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Siouxsie and the Banshees

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Siouxsie and the Banshees
Steven Severin, Siouxsie Sioux e Budgie
Steven Severin, Siouxsie Sioux e Budgie
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Post-punk
New wave
Gothic rock
Alternative rock
Periodo di attività 1976 - 1996/20022002
Album pubblicati 18
Studio 11
Live 2
Raccolte 5
Opere audiovisive 6
Gruppi e artisti correlati The Creatures, The Glove, Siouxsie Sioux
Sito web

Siouxsie and the Banshees[1] è stato uno dei più famosi gruppi inglesi del post-punk e della new wave, formato dalla cantante Siouxsie Sioux e dal bassista Steven Severin. Inizialmente associati alla scena punk rock inglese, la band si è evoluta velocemente per creare "una forma di post-punk disarmonico completo di ardite sperimentazioni ritmiche e sonore".[2] Il Times ha citato Siouxsie and the Banshees come "uno dei più audaci e senza compromessi avventurieri musicali dell'era post-punk".

Con la realizzazione di Juju nel 1981, il gruppo ha avuto anche un'importante influenza sull'emergente ambiente gothic rock.[3] Si sono sciolti nel 1996, con Siouxsie e il batterista Budgie che hanno continuato a registrare musica come The Creatures, una seconda band che avevano formato nei primi anni '80. Dal 2004 Siouxsie ha intrapreso una carriera solista.

Hanno influenzato numerose band, dai gruppi rock degli anni ottanta, U2[4][5] e The Smiths[6][7], a quelli dei decenni seguenti, come LCD Soundsystem[8], Massive Attack[9], Jeff Buckley[10], Tricky[11], Garbage[12] e TV on the Radio[13].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi (1976-77)[modifica | modifica wikitesto]

Siouxsie Sioux e Steven Severin si incontrano ad un concerto dei Roxy Music nel settembre 1975, in un momento in cui il glam rock si stava affievolendo e non c'era nulla di nuovo in con cui potersi identificare. Dal febbraio 1976, Siouxsie, Severin e alcuni amici cominciano a seguire una band senza contratto, i Sex Pistols. La giornalista Caroline Coon li soprannomina "Bromley Contingent", come la maggior parte di loro che viene da Bromley, regione del Kent, un'etichetta che Severin viene a disprezzare. “Non c'era nulla di simile, era solo un gruppo di persone che stavano insieme a sentire e a guardare.” Sono tutti ispirati dai Sex Pistols – e osservandoli, si rendono conto che chiunque può farlo. Quando apprendono che una delle band prevista per suonare al "100 Club" Punk Festival, organizzato dal manager dei Sex Pistols Malcolm McLaren si sta ritirando dal programma all'ultimo minuto, Siouxsie suggerisce a Severin che è arrivato momento di suonare, anche se la band non ha ancora un nome, né membri aggiuntivi. Due giorni dopo la coppia appare al festival tenuto a Londra il 20 settembre 1976, con due musicisti in prestito al loro fianco, Marco Pirroni alla chitarra e John Simon Ritchie (già comunemente conosciuto come Sid Vicious) alla batteria. La loro esibizione consiste in un'improvvisazione di 23 minuti di The Lord's Prayer.

Mentre la band è destinata a dividersi dopo il concerto, è invitata a suonare di nuovo. Due mesi più tardi, Siouxsie e Severin reclutano il batterista Kenny Morris e il chitarrista Peter Fenton. Dopo aver suonato in diversi concerti all'inizio del 1977, la band si rende conto che Fenton non è adatto per loro perché è "un vero chitarrista rock". John McKay, infine, prende il suo posto nel mese di luglio.

The Scream e Join Hands (1978–79)[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la band registra il tutto esaurito fuori Londra all'inizio del 1978,[14] ha ancora problemi per ottenere il contratto discografico giusto che può darle il "completo controllo artistico".[15] La Polydor, finalmente, offre loro questa garanzia e firma nel mese di giugno. Il loro primo singolo, Hong Kong Garden, con un tema di xilofono in evidenza, arriva al n° 7 della chart inglese poco dopo. Una recensione del New Musical Express lo acclama come "un brillante, vivido racconto, simile a delle immagini dal finestrino di un treno ad alta velocità giapponese, potenza addebitata alla più originale, inebriante chitarra che ho sentito suonare da tanto, tanto tempo”.

