Sindrome di Pfeiffer

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Sindrome di Pfeiffer
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Bambino con sindrome di Pfeiffer di tipo II con craniostenosi bicoronale e proptosi, prima e dopo l'intervento chirurgico
Malattia rara
Cod. esenz. SSNRN1040
Specialitàreumatologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
OMIM101600

La sindrome di Pfeiffer è una malattia genetica molto rara caratterizzata dalla fusione prematura di alcune ossa del cranio, che colpisce la struttura della testa e del viso. Inoltre, la sindrome include malformazioni alle mani e ai piedi di gravità variabile.

La sindrome di Pfeiffer è una craniostenosi associata a una mutazione del gene FGPR. Le suture del cranio che si fondono in questa sindrome sono quelle coronali e a volte sagittali. Colpisce 1 su 100.000 nati[1] e comprende diverse manifestazioni a seconda del tipo di gene FGPR.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome prende il nome da Rudolf Arthur Pfeiffer (1931-2012)[2]. Nel 1964, Pfeiffer descrisse otto individui in tre generazioni di una stessa famiglia che presentavano anomalie a testa, mani e piedi (acrocefalosindattilia) che erano state ereditate secondo un modello autosomico dominante[1][3][4].

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Molti dei tratti caratteristici del viso derivano dalla fusione prematura delle ossa del cranio (craniostenosi). La testa non è in grado di crescere correttamente, il che porta a una fronte alta prominente (brachicefalia) e a protusione (proptosi) e distanziamento tra i bulbi oculari (ipertelorismo). Inoltre, vi è una mascella superiore sottosviluppata (ipoplasia del mascellare). Circa il 50% dei bambini con sindrome di Pfeiffer ha perdita dell'udito, e sono comuni anche problemi dentali.

Nei soggetti con sindrome di Pfeiffer sono presente anomalie alle mani e ai piedi, in particolare alle dita. Sono ad esempio comuni dita insolitamente corte (brachidattilia) oppure fuse tra di loro (sindattilia).

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome di Pfeiffer è fortemente associata a mutazioni del recettore 1 del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR1) sul cromosoma 8 o del recettore 2 del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR2) sul cromosoma 10[1][5][6][7]. Questi geni codificano per i recettori del fattore di crescita dei fibroblasti, che sono importanti per il normale sviluppo osseo[8]. Si ritiene che l'età paterna avanzata sia un fattore di rischio per alcuni casi di sindrome di Pfeiffer a causa di un aumento delle mutazioni nel liquido spermatico man mano che gli uomini invecchiano[1][9].

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione clinica più ampiamente accettata della sindrome di Pfeiffer è stata pubblicata da M. Michael Cohen nel 1993[1][10]. Cohen ha suddiviso la sindrome in tre tipi, possibilmente sovrapposti[3]:

  • Il tipo 1, noto anche come sindrome di Pfeiffer classica, include craniostenosi e un'alterazione della crescita scheletrica della faccia mediale. Questo tipo è ereditato secondo un modello autosomico dominante. La maggior parte delle persone con sindrome di Pfeiffer di tipo 1 ha un'intelligenza nella norma e una durata della vita normale.
  • Il tipo 2 presenta un cranio a forma di quadrifoglio (Cloverleaf skull o Kleeblattschädel) a causa di un'estensiva fusione delle ossa craniche e di una grave proptosi. Questo tipo si presenta sporadicamente (cioè non sembra essere ereditato), ha una prognosi infausta e una grave compromissione neurologica, generalmente con morte precoce.
  • Il tipo 3 include craniostenosi e grave proptosi. Anche questo tipo si presenta sporadicamente (cioè non sembra essere ereditato), ha una prognosi infausta e una grave compromissione neurologica, generalmente con morte precoce.

Trattamento e prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Il principale problema è la fusione precoce del cranio, che può essere corretta con una serie di procedure chirurgiche, spesso entro i primi tre mesi dalla nascita. Gli interventi chirurgici successivi sono necessari per correggere le deformità respiratorie e facciali.

