Sindrome di Münchhausen per procura

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Sindrome di Münchhausen per procura (MSP), conosciuta anche come sindrome di Polle (Polle era il figlio del barone di Münchhausen, morto infante in circostanze misteriose) è un disturbo mentale che affligge genitori o tutori (per lo più donne madri) e li spinge ad arrecare un danno fisico al figlio/a (o ad altra persona incapace, ad esempio un familiare disabile) per farlo credere malato e attirare l'attenzione su di sé. Il genitore/tutore viene così a godere della stima e dell'affetto delle altre persone perché apparentemente si preoccupa della salute del proprio figlio/a. Il nome deriva dalla Sindrome di Münchhausen, nella quale il paziente si fa del male per farsi credere malato e attirare l'attenzione su di sé. È una sindrome che presenta una gamma di disturbi, che vanno dalla lieve esagerazione all'induzione letale. Le motivazioni del preparatore non sono probabilmente uniformi e possono includere comportamenti rivolti alla ricerca d'aiuto; l'idea delirante che la malattia è reale; la rabbia contro la vittima. Questo tipo di sindrome è molto complessa da descrivere perché intervengono, oltre alla coppia genitoriale con le caratteristiche soggettive e le dinamiche interne, anche le caratteristiche del bambino legate all'età, alle capacità di verbalizzazione, alla sua forza interna, al tipo di relazione con i genitori, soprattutto con la madre. Perché si verifichi l'abuso, infatti, è necessaria la collaborazione di tutto il sistema famigliare; tutti i membri della famiglia, anche di quella estesa, utilizzano la sindrome per mantenere la stabilità famigliare e negare i conflitti.

Questa sindrome costituisce un serio abuso sugli infanti.

Definizioni e incidenza[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica fondamentale della sindrome di Münchausen per procura (Münchausen Syndrome by Proxy – MSP) è il coinvolgimento di un genitore, solitamente la madre, che provoca i sintomi di una malattia nel figlio.

Il primo ad introdurre la dicitura di MSP fu il pediatra inglese Roy Meadow, in una pubblicazione del 1977. Il DSM-IV definisce la MSP come “Disturbo Fittizio con Segni e Sintomi Fisici Predominanti (300.19)” e nel DSM-IV-TR è così descritto: “La caratteristica essenziale è la produzione deliberata o simulazione di segni e sintomi fisici o psichici in un'altra persona che è affidata alle cure del soggetto. Tipicamente la vittima è un bambino piccolo e il responsabile è la madre del bambino. La motivazione di tale comportamento viene ritenuta essere il bisogno psicologico di assumere, per interposta persona, il ruolo di malato”. Meadow la definisce: “Situazione in cui i genitori, o inventando sintomi e segni che i propri figli non hanno, o procurando loro sintomi e disturbi (per esempio somministrando sostanze dannose), li espongono ad una serie di accertamenti, esami, interventi che finiscono per danneggiarli o addirittura ucciderli”.

Nel Regno Unito l'incidenza dei casi in bambini sotto l'anno di vita è circa di 2,8 su 100 000 all'anno e si calcola un tasso di mortalità tra il 9 e il 22% dei casi (Rosemberg, 1987; Sheppard, 2001). Per quanto ci siano molte relazioni di casi di MSP non esistono dei dati di prevalenza basati sulla popolazione.

La durata media per stabilire una diagnosi di MSP generalmente supera i sei mesi, spesso un fratello o una sorella sono morti per cause non diagnosticate prima che sia scoperta la MSP. Gli studi esistenti sottolineano che si tratta di un disturbo la cui diffusione è molto probabilmente sottostimata, anche perché sono i casi più gravi (magari perché ospedalizzati) che arrivano ad essere individuati.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica principale della MSP è il coinvolgimento di un genitore, solitamente la madre, che di fatto provoca i sintomi del figlio. Solitamente i sintomi non sono caratteristici di malattie conosciute e questo confonde i pediatri e gli altri clinici e li induce ad ulteriori accertamenti. In genere passa parecchio tempo prima che i medici inizino a prendere in considerazione l'idea che il malessere del piccolo paziente sia procurato dalla madre.