La band pubblica il suo album d'esordio, The Scream, nel novembre 1978, in cui è presente una cover dei Beatles, Helter Skelter, e il singolo dedicato a John Heartfield, Metal Postcard, registrato anche in lingua tedesca come Mittageisen.

Il secondo album, Join Hands, pubblicato nel 1979, include la versione completa (lunga 14 minuti) di The Lords Prayer, una canzone che i Banshees avevano proposto anche nel loro primo concerto, in una versione caotica e improvvisata. Nel Melody Maker, Jon Savage decrive Poppy Day come "una breve, potente evocazione dei cimiteri della Grande Guerra",[16] e Record Mirror ha descritto l'intero disco come un lavoro pericoloso che "dovrebbe essere ascoltato".[17] Due giorni prima del debutto del tour promozionale per l'album, McKay e Morris lasciano all'improvviso il gruppo, costringendo il manager dei Banshees a chiamare il batterista Budgie, precedentemente con The Slits e chiedendogli di fare un provino. Budgie è stato assunto, ma Siouxsie e Severin non hanno avuto successo con le audizioni dei chitarristi. Robert Smith dei Cure offrì il suo appoggio nel caso in cui non fossero riusciti a trovare un chitarrista (il suo gruppo era già la band di supporto del tour), così il gruppo lo ha tenuto con sé dopo aver visto troppi "virtuosi del rock". Il tour riprende a settembre e, dopo l'ultimo concerto, Smith torna ai Cure sostituito da John McGeoch, prima nei Magazine, mentre Budgie non lascerà mai più i Banshees.

Kaleidoscope, Juju e A Kiss in the Dreamhouse (1980–82)[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo integra il chitarrista influente John McGeoch. Nel 1980 esce il terzo album Kaleidoscope, che ha visto i Banshees esplorare nuovi territori musicali con l'uso di altri strumenti come sintetizzatori, sitar e drum machine. Il gruppo inizialmente aveva il concetto di fare di ogni canzone un suono completamente diverso, senza considerare se il materiale poteva essere eseguito in concerto. Il Melody Maker descrive il risultato come "un caleidoscopio di suoni e di immagini, di nuove forme e contenuti, lampeggianti davanti ai nostri occhi".[18] Kaleidoscope è stato un successo commerciale raggiungendo il n° 5 della classifica degli album nel Regno Unito. I singoli estratti sono Happy House e Christine, che balzano in vetta alle classifiche[19], che raggiunge il quinto posto in Gran Bretagna. Questa formazione, con McGeoch alla chitarra, è andata in tournée per la prima volta negli Stati Uniti a supporto dell'album, suonando i loro primi concerti a New York nel novembre 1980.

Esattamente un anno dopo il gruppo pubblica Juju [20], dal quale vengono estratti come singoli Spellbound e Arabian Knights, che tocca la posizione n° 7 delle classifiche britanniche. Per Juju la band ha adottato un approccio diverso e ha provato le canzoni in concerto prima prima di registrarle. Secondo Severin, Juju è diventato un concept-album non intenzionale che "ha attirato su di sé gli elementi più dark”. Suonds l'ha acclamato come "intrigante, intenso, cupo e potentemente atmosferico".[21] I contributi alla chitarra di McGeoch su Juju saranno poi elogiati da Johnny Marr degli Smiths.[22][23]

Durante il tour promozionale del 1981, Siouxsie e Budgie diventano segretamente una coppia. Allo stesso tempo iniziano anche un duo voce-batteria chiamato The Creatures, realizzando il loro primo EP, Wild Things.