I bambini con sindrome di Pfeiffer di tipo 2 e 3 "hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi neurologici e una ridotta aspettativa di vita" rispetto ai bambini con sindrome di Pfeiffer di tipo 1, ma se trattati, possono verificarsi esiti favorevoli[11]. Nei casi più gravi, le complicanze respiratorie e neurologiche portano a morte prematura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Vogels, A., & Fryns, J. P., Pfeiffer syndrome, in Orphanet J Rare Dis, vol. 1, 2006, pp. 19, DOI:10.1186/1750-1172-1-19, PMC 1482682, PMID 16740155.
  2. ^ Whonamedit?, Pfeiffer's syndrome (Rudolf Arthur Pfeiffer), su whonamedit.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  3. ^ a b Cohen MM, Pfeiffer syndrome update, clinical subtypes, and guidelines for differential diagnosis, in Am J Med Genet, vol. 45, nº 3, 1993, pp. 300–7, DOI:10.1002/ajmg.1320450305, PMID 8434615.
  4. ^ (DE) Pfeiffer RA, Dominant erbliche Akrocephalosyndaktylie, in Zeitschrift für Kinderheilkunde, vol. 90, 1964, pp. 301–320, DOI:10.1007/BF00447500, PMID 14316612.
  5. ^ Muenke M., Schell U., Hehr A., Robin N. H., Losken H. W. & Schinzel A., A common mutation in the fibroblast growth factor receptor 1 gene in Pfeiffer syndrome, in Nat Genet, vol. 8, nº 3, 1994, pp. 269–274, DOI:10.1038/ng1194-269, PMID 7874169.
  6. ^ Rutland P., Pulleyn L. J., Reardon W., Baraitser M., Hayward R., & Jones B., Identical mutations in the FGFR2 gene cause both Pfeiffer and Crouzon syndrome phenotypes, in Nat Genet, vol. 9, nº 2, 1995, pp. 173–6, DOI:10.1038/ng0295-173, PMID 7719345.
  7. ^ Schell U., Hehr A., Feldman G. J., Robin N. H., Zackai E. H., de Die-Smulders C., Mutations in FGFR1 and FGFR2 cause familial and sporadic Pfeiffer syndrome, in Hum Mol Genet, vol. 4, nº 3, 1995, pp. 323–328, DOI:10.1093/hmg/4.3.323, PMID 7795583.
  8. ^ Chan C. T., & Thorogood P., Pleiotropic features of syndromic craniosynostoses correlate with differential expression of fibroblast growth factor receptors 1 and 2 during human craniofacial development, in Pediatr. Res., vol. 45, nº 1, 1999, pp. 46–53, DOI:10.1203/00006450-199901000-00008, PMID 9890607.
  9. ^ Glaser R. L., Jiang W., Boyadjiev S. A., Tran A. K., Zachary A. A., & Van Maldergem L., Paternal origin of FGFR2 mutations in sporadic cases of Crouzon syndrome and Pfeiffer syndrome, in Am J Hum Genet, vol. 66, nº 3, 2000, pp. 768–777, DOI:10.1086/302831, PMC 1288162, PMID 10712195.
  10. ^ National Institutes of Health, Genetic and Rare Diseases (GARD) Information Center, Pfeiffer syndrome: Symptoms, su rarediseases.info.nih.gov, 1º aprile 2016. URL consultato il 22 agosto 2018.
  11. ^ Robin NH, Scott JA, Arnold JE, Goldstein JA, Shilling BB e Marion RW, Favorable prognosis for children with Pfeiffer syndrome types 2 and 3: implications for classification, in Am J Med Genet, vol. 75, nº 3, 1998, pp. 240–244, DOI:10.1002/(sici)1096-8628(19980123)75:3<240::aid-ajmg2>3.3.co;2-c, PMID 9475589.

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