I metodi usati per creare sintomi nei figli sono eterogenei e spesso crudeli. Ad alcuni bambini sono state iniettate segretamente feci, urine o saliva, oppure flora fecale e microbi vaginali. Altri sono stati avvelenati con veleno per topi, purganti, arsenico, olio minerale, lassativi, insulina, sale o pepe da tavola, zucchero, tranquillanti e sedativi e in un caso persino con massicce quantità di acqua. Tra gli attacchi fisici si sono verificati tra gli altri: punture di spillo sul viso e sul corpo, lesioni facciali da strumento o con unghie e soffocamento premendo una mano o un cuscino sul volto. Altri attacchi fisici ugualmente pericolosi sono stati volontaria sottonutrizione e ambiente domestico sporco e trascurato, induzione di attacchi epilettici o perdita di coscienza. Una tecnica indiretta usata da queste madri è di falsificare le analisi di laboratorio, introducendo elementi estranei nei campioni, alterando i veri risultati delle analisi, o sostituendoli con altri di pazienti realmente malati.

La dottoressa Donna Rosemberg dell'Health Sciences Center dell'Università del Colorado indica quattro principali caratteristiche della MSP:

  1. la malattia del bambino viene simulata e/o provocata da un genitore o da chi ne fa le veci;
  2. il bambino viene ripetutamente sottoposto a esami e trattamenti medici;
  3. il responsabile dei maltrattamenti nega di sapere la causa della malattia del bambino;
  4. la sintomatologia acuta si riduce quando il bambino viene allontanato dal responsabile.

Sottotipi[modifica | modifica wikitesto]

Judith Libow e Herbert Schreirer del Children's Hospital Medical Centre di Oakland hanno classificato la MSP secondo le tipologie dei genitori:

  1. cercatori di aiuto. Sono casi solo apparentemente simili a quelli della MSP. Normalmente si ha un unico episodio di malattia immaginaria piuttosto che una lunga serie di esperienze mediche. Posta di fronte all'evidenza, la madre reagisce con sollievo, è disposta a collaborare e non tradisce alcun segno di ostilità o rifiuto. L'inganno le consente di cercare le cure mediche per sé, legittimando attraverso il figlio ‘malato' il bisogno di aiuto psicologico;
  2. responsabili attivi. Sono i casi da manuale della MSP, in cui un genitore direttamente e attivamente provoca i sintomi nel bambino tramite soffocamento, iniezioni o avvelenamento. Quello che stupisce è che queste madri sono straordinariamente cooperative e grate verso i medici, tanto da sembrare le madri ideali;
  3. medico-dipendenti. In questi casi di MSP l'inganno si limita ad un falso resoconto dei precedenti clinici del bambino. Non c'è alcun intervento diretto sulla sintomatologia. Naturalmente, a causa di questi falsi sintomi, il bambino subisce molti esami inutili e dolorosi. Le madri sono convinte che i figli siano realmente malati e si risentono se medici e personale ospedaliero non confermano le loro convinzioni. I bambini di questo gruppo sono in genere più grandi. Le madri sono tendenzialmente più ostili, paranoiche ed esigenti verso i medici da cui sono ‘dipendenti'.

Un altro sottotipo di MSP è stato individuato nella sindrome di Münchausen “seriale”, vale a dire che si ripete con più figli della stessa famiglia. In una rassegna di 117 casi riportati in letteratura la percentuale di episodi che si ripetono all'interno della stessa famiglia è del 9% (Rosemberg, 1987). Spesso nei casi di MSP seriale i figli “si ammalano” uno per volta, di solito intorno alla stessa età del fratello precedente, ma sono riportati casi in cui tutti i figli venivano ricoverati nello stesso momento.

Non necessariamente i famigliari sono i responsabili diretti dei maltrattamenti, la sindrome latente si manifesta a volte nella sua tipicità anche qualora avvengano per cause esterne casuali o naturali, è il caso di quella donna che dopo che il figlio annegò per cause naturali (anche se per gli investigatori incerto fu il ruolo della madre), interessò parossisticamente i media accusando un annegamento intenzionale da parte di terzi[1].