Il 1982 vede la pubblicazione di A Kiss in the Dreamhouse. McGeoch si rivela, oltre che un chitarrista di scuola post-punk, un vero e proprio strumentista, suonando anche dulcimer e sitar, anche se le canzoni presenti non sono tutte di matrice propriamente post-punk, come la psichedelica Obsession. Il disco, con gli archi in diversi brani, è stato intenzionalmente in contrasto rispetto al loro lavoro precedente, con Severin che più tardi lo decriverà come un "album sexy". La stampa britannica l'ha accolto entusiasticamente.[24][25] Richard Cook ha finito la sua recensione sul New Musical Express con questa frase: "Prometto che... questa musica vi toglierà il fiato".[26] In quel periodo, McGeoch era alle prese con problemi di alcool e al suo ritorno da un viaggio promozionale a Madrid era stato ricoverato in ospedale. La band lo ha licenziato poco dopo. Severin ha chiesto a Robert Smith di prendere di nuovo in consegna i doveri di chitarrista; Smith ha accettato e si è unito al gruppo nel novembre 1982.

Hyæna, Tinderbox e Through the Looking Glass (1983–87)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 il gruppo si prende una pausa, dividendosi in due coppie: Siouxsie e Budgie pubblicano il loro primo album come The Creatures, Feast, mentre Steven Severin forma il duo The Glove con Robert Smith. Smith insiste poi con i Banshees per pubblicare una cover dei The Beatles, Dear Prudence, nel settembre del 1983. È diventato il loro più grande hit, raggiungendo la posizione numero 3 nella chart inglese. Pubblicano anche il live Nocturne (doppio vinile, poi ristampato su un unico CD) e l'album Hyæna (1984), da cui vengono estratti Swimming Horses e Dazzle. Alla fine del 1984 Smith lascia di nuovo il gruppo, per concentrarsi definitivamente sulla sua band, i Cure; i Banshees lo sostituiscono con l'ex chitarrista dei Clock DVA John Valentine Carruthers.

The Banshees rielaborano poi quattro pezzi del loro repertorio, alimentati da una sezione d'archi, per il loro EP The Thorn. Il NME alla sua uscita ha elogiato il progetto: "La potenza di un orchestra classica è la pellicola ideale per i suoni macinati insistenti della band".[27] La formazione dei nuovi Banshees ha trascorso gran parte del 1985 a lavorare su un nuovo disco, Tinderbox. Il gruppo ha concluso la canzone Cities in Dust prima dell'album, così che precipitosamente lo pubblicano come singolo prima del loro più lungo tour per il Regno Unito. Finalmente Tinderbox esce nell'aprile 1986 che contiene i due singoli Cities in Dust e Candyman. Nel 1987, a causa delle lunghezza del tempo impiegato per lavorare su Tinderbox, il gruppo ha deciso di sua spontanea volontà di registrare un album di cover, Through the Looking Glass, tra cui figurano This Wheel's on Fire di Bob Dylan e The Passenger di Iggy Pop. La rivista Mojo ha poi elogiato la loro versione di Strange Fruit.[28][29] Dopo l'uscita dell'album, la band si rende conto che Carruthers non è più adatto e decide di lavorare sul nuovo materiale come trio.

Peepshow (1988–90)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un'altra pausa, in cui i Creatures pubblicano Boomerang, i Banshees reclutano il tastierista Martin McCarrick e il chitarrista Jon Klein e pubblicano Peepshow nel 1988, con strumentazione rock non tradizionali tra cui violoncello e fisarmonica (una collezione di brani acustici, che contiene uno dei brani più famosi della band, Peek-a-Boo[30] e gli altri due singoli estratti, The Killing Jar e The Last Beat of My Heart). Dopo il tour, la band decide di prendersi una pausa, con Siouxsie e Budgie che registrano con i Creatures e il loro album più acclamato dalla critica fino ad oggi,[31] Boomerang e Severin e McCarrick che lavorano insieme a del nuovo materiale.

Superstition, The Rapture e lo scioglimento (1991–99)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991, i Siouxsie and the Banshees ritornano con il singolo Kiss Them for Me, un mix di archi su un ritmo ballabile di exotica. Il gruppo collabora con uno sconosciuto musicista asiatico di tabla, Talvin Singh, che canta anche durante la parte finale della canzone. Il singolo riceve recensioni entusiastiche[32] e successivamente ha raggiunge la posizione n° 23 della classifica americana, consentendo loro di raggiungere un nuovo pubblico. Dopo la pubblicazione dell'album Superstition seguito poco dopo (prodotto da Stephen Hague, orientato verso ritmi quasi ballabili e melodie più aperte), il gruppo partecipa al concerto inaugurale di Lollapalooza negli Stati Uniti. L'anno successivo è stato chiesto ai Banshees di comporre Face to Face come singolo per il film Batman - Il ritorno.

