Sinéad O'Connor

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Sinéad O'Connor / Shuhada' Davitt
FIL 2013 - Sinéad O'Connor 05.JPG
Sinéad O'Connor nel Festival interceltico di Lorient, 2013
NazionalitàIrlanda Irlanda
GenerePop
Folk rock
Musica tradizionale irlandese
Periodo di attività musicale1987 – in attività
Album pubblicati11
Studio11
Sito ufficiale

Magda Davitt, nata Sinéad Marie Bernadette O'Connor[1] e dal 2018 conosciuta anche come Shuhada' Davitt[2] (Dublino, 8 dicembre 1966), è una cantautrice irlandese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Sinéad, nata a Dublino da famiglia numerosa (suo fratello, Joseph O'Connor è uno scrittore di successo), è stata una tra le voci più affascinanti degli anni ottanta e novanta, artista dalla spiccata personalità, che deve la sua fama sia alla musica, ma anche al suo essere anticonformista; è ricordata per il suo look fuori dal comune (spesso aveva i capelli rasati a zero) e le sue opinioni controverse.

Sinéad impara a suonare la chitarra e a comporre canzoni mentre frequenta la scuola. All'età di 14 anni si unisce al gruppo irlandese In Tua Nua col quale esordisce come autrice nel brano Take my hand che diventa un successo nel 1984[3] e in seguito collabora con il gruppo dei Ton Ton Macoute.[4] Questa collaborazione le vale un contratto con l'etichetta indipendente Ensign Records.

Nel 2017 cambia il suo nome all'anagrafe in Magda Davitt.[1] e nel 2018 si converte all'Islam.[2]

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 Sinéad si trasferisce a Londra per lavorare al suo primo album. The Lion and the Cobra, scritto e prodotto dalla stessa Sinéad viene pubblicato nel 1987 ed è un immediato successo di pubblico e critica, nell'album appare anche una giovane Enya che nel brano Never get old recita in gaelico alcuni passi della Bibbia. Sull'onda del successo del disco Sinéad intraprende un tour attraverso l'Europa e gli Stati Uniti. Il concerto tenuto al Dominion Theatre di Londra nel giugno 1988 viene ripreso dal regista John Maybury e l'anno seguente viene pubblicato col titolo The Value of Ignorance. Il 1989 vede inoltre l'esordio di Sinéad come attrice nel film Hush-a-Bye Baby.

In campo musicale il suo successo maggiore rimane legato al singolo Nothing Compares 2 U, del 1990, e incluso nell'album I Do Not Want What I Haven't Got. Il brano è una struggente ballata romantica e raggiunse i vertici delle classifiche mondiali. Prince, nel 1985, l'aveva composta e affidata ai The Family che la inclusero nel loro unico disco, rivelatosi un totale insuccesso. La O'Connor, dopo cinque anni, spinta dal suo manager, reinterpreta a suo modo il brano, altrimenti destinato a rimanere sconosciuto. Lo stesso album ottenne un ragguardevole successo, trainato anche dai singoli successivi The Emperor's New Clothes e Three Babies. L'album vende 7 milioni di copie nel mondo.[5]

Sulla scia della popolarità, prende parte al mastodontico concerto The Wall - Live in Berlin organizzato da Roger Waters il 10 settembre 1990, esibendosi sulle note del brano Mother insieme a The Band.

Nel 1992 pubblica il terzo album Am I Not Your Girl?, composto da una serie di omaggi a celebri standard jazz che abbracciano circa sessant'anni di storia della canzone, con un solo inedito, Success Has Made a Failure of Our Home, di cui ha scritto il testo.

Tra il 1990 e il 1991 ha una relazione con il cantante Anthony Kiedis, membro del gruppo Red Hot Chili Peppers, il quale le dedica la canzone I Could Have Lied (contenuto nell'album Blood Sugar Sex Magik).

