Siti archeologici a Napoli

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Una via di Ercolano antica

«Il nucleo greco-romano è rimasto più o meno delle stesse dimensioni per molti secoli, in età angioina, aragonese e vicereale, come un gioco di scatole cinesi

(Daniela Giampaola, archeologa esperta di archeologia napoletana[1])

Napoli ed i suoi immediati dintorni custodiscono un patrimonio archeologico di inestimabile valore, tra i primi al mondo. Si pensi ad esempio al parco archeologico dei Campi Flegrei (Cuma, Baia, Anfiteatro Flavio e i fori di Pozzuoli) collegato in maniera diretta al centro di Napoli attraverso il servizio Cuma Express[2] della ferrovia Cumana; oppure all'area vesuviana (scavi di Pompei, di Ercolano e di Oplontis, riportati nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[3] ed il primo dei quali, costituente il sito archeologico più visitato in Italia[4] e punto di riferimento per lo studio della vita e della società della Roma antica) collegata direttamente alla città partenopea tramite il Campania Express della ferrovia Circumvesuviana.[5]

Parthènope, fondata dai cumani nell'VIII secolo a.C., ha lasciato non molte tracce di sé, quali i resti di una necropoli del VII secolo a.C., il tratto di una murazione in piazza del Municipio (probabilmente appartenuta al porto) e vari gruppi di materiali di abitato. Uno dei motivi è la difficile attuazione, a causa delle moderne strutture vigenti nell'area, di ricerche archeologiche sulla collina di Pizzofalcone.

Molto più documentata è invece la Neapolis greca e romana (anche grazie ai relativamente recenti lavori di ampliamento della metropolitana), che annovera molti siti e reperti archeologici (quest'ultimi conservati in vari musei archeologici cittadini, fra tutti il MANN).

Sono di seguito elencati prevalentemente i siti archeologici di epoca classica riferibili alla città ed al circondario legato storicamente ed urbanisticamente ad essa.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Villa di Licinio Lucullo (la parte che ricade in piazza del Municipio)

Principali[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio del mercato romano di Neapolis, sepolto dai lahar del V secolo
  • Crypta Neapolitana:
    Ubicata all'interno del parco Vergiliano a Piedigrotta, la crypta sostanzialmente è una galleria scavata nel tufo lunga 711 metri e che rientrava in un piano di lavori dei romani che intesero realizzare in quel periodo diverse infrastrutture militari. Dopo la caduta dell'impero, la galleria non andò in disuso ma fu utilizzata per fini civili in quanto riusciva a collegare agevolmente due zone della città molto distanti tra loro, Mergellina con Fuorigrotta. La galleria subì nei secoli successivi dei lavori di adeguamento che iniziarono nel XV secolo sotto il dominio di Alfonso V d'Aragona e perdurarono fino al regno di Giuseppe Bonaparte quando fece installare all'interno lampade ad olio. Molte sono le leggende che ruotano attorno alla crypta neapolitana, su tutte quella che vuole che sia stato il poeta latino Virgilio, sepolto nei pressi dell'ingresso orientale della galleria, a scavarla.
  • Decumani di Napoli:
    Costituiscono le vie più importanti del centro antico di Neapolis. Anche se vengono consuetudinariamente chiamate col termine istituito dai romani decumano, le strade rappresentano quelle che erano nel periodo classico le platieiai. Le suddette vie, che tagliano da ovest a est la città, sono parallele tra loro e sono, da nord a sud, la platieia superiore, la maggiore e quella inferiore. Le stesse vengono tagliate perpendicolarmente da un numero di stenopoi (cardini) che sono stimabili ad un numero variabile che va dai venti ai ventiquattro vicoli. L'intero impianto stradale conserva oggi un numero importante di monumenti, chiese, e siti archeologici, ed inoltre custodisce il cuore del centro storico di Napoli.
  • Sottosuolo di Napoli:
    Complesso di cunicoli ed ambienti scavati nel sottosuolo della città, il sottosuolo di Napoli, rappresenta molto probabilmente il sito archeologico più vasto di Napoli (pari al 60% della città sorta in superficie). Risalente all'epoca greca, quando vennero scavati i terreni per estrarre il tufo, la struttura ha poi subito le influenze delle epoche successive diventando prima un acquedotto durante il periodo romano, poi un rifugio per i cittadini napoletani durante la seconda guerra mondiale. Sotto quest'ultimo aspetto, risultano molto suggestive infatti le incisioni ed i graffiti dei rifugiati che testimoniavano quotidianamente ciò che accadeva sopra il livello della strada.
  • Parco archeologico di Posillipo:
    Il parco si trova sulla collina di Posillipo, fuori dal nucleo antico della città. Offre la possibilità di visitare diversi frammenti archeologici di epoca romana, nonché importanti siti, come: il teatro Odeon, la villa imperiale di Pausylipon, il parco sommerso di Gaiola, il palazzo degli Spiriti e la grotta di Seiano, quest'ultima lunga 770 metri e voluta da Marco Vipsanio Agrippa per collegare le ville di Pausilypon alle zone di Cumae e Puteoli. La villa oggi è di fatto uno dei due ingressi al parco archeologico.
L'impianto urbanistico di epoca greca: i Decumani (in evidenza quello inferiore)
Resti di un edificio di epoca romana a Carminiello ai Mannesi
Mausoleo funerario (epoca romana) di Pianura