Nel 1993 registrano nuove canzoni con arrangiamenti d'archi, ma fermano subito le sessioni per suonare ai festival all'estero. Al loro ritorno, hanno assunto l'ex Velvet Underground John Cale per produrre il resto del disco che esce nel 1995 con il titolo di The Rapture. A poche settimane dalla sua uscita, la Polydor abbandona il roster della band e Klein è sostituito nell'ultimo tour del 1995 dall'ex chitarrista dei Psychedelic Furs Knox Chandler.

Nell'aprile del 1996 il gruppo decide di sciogliersi dopo 20 anni di lavoro insieme.[33] Siouxsie e Budgie, sposatisi nel frattempo, dal 1991 si concentrano a tempo pieno sul loro progetto The Creatures con l'album Anima Animus pubblicato nel 1999 con successo di critica,[34] mentre Severin fonda la propria etichetta discografica, a REl, con cui produce lavori sperimentali, colonne sonore di opere cinematografiche e teatrali, oltre ad album per altri artisti.

Attività dopo lo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 un invito a suonare da parte del Coachella Music & Arts Festival, che si tiene annualmente in California, dà vita a un tour con la formazione originale, Seven Year Itch Tour, accompagnato successivamente da un Best Of Siouxsie and the Banshees e dal CD/DVD registrato nelle serate di Londra, intitolato The Seven Year Itch, che ripropone brani meno noti del repertorio della band.

La tournée non porta alla riunione della band, e il giorno dopo la conclusione dell'ultimo concerto Siouxsie e Budgie si chiudono in studio per lavorare al terzo album dei Creatures, Hái!, sorta di concept album dai temi nipponici; l'edizione limitata contiene anche un DVD intitolato Tokyo Drum Session, che riprende una lunga improvvisazione del batterista con un ospite locale d'eccezione; con divertita curiosità, una Siouxsie dai capelli cortissimi si limita a guardare, fuori scena, il compagno al lavoro.

Nel 2004 esce Downside Up, un cofanetto di 4 CD, contenente b-side e rarità, come l'EP The Thorn del 1984. Il Times ha scritto nella sua recensione: "Perché questo è un gruppo che non ha mai riempito B-side con inferiori, tracce usa e getta. Piuttosto le vedevano come uno sbocco per alcuni dei loro lavori più radicali e impegnativi".[35]

Nel 2005 ha inizio il progetto di ristampa ristampe digitale per ripubblicare gli album in studio del gruppo. Nel 2006 i primi quattro dischi della band sono stati rimasterizzati e completati con bonus track inediti. Diverse registrazioni effettuate per il programma radiofonico di John Peel 1978-1986 sono stati pubblicati su Voices on the Air: The Peel Sessions. Il secondo lotto di rimasterizzazioni, per quanto riguarda il periodo 1982-1986, è stato pubblicato nel mese di aprile 2009. Sono incluse altre quattro ristampe (compreso l'altamente considerato A Kiss in the Dreamhouse del 1982). Nel giugno dello stesso anno è anche uscito At the BBC, contenente un DVD con tutte le performance televisive dal vivo nel Regno Unito della band e tre CD con registrazioni in concerto.

Il 10 settembre 2007 Siouxsie pubblica il suo primo album solista, Mantaray, per l'etichetta Universal.

Nel mese di aprile 2014, il singolo d'esordio Hong Kong Garden è stato ri-pubblicato come doppio 7". È stato annunciato che questo farebbe parte di un progetto di tre anni con la Universal.[36] A fine ottobre, gli ultimi quattro album in studio (Through the Looking Glass del 1987, Peepshow del 1988, Superstition del 1991 e The Rapture del 1995) sono stati ri-stampati in versione rimasterizzata con tracce bonus.[37] La cantante e il suo ex-bassista Steven Severin ha dato una lunga intervista a Mojo e Siouxsie è sulla copertina della rivista.[38] I due musicisti hanno curato un cd intitolato It's a Wonderful Life per i lettori mensili: il CD è una selezione di colonne sonore e musica classica da cui hanno tratto ispirazione.[39]

