Sinfonia (opera)

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La sinfonia è una delle forme strumentali con cui un'opera può iniziare, prima dell'apertura del sipario.

Rispetto al preludio e all'ouverture alla francese ha struttura maggiormente definita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sinfonia è un termine tipicamente italiano (a differenza di ouverture che è francese e di preludio che è mutuato dal tedesco "Vorspiel"). Il nome sinfonia deriva dal fatto che dalla fine del Seicento, con Alessandro Scarlatti, la sinfonia operistica ha struttura tripartita: Allegro-Adagio-Allegro.

In realtà, la sua nascita si deve ad un'esigenza essenzialmente pratica. Nel Settecento il teatro era un luogo in cui il pubblico si recava e passava parecchie ore, non solo per assistere alla rappresentazione di un'opera, ma anche per mangiare, stare in compagnia, giocare a carte o a dadi. Così, era necessario che a un certo punto l'orchestra si mettesse a suonare per far capire a tutti che lo spettacolo iniziava. Per dare a tutti il tempo di sistemarsi senza che nel trambusto ci si perdesse qualcosa dell'opera, nacque l'usanza di eseguire all'inizio appunto una breve sinfonia orchestrale. Dapprima queste sinfonie non erano legate all'opera che si rappresentava ma nell'ultima parte del Settecento i compositori iniziarono a trattare questa forma musicale come una vera e propria introduzione all'opera, appositamente composta. Alla fine del Settecento la Sinfonia viene così ad assumere la forma bipartita che avrà grande fortuna nella prima parte dell'Ottocento: un tempo lento seguito da un allegro, generalmente in forma-sonata, che utilizza alcuni dei temi principali dell'opera ne introduce il clima. Pensiamo alla Sinfonia del Don Giovanni di Mozart, che si apre con un'anticipazione dei sinistri accordi che accompagneranno nel secondo atto l'ingresso in scena della statua del Commendatore.

Non sempre, per altro, la sinfonia di un'opera ne anticipa i temi musicali. Rossini, di fronte alla necessità di far fronte alle scadenze stabilite dalla committenza, arriva addirittura a riciclare una sinfonia da un'opera ad un'altra: ecco così che la sinfonia composta in origine per un'opera seria, Aureliano in Palmira, e riutilizzata per un'altra opera seria, Elisabetta, regina d'Inghilterra, diventa famosa come sinfonia di un'opera buffa: Il barbiere di Siviglia. Ed è proprio con Rossini che la sinfonia si afferma come brano autonomo, destinato a conquistare una fama che talvolta, come nel caso de La gazza ladra, arriva a superare quella della stessa opera. Le sue sinfonie più fortunate, oltre a quelle citate, sono quelle dell'Italiana in Algeri, della Cenerentola, e della Semiramide (vedi anche Sinfonia della Semiramide). Altrettanto famosa è la cosiddetta sinfonia del Guglielmo Tell, che tuttavia a rigore rientra tra le ouverture alla francese.

La forma della sinfonia operistica decade progressivamente nel corso dell'Ottocento, quando il dramma diventa sempre l'elemento centrale del teatro d'opera. Già in Verdi, le opere sono spesso precedute solo da un breve preludio, che ha il compito di introdurci direttamente nel vivo dell'azione.

Una eccezione è rappresentata da Wagner che nelle sue opere, peraltro di dimensioni monumentali, inserisce talvolta una sinfonia (più spesso un preludio) che richiama i leitmotiv che costituiscono la base delle sue composizioni.

Celebri sinfonie d'opera[modifica | modifica wikitesto]

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