle motociclette del Terzo Reich provviste di sidecar con cui raggiungere le stazioni di prima mattina. La situazione subisce però un ribaltamento totale quando Andrea, intrufolatosi con le sue capacità di immedesimazione antropologica tra gli scaricatori portuali, scopre che per un nuovo ordine i treni partono con un'ora di anticipo. A causa di questo equivoco Mattia, che avrebbe dovuto attendere nel container per poi piazzare il gps lanciatogli da Giorgio, rimane chiuso nel container che viene caricato sul treno senza il gps.

A questo punto Pietro (che dovrebbe intanto presenziare al parto di Giulia), Arturo, Alberto e Bartolomeo affiancano il treno. Bartolomeo tenta di saltare sopra alla locomotiva, ma finisce per caderne dal lato opposto. Tocca quindi a Pietro prendere in mano la situazione e, raggiunto dall'antropologo e dall'altro latinista che gli portano il gps, lega il piccolo macchinario ad un magnete della propria motocicletta così da provare ad agganciarlo al furgone della banda del Sopox, che hanno attaccato il treno e stanno scaricando i pacchi di pillole.

Pietro, sulla cima del container, si trova così ad affrontare il capo della banda avversaria, lo spavaldo Walter Mercurio (che riconosce il protagonista come Pietro Zinni). A questo punto Mattia, che riesce ad uscire dal lato del container, recupera il magnete con il gps da Pietro, che ha perso la lotta contro Mercurio che è risalito a bordo della vettura, e si prepara a lanciarlo contro il furgone. Inavvertitamente il magnete finisce però per cadergli di mano, ma viene recuperato da Bartolomeo che era riuscito ad aggrapparsi poco li dietro e che riesce finalmente ad attaccare il magnete.

Dopo questa disperata operazione, i ricercatori rintracciano il laboratorio della banda avversaria, dove scoprono che hanno scoperto il gps prima di disattivarlo. Riescono però a trovare il cromatografo, da cui nei residui delle sostanze (benché non abbiano ancora capito a cosa serva il cromatografo nella lavorazione del Sopox) Alberto riesce a catalogare finalmente la formula che viene scritta su un foglio e messa in tasca da Pietro che poi, come un fulmine, sfreccia con una delle moto del Terzo Reich e giunge all'ospedale dove ritrova l'amata Giulia, che ha già partorito.

Mentre si accinge però a vedere suo figlio, Pietro viene fermato da due funzionari di polizia che lo scortano in carcere. Difatti, la Coletti, dietro pressioni del commissario Galatro e di una giovane giornalista free-lance che aveva teorizzato la sua operazione, ha deciso di chiudere l'operazione mandando nel caos tutti i ricercatori e negando qualsiasi suo coinvolgimento con le loro attività.

Mentre tutti i componenti della banda vengono arrestati, Pietro consegna i suoi oggetti personali prima di tornare in carcere. Qui anche il foglio con il nome di Sopox e la formula vengono consegnati. A questo punto Pietro si trova a dover firmare l'accettazione, ma ha d'improvviso un lampo di genio suggeritogli da una frase di uno dei due agenti che ribadisce, contrariamente a Pietro, che su quel foglio non ci sia scritto un nome ed una formula bensì due formule. A questo punto, Pietro, scopre che effettivamente il nome Sopox è in realtà la formula della vera sostanza che la banda di Mercurio stava producendo: il S(O)=P- O[X], un potente gas nervino.

Produzione

Sviluppo

Nell'ottobre 2014, il regista Sydney Sibilia, intervistato al London Film Festival a proposito di un eventuale sequel di Smetto quando voglio, dichiara:[2]

« Se faremo il sequel non ne faremo uno, ma il secondo e il terzo episodio insieme. Gireremo contemporaneamente il secondo e il terzo film [...] il punto è che se vogliamo fare gli scemi, allora facciamo gli scemi bene. Funziona così. Si fa Reloaded e Revolution. Se deve essere una operazione facciamo l’operazione più para-americana, becera che fa ridere. Fatta bene, ma becera »
(Sydney Sibilia)