Caratteristiche della madre affetta da MSP[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente la madre MSP è una donna abbastanza colta, in grado di esprimersi con proprietà. Talvolta ha una preparazione medica di qualche tipo. Può aver frequentato un corso di laurea in infermieristica o in medicina, senza necessariamente laurearsi o conseguire il titolo. Spesso segue con attenzione le serie televisive di ambientazione ospedaliera o medica, compra riviste che trattano dell'argomento e legge dizionari medici. Quando il figlio viene ricoverato si dimostra un'ottima interlocutrice per il personale sanitario, ascolta con attenzione e si dimostra collaborativa. È per questo che una diagnosi di MSP viene solitamente accolta con sorpresa dagli operatori, che la consideravano una madre affettuosa e amorevole. La percezione introspettiva e personale del ruolo di madre, può essere sentito dolorosamente, nel momento in cui il suo vissuto, per modalità reattiva a vessazioni precoci o successive, non aderisce al proprio sesso biologico e/o alle aspettative connesse ad esso. In tal caso, l'individuo può vivere tale disarmonia in modo ambivalente, conflittuale secondo gradi variabili che vanno dal totale disconoscimento del proprio sesso, fino a rifiuto e negazione degli atteggiamenti ad esso legati, che può tradursi a livello inconscio, di non fare da madre al proprio figlio; per compenso reattivo, tali madri, percependo tale negativa propensione, cercano di occultarla a se stesse facendo molto più di quello che una una madre dovrebbe fare: ipernutrono ed iperproteggono la prole.

L'iperprotettività della madre Munchausen ha un carattere ambivalente[1]:è espressione, da un lato del legame affettivo presente nei confronti del figlio, unitamente al timore esasperato, spesso non reale e quindi fobico che questo possa essere danneggiato;dall'altro dell'aggressività che la madre nutre verso il figlio, sentito come estraneo persecutore o come parte di sé negativa, da colpire attraverso una attribuzione di malattia e un accanimento terapeutico prolungato nel tempo. Tale dinamica psichica risulta difficilmente riconoscibile dalla madre, non solo perché trae origine da epoche remote della sua esperienza esistenziale, ma anche per il fatto che essendo molto ansiogena, viene costantemente negata per difesa. L'iperprotettività nella madre Munchausen trova origine anche da motivazioni per così dire più semplici, quali vissuti di inadeguatezza come persona o come genitore con sensi di colpa e di inferiorità, che richiedono una smentita e impongono una compensazione. Di qui uno sforzo di autovalorizzazione che la madre interpreta come congruo e dovuto per se stessa e per suo figlio, e che viene di fatto attuato strumentalizzando la salute di quest'ultimo, dapprima rendendolo malato e poi mantenendolo tale per evitare cadute di validità della propria immagine di donna e genitore. La donna sentirà di avere un ruolo con la funzione di accudimento del figlio, per cui la sua identità inizierà a strutturarsi nell' immagine della madre accudente che esplica al massimo il suo ruolo nei momenti di malattia del figlio. Tale situazione è fortemente gratificante per la madre, al punto da essere da lei ricercata in maniera inconscia.

[1] Perusia G., La famiglia distruttiva. MSbP, sindrome di Munchausen per procura. Centro Scientifico Editore, Torino, 2007.

Gli aspetti patologici di una madre MSP sono da considerarsi le reazioni paranoidi, la convinzione maniacale che il figlio sia malato e la personalità sociopatica. Appare infatti evidente che queste donne adottano uno stile affascinante e subdolo per sfruttare gli altri violando le norme sociali e morali, senza senso di colpa o rimorso alcuno. Sono frequentemente affette da un disturbo di personalità più o meno marcato (istrionico, borderline, passivo-aggressivo, paranoide, narcisistico).