Nel 2015, dopo l'uscita di un'altra compilation intitolata Spellbound: The Collection, che include singoli, brani degli album e b-side, la band ha ristampato Join Hands del 1979 in vinile per la Record Store Day con diversa copertina.[40] Un cofanetto di CD intitolato Classic Album Selection Volume One è stato pubblicato nel gennaio 2016, contenente i primi sei album recentemente rimasterizzati da Kevin Metcalfe. Classic Album Selection Volume Two, comprendenti gli ultimi sei album, è uscito ad aprile. A settembre uscirà un'edizione in picture disc in vinile di The Scream. [41]

Artisti che hanno cantato delle cover di Siouxsie (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

  • 1984 - The Thorn - (Polydor Records)
  • 1987 - The Peel Sessions - (Strange Fruit)
  • 1989 - The Peel Sessions (The Second Session) - (Strange Fruit)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Massima posizione in classifica Certificatione
(copie vendute)
Album di provenienza
UK
[48]
AUS
[49]
NZ
[50]
US
[51]
US Dan
[51]
US Mod
[51]
IRE
[52]
1978 Hong Kong Garden 7 10 Brano non in album
1979 The Staircase (Mystery) 24
Playground Twist 28 Join Hands
Mittageisen 47 Version inglese su The Scream
1980 Happy House 17 Kaleidoscope
Christine 22
Israel 41 73 Brano non in album
1981 Spellbound 22 47 64 Juju
Arabian Knights 32 64
1982 Fireworks 22 Brano non in album
Slowdive 41 A Kiss in the Dreamhouse
Melt!/Il est né le divin enfant (Doppio lato A)[54] 49
1983 Dear Prudence 3 10 Brano non in album
1984 Swimming Horses 28 Hyæna
Dazzle 33
Overground 47 The Thorn
1985 Cities in Dust 21 17 22 Tinderbox
1986 Candyman 34 21
1987 This Wheel's on Fire 14 13 Through the Looking Glass
The Passenger 41
Song from the Edge of the World 59 Brano non in album
1988 Peek-a-Boo 16 53 14 1 18 Peepshow
The Killing Jar 41 37 2
The Last Beat of My Heart 44
1991 Kiss Them for Me 32 40 23 8 1 29 Superstition
Shadowtime 57 13
Fear (of the Unknown) 6 12
1992 Face to Face 21 7 Batman Returns (soundtrack)
1995 O Baby 34 125 21 The Rapture
Stargazer 64
"—" indica un brano che non è entrato in classifica