Le polemiche, la crisi personale e il ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 dopo essersi rifiutata di cantare l'inno nazionale degli stati uniti d'America, Frank Sinatra dichiarò che l'avrebbe volentieri presa a calci nel sedere.[6] Nel mese di ottobre dello stesso anno, mentre cantava War di Bob Marley al Saturday Night Live cambiò inaspettatamente le ultime parole del testo per riferirsi esplicitamente al problema della pratica della pedofilia denunciata contro alcuni esponenti della Chiesa di Roma negli Stati Uniti d'America[7]. Al termine della canzone immediatamente strappò davanti alle telecamere una foto di Papa Giovanni Paolo II dicendo con fermezza "combatti il vero nemico" ("Fight the real enemy", nell'originale).[8] Nel 1997, la O'Connor durante un'intervista ha pubblicamente chiesto scusa al Papa per tale gesto.[9]

La cantante partecipa il 16 ottobre 1992 al concerto presso il Madison Square Garden dedicato ai trent'anni di carriera di Bob Dylan ma, salita sul palco, il pubblico comincia a insultarla per via delle sue posizioni provocatorie. La O'Connor aspetta in silenzio che il pubblico si calmi, poi perde le staffe, fa segno di non avere alcuna intenzione di cantare e comincia a recitare arrabbiata la canzone War di Bob Marley.[10] Il pubblico rimane ammutolito mentre lei esce e viene abbracciata da un comprensivo Kris Kristofferson.

L'album del 1994 Universal Mother non ottiene particolari consensi, e in realtà anche gli album successivi non arriveranno più a toccare il picco di popolarità dei primi album, anche per via del diradarsi delle apparizioni pubbliche della cantante e alla scarsa promozione dei suoi lavori.

Nei tardi anni novanta la cantante è stata ordinata prete da un movimento cattolico indipendente, decidendo di farsi chiamare Madre Bernadette Mary, annunciando nel 2003 di avere intenzione di abbandonare l'industria discografica[11].

Pur continuando a esibirsi, nel 2005 dichiara in una intervista concessa a Interview che la sua missione è di "salvare Dio dalla religione"[12].

Il 27 dicembre 2011, dopo soli 18 giorni di matrimonio, la cantante irlandese ha divorziato dal marito Barry Herridge, con il quale si era sposata a Las Vegas.[13]

Il 5 marzo 2012 pubblica l'album How About I Be Me (And You Be You)?. Il successivo 23 aprile annuncia l'annullamento di tutte le date del suo tour a causa di un disturbo bipolare ma poi ci ripensa.[14]

Il 2 luglio 2013 durante un concerto in provincia di Milano[15]dedica solo voce la canzone I Am Stretched on Your Grave ad Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I. Poco prima del concerto ha ricevuto il Direttore del Museo dei Papi di Padova, Ivan Marsura, che le ha portato in dono un ritaglio dell'abito di Papa Luciani.

Il 26 agosto 2014 esce l'album I'm Not Bossy, I'm the Boss, ultimo lavoro della cantante irlandese, che riceve buoni plausi dalla critica e che raccoglie, come nello stile dell'artista, ballate dolenti accanto a pezzi classicamente rock.[16] Il mese successivo parte il suo tour mondiale: prima data a Terni il 20 settembre davanti a oltre 5.000 persone[17], a seguire Amsterdam, Bruxelles, Toronto, Chicago e New York.[18]

Il 16 marzo 2015 Sinéad O'Connor dichiara sulla sua pagina Facebook che non canterà più Nothing Compares 2 U perché non la sente più sua e non riesce a dare emozioni al brano.[19]

Il 29 novembre 2015 sulla sua pagina Facebook dichiara Le ultime due notti mi hanno distrutto. Ho preso un'overdose. Non c'è altro modo per ottenere rispetto. Non sono a casa, sono in un hotel da qualche parte in Irlanda, sotto un altro nome (in originale I have taken an overdose. There is no other way to get respect. I am not at home, I'm at a hotel, somewhere in Ireland, under another name) e subito dopo aggiunge: Finalmente vi siete sbarazzati di me. Le sue dichiarazioni hanno allertato le autorità irlandesi che hanno rassicurato i numerosi fan sulle condizioni della cantante.[20]

L'8 agosto 2017 pubblica un video di 11 minuti sulla sua pagina Facebook nel quale dichiara le seguenti parole: Sono da sola, tutti mi trattano male e sono malata. Le malattie mentali sono come le droghe. Vivo in un motel Travelodge in New Jersey e sono da sola. E non c'è niente nella mia vita eccetto il mio psichiatra, la persona più dolce al mondo, che mi tiene in vita. Voglio che tutti sappiano cosa significa, e perché faccio questo video. Le malattie mentali sono come le droghe, sono uno stigma: all'improvviso tutte le persone che dovrebbero amarti e prendersi cura di te ti trattano male[21].

