Skogskyrkogården

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima stazione della metropolitana, vedi Skogskyrkogården (metropolitana di Stoccolma).
Skogskyrkogården (Cimitero del bosco)
Skogskyrkogarden PathOfTheSevenWells.jpg
Il cimitero
Tipo civile
Confessione religiosa mista
Stato attuale in uso
Ubicazione
Stato Svezia Svezia
Città Stoccolma
Costruzione
Periodo costruzione 1917
Data apertura 1917
Area 96 ha
Architetto Gunnar Asplund, Sigurd Lewerentz
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Cimitero del bosco
(EN) Skogskyrkogården
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1994
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Skogskyrkogården (il Cimitero del Bosco) è nato da un concorso internazionale organizzato nel 1915 per la progettazione di un nuovo cimitero a Enskede nella zona sud di Stoccolma, in Svezia. Il concorso fu vinto da due giovani architetti svedesi seguaci del Funzionalismo: Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz. I lavori iniziarono nel 1917 in un posto che prima era una cava di ghiaia e dove erano presenti numerosi pini e furono completati tre anni dopo. L'uso del paesaggio naturale ebbe una forte influenza sulla concezione dei cimiteri in tutto il mondo.

Il crematorio è l'ultima costruzione realizzata da Gunnar Asplund e fu inaugurato poco dopo la sua morte nel 1940. Nel 1994 questo sito è stato iscritto dall'UNESCO nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità. Nel padiglione Tallum i visitatori possono vedere una mostra sulla storia del cimitero e sugli architetti che lo hanno concepito.

Resurrezione

Vi sono sepolti, tra gli altri:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anne-Louise Sommer, "Moderni cimiteri metropolitani in Danimarca e Svezia. La rappresentazione profana della morte nella prima metà del XX secolo", in Mauro Felicori (a cura di), Gli spazi della memoria. Architettura dei cimiteri monumentali europei, luca sossella editore, 2005 ISBN 88-87995-92-3
  • Carlotta Torricelli, "La morte come passaggio. Sacro e arcaico nell'architettura di Sigurd Lewerentz", in L. Bartolomei e G. Praderio, Evoluzioni contemporanee nell'architettura cimiteriale, Vol. 3, n. 4, 2012

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 59°16′32″N 18°05′58″E / 59.275556°N 18.099444°E59.275556; 18.099444

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