Brani in colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In inglese la pronuncia corretta è /Sùzy Sù/, mentre in italiano è prevalsa la dizione /Siùksi Siùks/, spesso omettendo il cognome d'arte e preferendo /Siùksi/). La pronuncia del nome del gruppo non presenta grossi problemi nella forma corretta /Banʃi:z/, che presenta però delle varianti: relativamente all'accento questo può cadere infatti sulla [à] oppure sulla [ì:], mentre una forma americaneggiante, oltre che l'accento sulla prima sillaba, preferisce invece utilizzare per questa il suono [æ], dando così vita alla forma alternativa /Bænʃi:z/, accentata appunto sulla [æ]; un'ultima nota va alla pronuncia italiana prevalente, che, indifferente al timbro della vocale accentata, preferisce però la sibilante finale sorda, piuttosto che sonora, generando così ulteriori varianti, corrispondenti alle forme /Banʃi:s/ e /Bænʃi:s/, ciascuna indifferentemente accentata sulla prima o sulla seconda vocale.
  2. ^ Nigel Williamson, Siouxsie & the Banshees (subscription required), su The Times, 27 novembre 2004. URL consultato l'8 luglio 2012.
    «...with the Banshees she helped to invent a form of post-punk discord full of daring rhythmic and sonic experimentation... The Banshees stand proudly alongside PIL, Gang of Four and the Fall as the most audacious and uncompromising musical adventurers of the post-punk era.».
  3. ^ Simon Reynolds, Rip It Up and Start Again: Postpunk 1978–1984, Penguin, 2005, p. 427, ISBN 0-14-303672-6.
  4. ^ McCormick, Neil (ed), (2006). U2 by U2, HarperCollins Publishers, pp. 56, 58 and 96
  5. ^ "U2 Jukebox" U2wanderer.org. U2'Compilation Mojo Magazine inclusi el singolo "Christine" di Siouxsie
  6. ^ Blade, Richard. "KROQ interview" with Morrissey Morrissey-solo. air date: 6 July 1997. Morrissey: "Siouxsie and the Banshees were excellent". "They were one of the great groups of the late 70s, early 80s".
  7. ^ "Johnny Marr of The Smiths Top Ten Guitarists" Uncut magazine. Morrissey-solo.com. November 2004.
  8. ^ cd di LCD inclusi una cover di "Slowdive" di Siouxsie and the Banshees
  9. ^ Massive Attack site. Versione di "Metal Postcard" (Siouxsie & the Banshees cover) per la pellicola the jackal "The Jackal"
  10. ^ Jeff buckley site. Elenco delle canzoni interpretati da Jeff Buckley. Inclusi "Killing Time" dei Siouxsie e del suo secondo gruppo, The Creatures
  11. ^ Tricky, CD "Nearly God" versione "Tattoo" di Siouxsie & the Banshees
  12. ^ Garbage site. Shirley Manson's Garbage intervista, Melody Maker 1997
  13. ^ "Icon: Siouxsie", The Fader Magazine, The Icon Issue 67, aprile / maggio 2010. P. 71: Dave Sitek (David Andrew Sitek) TV on the Radio. "I've always tried to make a song that begins like "Kiss Them for Me". I think songs like "I Was a Lover" or "Wash the Day away" came from that element of surprise mode where all of a sudden this giant drum comes in and you're like, what the fuck?! That record was the first one where I was like, okay, even my friends who don't know who The Cure or Sonic Youth are, they're going to fall for this. I feel like that transition into that record was a relief for me. Really beautiful music was always considered too weird by the normal kids and that was the first example where I thought, we've got them, they're hooked! I watched people dance to that song, people who had never heard of any of the music that I listened to, they heard that music in a club and went crazy.
  14. ^ Paul Morley, A World Domination By 1984 Special, in NME, 14 January 1978.
    «They hold the house record at the Vortex. They sold out The Nashville two nights running.».
  15. ^ Complete Control : Siouxsie in Wonderland, in NME, 24 June 1978.
    «If it's our material, we want to have control over what is put out, how it is put out... the packaging and God knows what else.».
  16. ^ Jon Savage, A Scream in a Vacuum [Join Hands review], in Melody Maker, 1 September 1979.
  17. ^ Gurr, Ronnie, Join Hands review, in Record Mirror, 1 September 1979.
  18. ^ Paulo Hewitt, Siouxsie's sketches, in Melody Maker, 26 July 1980.
  19. ^ Paulo Hewitt. "Siouxsie’s sketches" [Kaleidoscope review]. Melody Maker. 26-07-1980. "Happy House, with its nagging riff and liquid guitar, was great pop as well, everything moving together to form its own particular distinctive sound and tension."