La conversione all’Islam[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 ottobre 2018 annuncia pubblicamente di essersi convertita all’Islam adottando il nome di Shuhada’ Davitt.[2]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Sinéad O'Connor.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989 – The Value of Ignorance (Dominion Theatre, London 1988) - [VHS/Laserdisc]
  • 1991 – The Year of the Horse (Ahoy Sport Palais, Rotterdam 1990) - [VHS/Laserdisc]
  • 2003 – Goodnight, Thank You, You've Been a Lovely Audience (Vicar Street, Dublin 2002) - [DVD]
  • 2003 – Live! (The Value of Ignorance + The Year of the Horse) - [DVD]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Metro UK. Retrieved 9 November 2017
  2. ^ a b c La cantante irlandese Sinead O’Connor si converte all’Islam: “Il mio nome è Shuhada' Davitt”, in La Stampa.it, 26 ottobre 2018. URL consultato il 26 ottobre 2018.
  3. ^ (EN) The Lion And The Cobra, su RollingStone, 28 gennaio 1988. URL consultato il 6 novembre 2018.
  4. ^ (EN) Ton Ton Macoute, su irishrock.org. URL consultato il 6 novembre 2018.
  5. ^ https://www.telegraph.co.uk/culture/music/11007782/Sinead-OConnor-Live-with-the-devil-and-you-find-theres-a-God.html
  6. ^ (EN) BBC News SHOWBIZ Sinead O'Connor 'to wed'
  7. ^ (EN) Sinead O'Connor Throw Down Your Arms - PopMatters Music Review
  8. ^ Sinéad O'Connor strappa la foto del Papa, su Accadde Oggi, 3 ottobre 1992. URL consultato il 7 novembre 2018.
  9. ^ El Mundo Visto Desde Roma, Zenit News Agency, 21 settembre 1997. URL consultato il 24 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2005).
  10. ^ (EN) POP VIEW; Why Sinead O'Connor Hit a Nerve, su The New York Times, 1º novembre 1992. URL consultato il 7 novembre 2018.
  11. ^ Sinead O'Connor To Retire ... Again - News Story | Music, Celebrity, Artist News | MTV News
  12. ^ Burning Spear, Sinead O'Connor: have time off and a dose of Jamaican spirit chilled out the Irish spitfire? Not bloody likely, Interview, 2005-09. URL consultato il 24 ottobre 2006.
  13. ^ Sinèad O'Connor,divorzio dopo 18 giorni, su Tgcom24 Mediaset, 27 dicembre 2011. URL consultato l'8 novembre 2018.
  14. ^ Sinéad O'Connor, addio tour: «Sono bipolare, sto male», su Vanity Fair.it, 23 aprile 2012. URL consultato l'8 novembre 2018.
  15. ^ Sinéad O'Connor:meno di un mese all'unica data italiana, su newspettacolo.com, 8 giugno 2013. URL consultato l'8 novembre 2018.
  16. ^ Intervista a Sinéad O'Connor sul nuovo album "I'm Not Bossy,I'm The Boss", su IO donna Corriere della Sera, 5 agosto 2014. URL consultato il 1º novembre 2018.
  17. ^ In migliaia per Sinéad O'Connor a Terni, su ANSA.it, 21 settembre 2014. URL consultato il 6 novembre 2018.
  18. ^ Sinéad O'Connor torna e stupisce, su thetimeinmusic.com, 22 settembre 2014. URL consultato il 6 novembre 2018.
  19. ^ Sinead O'Connor, mai più Nothing Compares 2U, Mentelocale, 19 marzo 2015.
  20. ^ Police rush to Sinead O'Connor's hotel room after she posted 'suicide note' on Facebook, Daily Mail on Line, 30 novembre 2015.
  21. ^ Sinead O'Connor: 'sono sola, tutti contro me' - VIDEO - Cultura & Spettacoli, in ANSA.it, 8 agosto 2017. URL consultato l'8 agosto 2017.

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