Sistema ABM A-135

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Il sistema di difesa ABM dell'area industriale di Mosca A-135, attualmente schierato alla periferia della capitale russa, è un sistema antimissile balistico progettato per intercettare e distruggere i missili balistici nella fase finale di discesa. Tale sistema, oggi operativo, è in stato di allerta 24 ore su 24.

Sviluppo[edit | edit source]

Il sistema A-135 costituisce l'evoluzione del sistema ABM A-35, sviluppato negli anni sessanta. Tale sistema aveva il grosso limite di poter intercettare un solo missile alla volta. Per risolvere questo problema intrinseco, negli anni settanta i sovietici decisero di sviluppare un nuovo sistema di difesa ABM, che venne chiamato A-135. La costruzione delle nuove strutture iniziò nel 1978 e terminò nel novembre 1987. Si decise di convertire alla nuova versione anche alcune strutture del precedente sistema A-35.

Il sistema ABM A-135 fu accettato in via preliminare nel 1989, anche se nel medesimo anno si decise di modernizzarlo, in modo da aumentarne ulteriormente le capacità di combattimento. I lavori continuarono ed il nuovo sistema fu operativo a partire dal 1994. L'accettazione definitiva del nuovo sistema è con decreto presidenziale del 17 febbraio 1995.

Il sistema A-135 fu sviluppato in due "strati":

  • primo strato: 32 missili ABM-4 Gorgon a lungo raggio per intercettazioni fuori dall'atmosfera;
  • secondo strato: 68 missili ABM-3 Gazelle a corto raggio per intercettazioni atmosferiche.
Raffigurazione dei Daryal.

Tale sistema risultava tecnicamente conforme agli accordi ABM del 1972, che permettevano un massimo di 100 missili. Comunque, una scappatoia in questi accordi permise ai sovietici di includere nella protezione del sistema ABM non solo la capitale, ma anche le vicine basi di ICBM, così da massimizzare il sistema antimissile.

Il sistema oggi è operativo, e viene mantenuto in stato di allerta 24 ore su 24.

Tecnica del sistema[edit | edit source]

Il Pill Box nel 2018.
Radars Daryal

Il sistema ABM A-135 risulta piuttosto simile al sistema Safeguard degli anni settanta. Si tratta di un sistema fortemente integrato, con la componente di preallarme costituita dai radar degli ORTU delle Forze Spaziali Russe della 1ª Divisione:

  • radar Daryal (Pechora in Occidente), operativi in due esemplari;
  • radar Dnestr (Hen House in Occidente), costruiti in tre versioni distinte;

Inoltre, una grande importanza ha il radar Don-2NP (chiamato in Occidente Pill Box). Si tratta di una gigantesca struttura a forma di piramide tronca situato alla periferia di Mosca. Il radar, piuttosto avanzato, è multifunzione ed omnidirezionale, ed è in grado di scrutare a 360° praticamente tutto l'emisfero settentrionale terrestre. Il radar ed il centro di comando sono sistemati all'interno di tale struttura.

Tale sistema è assistito dai due radar Dog House e Cat House, per appoggiare i missili ABM.

I radar, decisamente sofisticati, costituiscono la più importante innovazione rispetto all'A-35.

Una rappresentazione del radar Don-2 NP.

Per quanto riguarda i missili, in origine si trattava di due modelli diversi, uno a lungo ed uno a corto raggio:

  • ABM-4 Gorgon: schierato in 32 esemplari, costituiva la componente a lungo raggio. Si trattava della “prima linea” della difesa ABM, che avrebbe dovuto fermare i missili fuori dall'atmosfera. Nel 2005, questi missili sono stati ritirati dal servizio.
  • ABM-3 Gazelle: schierato in 68 esemplari, si tratta della “seconda linea” del sistema di difesa. In particolare, sono progettati per intercettare quei missili sfuggiti ai Gorgon. In seguito alla radiazione di questi ultimi, costituiscono l'unico missile operativo del sistema.

Per quanto riguarda i missili, occorre aggiungere che in origine si trattava di intercettori equipaggiati con una testata nucleare. Il metodo di intercettazione, in pratica, prevedeva un vero e proprio scontro in volo tra due bombe atomiche, esattamente come il precedente sistema ABM A-35.

Il 21 aprile 1998, i vertici delle forze armate della Federazione Russa annunciarono che, per motivi di sicurezza, le testate nucleari dei missili del sistema ABM sarebbero state rimosse e sostituite con altre convenzionali.

I motivi, fondamentalmente, erano due:

  • l'impulso elettromagnetico prodotto dalla detonazione di una testata da un megatone, montata su un Gorgon, avrebbe provocato danni ingenti a tutti gli elementi elettronici privi di schermatura nella zona di Mosca, con effetti disastrosi;
  • l'esplosione di una testata nucleare da 10 kt, come quella dei Gazelle, avrebbe reso la città di Mosca virtualmente inabitabile.

Comunque, non è chiaro se tutte le testate siano state effettivamente sostituite.

Pregi e limiti del sistema[edit | edit source]

Il sistema ABM-135 è estremamente sofisticato, ed è in grado di intercettare efficacemente eventuali missili balistici in fase finale di discesa nella zona di Mosca. L'efficacia degli intercettori, anche con testata convenzionale, è stata dimostrata nell'ambito di alcuni lanci di prova effettuati dopo il 1998.

Tuttavia, tale sistema presenta alcuni gravi limiti. In particolare, dato il numero di intercettori estremamente basso (attualmente sono 68), il sistema può essere efficacemente saturato da un attacco coordinato. Inoltre, i radar ABM non sarebbero in grado di distinguere le MIRV dai falsi bersagli rilasciati dai missili balistici di ultima generazione.

In pratica, il sistema è efficace solo nei confronti di attacchi portati da missili a testata singola (o da poche MIRV), ma presenta gravi limiti nei confronti di un missile a testate multiple.

Gli stessi vertici delle forze armate russe hanno dichiarato, nel 2002, che il sistema è obsoleto e non è in grado di proteggere efficacemente l'area.[senza fonte]

Nonostante questo, tale sistema è ancora operativo.

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Il sistema ABM A-135