Nel novembre del 2015, Fandango ha dato il via alla produzione di due sequel del film, con una data di inizio riprese fissata per il marzo del 2016.[3] Nel febbraio del 2016, Sibilia ha confermato la data di inizio delle riprese dei due sequel e che queste sarebbero durate di più di quelle del precedente.[4] Inoltre, ha dichiarato di aver terminato la stesura di entrambe le sceneggiature, scritte da lui insieme a Francesca Manieri e Luigi Di Capua.[4][5] Il 5 luglio, un artwork ha rivelato il titolo del film.[6]

Nel novembre 2016, durante le Giornate Professionali di Sorrento, viene annunciato il nuovo titolo del film da Smetto quando voglio - Reloaded a Smetto quando voglio - Masterclass.[7]

Cast

Il 22 marzo 2016 l'attore Giampaolo Morelli si unisce al progetto, ed in seguito anche Luigi Lo Cascio.[8]

Riprese

Le riprese dei due film sono cominciate il 5 aprile 2016 a Roma.[9] Agli inizi di settembre si sono svolte delle riprese in Thailandia,[10] mentre verso la fine del mese sono state effettuate delle riprese a Lagos, in Nigeria.[10]

Promozione

Il primo teaser trailer del film viene diffuso il 14 luglio 2016 con il titolo provvisorio di Smetto Quando Voglio - Reloaded,[11] mentre il trailer è stato diffuso da Repubblica.it il 6 dicembre 2016.[12]

Distribuzione

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 2 Febbraio 2017 in 500 copie da 01 Distribution [13].

Accoglienza

Incassi

Il film ha debuttato al quarto posto nel botteghino italiano, con un incasso di 1,2 milioni di Euro,[14] mentre alla fine della seconda settimana di programmazione arriva ad un totale di 2,5 milioni.[15]

Critica

La pellicola è stata accolta positivamente dalla maggior parte della critica[16]. Alcuni critici hanno in particolare apprezzato l'audacia del coraggioso progetto in un paese come l'Italia; Wired.it dice del film: "Più centrato e audace, per niente intenzionato a svilire i personaggi. È raro vedere un sequel che si mantiene a livello dell'originale. Sydney Sibilia ci è riuscito e l'ha fatto pensando in grande, cosa incredibile per la mentalità solitamente ristretta del nostro cinema...",[17] mentre MYmovies.it: "Un look acido e psichedelico per una commedia moderna che ha un'esuberanza alla John Landis..."[18] Per comingsoon.it il film "ha una cifra stilistica tutta sua, ora acida e psichedelica, ora epica, che ne fa davvero un unicum."[19] È stato inoltre sottolineato un rafforzamento della vena comica rispetto al primo capitolo, e una maggiore virata verso il genere action. Il Fatto Quotidiano ha commentato: "#commedia #azione #modernità #intrattenimento #divertimento #industria #saga #pop #nuovocinemaitaliano. Potrebbero sembrare hashtag strampalati, invece trovo che siano le parole chiave migliori per iniziare a parlare di Smetto quando voglio - Masterclass. Proprio perché questo può essere considerato a tutti gli effetti il film 2.0 del nostro cinema e quello che incarna alla perfezione tutte le caratteristiche di questa generazione."[20] Anche Francesco Alò, critico di BadTaste.it e Il Messaggero, e Mattia Ferrari di MoviePlanet, promuovono a pieni voti il film.[21][22]

Altri media

Fumetto

A partire dal 30 gennaio 2017 arriva in edicola il fumetto omonimo, scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Giacomo Bevilacqua; le cover da collezione del fumetto sono quattro, disegnate da Recchioni, Bevilacqua, Riccardo Torti e Zerocalcare.[23]

Videogioco

Insieme all'uscita nelle sale del film, viene realizzato un videogioco arcade online in pixel art, diviso in quattro livelli. Il videogioco è realizzato da Diego Sacchetti di Morbidware e Matteo Corradini.[24]

Sequel

Il sequel, il cui titolo provvisorio era Smetto quando voglio - Revolution[6], viene girato back to back assieme a Masterclass e si intitolerà Smetto quando voglio - Ad honorem[3][10] ed è introdotto da un breve trailer alla fine del secondo capitolo, prima dei titoli di coda.