  20. ^ Alexis Petridis. "The Guardian, 1000 albums to hear before you die". Guardian.co.uk. 21-11-2007. "Perennial masters of brooding suspense, the Banshees honed their trademark aloof art-rock to its hardest and darkest pitch on Juju. With their musical alchemy at its peak and Siouxsie at her most imperious, pop marvels such as Spellbound and Arabian Knights were poised, peerless exercises in magic realism that you could dance to."
  21. ^ Betty Page, Juju review, in Sounds, 27 June 1981.
  22. ^ Johnny Marr Top Ten Guitarists, in Uncut, November 2004.
  23. ^ Johnny Marr Top Ten Guitarists, Morrissey-solo.com. URL consultato il 1º novembre 2011.
  24. ^ Steve Sutherland, Awakening Dreams [A Kiss in the Dreamhouse review], in Melody Maker, 6 November 1982.
    «Dreamhouse is an intoxicating achievement».
  25. ^ Jim Reid, A Kiss in the Dreamhouse review, in Record Mirror, 6 November 1982.
    «This is a very fine pop record.».
  26. ^ Richard Cook, A kiss in the Dreamhouse review, su NME, Rock's Backpages (subscription required), 6 novembre 1982. URL consultato il 1º ottobre 2012.
  27. ^ Mark Jenkins, The Thorn review, in NME, 25 October 1984.
  28. ^ Music Is Love! 15 Tracks That Changed The World, in Mojo, vol. 163, June 2007.
  29. ^ Covers archive, su Mojo. URL consultato il 1º novembre 2010.
  30. ^ Il singolo "Peek-a-Boo", dall'album Peepshow, è stata la prima Numero 1 nella classifica di Billboard «Modern Rock Tracks», nella settimana del 10 settembre 1988.
  31. ^ Roger Morton, Peek-A-Boom [Boomerang review], in NME, 11 November 1989.
    «A rich and unsettling landscape of exotica».
  32. ^ The Stud Brothers, Single of the week (Kiss them for me by siouxsie and the Banshees), in Melody Maker, 18 May 1991.
    «Sublime, [...] It doesn't just groove, [...] It floats almost imperceptibly to its ecstatic climax, each sweet verse and saccharin chorus a tantalising hint of what's to come.».
  33. ^ Split in the Dreamhouse, in Melody Maker, 13 April 1996.
  34. ^ Anima Animus review, in The Times, 13 febbraio 1999.
    «hypnotic and inventive».
  35. ^ Nigel Williamson, Siouxsie & the Banshees, in The Times, 27 novembre 2004.
  36. ^ Siouxsie and the Banshees to reissue 'Hong Kong Garden' on double 7-inch vinyl, Slicingupeyeballs.com, 11 marzo 2014. URL consultato il 18 marzo 2014.
  37. ^ Siouxsie and the Banshees relaunch archival campaign, new reissues due out in October, Consequenceofsound, 22 agosto 2014. URL consultato il 1º settembre 2014.
  38. ^ Siouxsie Sioux Lifts Lid On Banshees Power Struggle, Mojo, 25 settembre 2014. URL consultato il 1º ottobre 2014.
  39. ^ Siouxsie and the Banshees interview, Mojo, 30 settembre 2014.
  40. ^ Siouxsie and the Banshees to reissue 'Join Hands' on vinyl with original artwork, tracklist, Slicingupeyeballs.com, 11 marzo 2015. URL consultato il 18 marzo 2015.
  41. ^ "Siouxsie and the Banshees The Scream Picture Disc 2016". Thesoundofvinyl.com. Retrieved 4 July 2016
  42. ^ Sito Web di Tricky (cover: "Tattoo")
  43. ^ Sito Web dei Massive Attack
  44. ^ Jeff Sito Web di Buckley
  45. ^ Red Hot Chilli Peppers V2001 festival setlist
  46. ^ DeVotchka, official sito, biografia - Brano: "The Curse Your Little Heart EP showcases the band’s versatility, reinterpreting tracks by the Velvet Underground, Frank Sinatra, Siouxsie and the Banshees, and others, in addition to taking on one of their own older songs. Could the band itself even have predicted what would transpire of the Arcade Fire’s Win Butler’s suggestion to the band that they take on "Last Beat of My Heart"? The end result is the center-piece of the EP, a grand and soaring take on the song.
  47. ^ Faith no More "Switch"(2010). Youtube.
  48. ^ Chart Stats - Siouxsie and the Banshees, chartstats.com. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  49. ^ australian-charts.com - Australian charts portal, australian-charts.com. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  50. ^ charts.org.nz - New Zealand charts portal, charts.org.nz. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  51. ^ a b c Siouxsie and the Banshees Album & Song Chart History - Hot 100, Billboard. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  52. ^ "Search the Charts". Irish Recorded Music Association. Data access 18 settembre 2012. NB: Digitare "siouxsie and the banshees" in "Search by Artist" e cliccare "search".
  53. ^ a b British Phonographic Industry search results, British Phonographic Industry. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  54. ^ Questo singolo è entrato in classifica con entrambi i brani come è scritto nel The Guinness Book of British Hit Singles (Rice).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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