Altri siti e reperti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stella Cervasio, Napoli, riaffiora il porto romano; sorpresa dagli scavi per il metrò, Napoli, La Repubblica, 6 gennaio 2004. URL consultato il 6 gennaio 2004.
  2. ^ eavsrl, Cuma Express 2019, su eavsrl.it.
  3. ^ Scheda dal sito dell'UNESCO, su Unesco - sito ufficiale. URL consultato il 28 novembre 2011.
  4. ^ Dossier touring club italiano (PDF), su static.touring.it. URL consultato il 13 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2012).
  5. ^ eavsrl, Campania Express 2019, su eavsrl.it.
  6. ^ Campania beni culturali, su campaniabeniculturali.it. URL consultato il 12 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2011).
  7. ^ Cittametropolitana.na.it. URL consultato il 2 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2018).
  8. ^ Suburbio di Neapolis, della quale sembra anche ricalcare il piano urbanistico ortogonale, la cittadina era limitata nell'autonomia culturale; per quanto si sa non vi era una intensa attività manifatturiera, e la comunità presentava i sintomi di una tipica località periferica (Arnold De Vos; Mariette De Vos, Pompei, Ercolano, Stabia, Roma, Editori Laterza, 1982. p.260 ISBN non esistente)
  9. ^ Scarse sono le scritte elettorali e mancano, almeno nella parte finora scavata, i solchi profondi lasciati dai carri sui lastroni basaltici delle strade dove il traffico è più intenso (e rumoroso, come – già per l’antichità – viene lamentato dai poeti). Tali indizi e il carattere in genere più originale di decorazioni e architetture, hanno destato l’impressione di una città più signorile e raffinata rispetto a Pompei. D'altronde la cittadina sorge nel suburbio di Neapolis e pertanto mostra i tratti tipici di una località periferica a carattere residenziale sotto l'influsso della vicina metropoli (Archeologia Viva n. 178 - luglio/agosto 2016 p.11, alla sezione "visitare Ercolano" di Umberto Pappalardo, archeologo e docente dell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa")
  10. ^ Treccani, ERCOLANO, su treccani.it.
  11. ^ Academia, Evidenze Geo-archeologiche nel Golfo di Napoli tra Posillipo e Castel dell’Ovo, su academia.edu.
  12. ^ Ansa, Archeologia: in mare Castel dell'Ovo, l'antico porto di Napoli, su ansa.it.
  13. ^ fanpage, Scoperta grande villa romana dell'epoca di Giulio Cesare', su fanpage.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Esposito Clemente, Gli ipogei greci alla Sanità, Ed. Oxiana 2010
  • Umberto Pappalardo, Il Golfo di Napoli. Archeologia e storia di una terra antica, Ed. Arsenale 2010
  • Doc. DVD - I Campi Flegrei, Valori di Napoli SRL 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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