Siti archeologici a Napoli

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La statua del dio Nilo, voluta dagli alessandrini tra il II e III secolo d.C. (Largo Corpo di Napoli)

Napoli, con i suoi immediati dintorni, custodisce un patrimonio archeologico di inestimabile valore, tra i primi al mondo. Si pensi ai resti dell'antica Cumae, risalenti ai primi insediamenti in regione da parte dei greci, oppure agli scavi di Pompei, di Ercolano e di Oplontis, riportati nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[1] ed il primo dei quali, costituente il sito archeologico più visitato in Italia[2] e punto di riferimento per lo studio della vita e della società della Roma imperiale. Senza dimenticare poi i fori di Pozzuoli, una delle poche città al mondo a custodire due anfiteatri romani, oppure le terme di Ischia e ulteriori altri siti.

Partenope, fondata dai cumani nell'VIII secolo a.C., ha lasciato non molte tracce di sé, quali i resti di una necropoli del VII secolo a.C. e altri ritrovamenti di varia natura. Le nuove strutture vigenti nell'area, infatti, rendono di difficile attuazione le nuove indagini archeologiche sulla collina di Pizzofalcone, zona della città in cui avvenne la fondazione del primo nucleo abitativo della città.

In quanto alla Neapolis greca e romana, la nuova zona urbana sorta sul vicino pianoro e risalente al VI secolo a.C., vanno annoverati diversi siti specificando che molti di essi, esattamente come nel caso del nucleo più antico, risultano inglobati nelle strutture e negli edifici di più recente costruzione, rendendo a volte difficile lo sfruttamento a pieno delle loro potenzialità. Più in particolare, Napoli sotterranea ancora al 2011 non è in grado di mostrare per intero tutto il suo intreccio di cunicoli e reperti risalenti all'epoca greca, la cui estensione è pari almeno alla Napoli più "moderna" posta al di sopra del livello stradale. O ancora, il teatro greco-romano, non costituisce un sito chiuso, ma invece risulta in bella mostra attraverso una semplice passeggiata per il decumano superiore all'altezza di via dell'Anticaglia.

Napoli custodisce resti di terme, strade romane, acquedotti, fontane, nonché architetture antiche ricavate attraverso il modellamento di colli (esempi del genere sono la Grotta di Seiano e la Grotta di Posillipo) e siti archeologici sottomarini: è il caso del parco sommerso di Gaiola. Ad ogni modo, il sito archeologico che riveste maggior rilievo entro il municipio di Napoli, è la disposizione urbana di tipo Ippodameo della Napoli greca, il cui assetto è tutt'oggi in uso. Considerando che i singoli reperti e le sculture archeologiche rinvenute in loco o fuori città (come le sculture farnese di Roma) sono esposti nei musei archeologici, su tutti quello archeologico nazionale, uno dei più importanti al mondo[3][4], di seguito vengono riportati soprattutto i maggiori siti archeologici della città, rientranti entro e fuori il centro storico di Napoli.

Di seguito sono elencati soprattutto i siti archeologici di epoca classica riferibili alla città e al suo circondario.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Scavi di san Lorenzo Maggiore

Principali[modifica | modifica wikitesto]

Crypta Neapolitana, busto di Virgilio
  • Crypta Neapolitana:
    Ubicata all'interno del parco Vergiliano a Piedigrotta, la crypta sostanzialmente è una galleria scavata nel tufo lunga 711 metri e che rientrava in un piano di lavori dei romani che intesero realizzare in quel periodo diverse infrastrutture militari. Dopo la caduta dell'impero, la galleria non andò in disuso ma fu utilizzata per fini civili in quanto riusciva a collegare agevolmente due zone della città molto distanti tra loro, Mergellina con Fuorigrotta. La galleria subì nei secoli successivi dei lavori di adeguamento che iniziarono nel XV secolo sotto il dominio di Alfonso V d'Aragona e perdurarono fino al regno di Giuseppe Bonaparte quando fece installare all'interno lampade ad olio. Molte sono le leggende che ruotano attorno alla crypta neapolitana, su tutte quella che vuole che sia stato il poeta latino Virgilio, sepolto nei pressi dell'ingresso orientale della galleria, a scavarla.
  • Decumani di Napoli:
    Costituiscono le vie più importanti del centro antico di Neapolis, la cui architettura urbanistica risalente all'epoca greca fu progettata secondo lo schema stradale di Ippodamo.[5] Anche se vengono consuetudinariamente chiamate col termine istituito dai romani decumano, le strade rappresentano quelle che erano nel periodo classico le platieiai. Le suddette vie, che tagliano da ovest a est la città, sono parallele tra loro e sono, da nord a sud, la platieia superiore, la maggiore e quella inferiore. Le stesse vengono tagliate perpendicolarmente da un numero di stenopoi (cardini) che sono stimabili ad un numero variabile che va dai venti ai ventiquattro vicoli. L'intero impianto stradale conserva oggi un numero importante di monumenti, chiese, e siti archeologici, ed inoltre custodisce il cuore del centro storico di Napoli.
Napoli sotterranea
  • Napoli sotterranea:
    Complesso di cunicoli scavati nel sottosuolo della città, Napoli sotterranea rappresenta molto probabilmente il sito archeologico più importante di Napoli. Risalente all'epoca greca, quando vennero scavati i terreni per estrarre il tufo, la struttura ha poi subito le influenze delle epoche successive diventando prima un acquedotto durante il periodo romano, poi un rifugio per i cittadini napoletani durante la seconda guerra mondiale. Sotto quest'ultimo aspetto, risultano molto suggestive infatti le incisioni ed i graffiti dei rifugiati che testimoniavano quotidianamente ciò che accadeva sopra il livello della strada.
  • Parco archeologico di Posillipo:
    Il parco si trova sulla collina di Posillipo, fuori dal nucleo antico della città. Offre la possibilità di visitare diversi frammenti archeologici di epoca romana, nonché importanti siti, come: il teatro Odeon, la villa imperiale di Pausylipon, il parco sommerso di Gaiola, il palazzo degli Spiriti e la grotta di Seiano, quest'ultima lunga 770 metri e voluta da Marco Vipsanio Agrippa per collegare le ville di Pausilypon alle zone di Cumae e Puteoli. La villa oggi è di fatto uno dei due ingressi al parco archeologico.
Decumani di Napoli (in evidenza quello inferiore)

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Catacombe di Napoli e Mura di Napoli.

Oltre alla cinta muraria ed al complesso catacombale presenti in città, altri siti archeologici di Napoli sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda dal sito dell'UNESCO Unesco - sito ufficiale. URL consultato il 28 novembre 2011.
  2. ^ Dossier touring club italiano. URL consultato il 13 novembre 2011.
  3. ^ AA.VV., Napoli e dintorni, Touring Editore, Milano 2005
  4. ^ MANN.it. URL consultato il 31 ottobre 2011.
  5. ^ D. Mazzoleni, I palazzi di Napoli, Arsenale Editrice (2007) ISBN 88-7743-269-1
  6. ^ Campania beni culturali. URL consultato il 12 dicembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Esposito Clemente, Gli ipogei greci alla Sanità, Ed. Oxiana 2010
  • Umberto Pappalardo, Il Golfo di Napoli. Archeologia e storia di una terra antica, Ed. Arsenale 2010
  • Doc. DVD - I Campi Flegrei, Valori di Napoli SRL 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]