Note

  1. ^ Filmato audio 01 Distribution, SMETTO QUANDO VOGLIO Masterclass - La sceneggiatura, su YouTube, 15 febbraio 2017. URL consultato il 15 febbraio 2017.
  2. ^ Andrea Francesco Berni, Londra 2014 - Sydney Sibilia sui sequel di Smetto quando voglio e non solo!, su badtaste.it, 13 ottobre 2014. URL consultato il 5 gennaio 2016.
  3. ^ a b Smetto quando voglio 2: al via i casting e già si parla di una trilogia, su Comingsoon.it, 24 novembre 2015. URL consultato il 14 luglio 2016.
  4. ^ a b Andrea Francesco Berni, Smetto Quando Voglio: le riprese dei due sequel inizieranno a marzo!, su badtaste.it, 20 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  5. ^ Smetto Quando Voglio: Reloaded, abbiamo visto le prime scene del film!, badtaste.it, 6 luglio 2016. URL consultato il 14 luglio 2016.
  6. ^ a b Smetto Quando Voglio, il primo artwork annuncia i titoli dei due sequel, badtaste.it, 5 luglio 2016. URL consultato il 15 luglio 2016.
  7. ^ Il sequel di Smetto Quando Voglio si intitolerà Smetto Quando Voglio – Masterclass!, su badtaste.it. URL consultato il 28 novembre 2016.
  8. ^ Mirko D'Alessio, Smetto Quando Voglio: nei due sequel anche Giampaolo Morelli, a giorni le riprese, badtaste.it. URL consultato il 27 marzo 2016.
  9. ^ Smetto quando voglio: iniziate le riprese dei due sequel! Ecco la prima immagine ufficiale, bestmovie.it, 5 aprile 2016. URL consultato il 15 luglio 2016.
  10. ^ a b c Andrea Francesco Berni, Smetto Quando Voglio: le foto dal set dei sequel a Lagos!, badtaste.it, 24 settembre 2016. URL consultato il 24 settembre 2016.
  11. ^ Filmato audio 01 Distribution, Smetto quando voglio - Reloaded - Teaser trailer, su YouTube, 14 luglio 2016. URL consultato il 14 luglio 2016.
  12. ^ Alessandra Vitali, Smetto Quando Voglio – Masterclass, l'avventura continua, Repubblica.it, 6 dicembre 2016. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  13. ^ Smetto quando voglio Masterclass - Conferenza stampa - Ecodelcinema, su www.ecodelcinema.com. URL consultato l'11 febbraio 2017.
  14. ^ Box Office - Dal: 30/01/2017 Al: 05/02/2017, Cinetel, 5 febbraio 2017. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  15. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Classifica Top20 Italia del week-end | MYmovies.it, su www.mymovies.it. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  16. ^ Chiara Apicella, SMETTO QUANDO VOGLIO – MASTERCLASS: QUANDO IL SEQUEL DIVERTE ANCHE DI PIÙ, in Movieplayer.it, 2 febbraio 2017. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  17. ^ Gabriele Niola, Smetto quando voglio si supera e con Masterclass diventa una commedia d’azione, in Wired, 30 gennaio 2017. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  18. ^ Smetto quando voglio - Masterclass, su MYmovies.it, 24 gennaio 2017. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  19. ^ Carola Proto, Smetto quando voglio 2 - Masterclass Recensione, in comingsoon.it, 30 gennaio 2017. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  20. ^ Mattia Bianchini, Smetto quando voglio-Masterclass, la nuova commedia all'italiana, in il Fatto Quotidiano, 2 febbraio 2017. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  21. ^ Filmato audio BadTaste.it - Il Nuovo Gusto del Cinema, Smetto Quando Voglio: Masterclass, di Sydney Sibilia - RECENSIONE, su YouTube, 1º febbraio 2017. URL consultato l'11 febbraio 2017.
  22. ^ Filmato audio MoviePlanetChannel, Movie Planet Review- 173: RECENSIONE SMETTO QUANDO VOGLIO- MASTERCLASS, su YouTube, 4 febbraio 2017. URL consultato l'11 febbraio 2017.
  23. ^ Andrea Facchin, Smetto quando voglio: Masterclass diventa un fumetto, Best Movie, 13 gennaio 2017. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  24. ^ Andrea Francesco Berni, Smetto Quando Voglio: Masterclass, ecco il videogame online!, badtaste.it, 2 febbraio 2017. URL consultato il 2 febbraio 2017.

Collegamenti esterni

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