Infine è ricorrente il fatto che le madri abusanti siano state a loro volta vittime di maltrattamento, anche se in forma diversa, durante l'infanzia da parte dei genitori (Eminson, Postlethwaite, 1992; McGuire, Feldman, 1989; Rosemberg, 1987). Meadow ha reperito il ricorrere di abuso psicologico e incuria nel 70% almeno e di violenza fisica e sessuale in circa un quarto delle madri che hanno soffocato uno o più figli. Il bambino è doppiamente vittima, dal punto di vista fisico e psichico, della persona della quale dovrebbe fidarsi. Il ripetersi di visite ed esami invasivi, innescano nel bambino non soltanto la paura di una malattia, ma anche la percezione fantasmatica che qualcosa nel suo corpo non funziona, un'anormalità, in qualche modo comprovati dal fatto che sono necessari molteplici accertamenti. Questa condizione, fa si che il bambino si senta diverso dai suoi coetanei, meno sano, meno capace, in quanto non condivide le esperienze e non sperimenta analoghe competenze ed abilità per le limitazioni imposte dalla malattia e dalle cure che ne derivano. Il bambino arriva a perdere la capacità di percepire correttamente le sensazioni che gli provengono dal corpo, fino a non essere più in grado di distinguere se i suoi sintomi sono reali, immaginati da lui o indotti dagli altri, con lo strutturarsi, come conseguenza, di un Sè fragile e poco differenziato. Le conseguenze più gravi di questo tipo di abuso emergono nel momento in cui il bambino cresce e diventa adolescente, entrando in una fase della vita che per definizione porta con sé una serie di problematiche legate al corpo. Il rischio che corre il ragazzo Munchausizzato è quello di continuare a percepire il proprio corpo come malato ed evolvere verso strutture psicotiche in cui sia centrale il delirio dismorfofobico e quello ipocondriaco, oppure sviluppare l'anoressia mentale nel tentativo di distanziarsi dai messaggi invalidanti ricevuti e negando e mortificando il proprio corpo considerato fino ad allora come oggetto malato.

Ruolo del padre in MSP[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo del padre è misterioso e incerto. Il più delle volte è assente dalla vita familiare o resta lontano da casa per la maggioranza del tempo. Questo, naturalmente aiuta la madre nel fabbricare i sintomi senza che nessuno se ne accorga. Il fatto curioso, tuttavia, è che quando la donna viene scoperta e messa di fronte agli abusi perpetrati non di rado il marito la sostiene e può persino rendersi complice dei suoi inganni, facilitando tacitamente il suo comportamento.[senza fonte]

Legami con la sindrome di Münchausen[modifica | modifica wikitesto]

Molte madri affette da MSP hanno a loro volta precedenti di sindrome di Münchausen. Randal Alexander et al. hanno studiato cinque famiglie affette da MSP seriale, famiglie, cioè, in cui più di un figlio aveva subito maltrattamenti. Da questo studio è emerso che l'80% delle madri aveva inventato, almeno una volta, la propria sintomatologia. In ogni caso tutti gli esperti sembrano essere d'accordo sull'esistenza di un rapporto tra la MSP e la sindrome di Münchausen negli adulti.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

I pazienti con sindrome di Münchausen per procura sono trattati raramente con successo, comunque le terapie implicano raramente l'utilizzo di psicofarmaci e impiegano anni di psicoterapia.

L'approccio migliore per evitare o contenere i rischi anche a lungo termine è reputato quello di un programma terapeutico integrato, con intervento non solo di psicologi e psichiatri, ma anche di pediatri e professionisti delle agenzie di protezione dei bambini.

Implicazioni legali[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome di Münchausen per procura può essere a tutti gli effetti considerata un abuso sui minori. Questo tipo di abuso, tuttavia, non è ben noto, né tra il pubblico, né tra i medici che hanno in cura questi pazienti. In letteratura questi bambini vengono definiti "maltrattati chimicamente" o "batteriologicamente seviziati".

Le persone affette da sindrome di Münchausen per procura si trovano, sia dal punto di vista legale che dal punto di vista medico, in una condizione particolare e bizzarra. Infatti, perché la sindrome sia riconosciuta è necessario che sia verificato un comportamento di tipo criminale e il comportamento criminale è interpretabile solo sulla base della sindrome. Come è ovvio non è mai stato osservato un paziente affetto da sindrome di Münchausen per procura che non abbia maltrattato un figlio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ la Repubblica/mondo: Dresda, l'autopsia conferma 'Joseph non fu ucciso dai nazi'

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L.R. Franzini e J.M. Grossberg. Comportamenti bizzarri. Astrolabio, 1996
  • C. Gerald; E. Davison; M.J. Neale. Psicologia clinica. 2ª ed. Bologna, Zanichelli, 2000
  • I. Merzagora Betsos. Demoni del focolare. Mogli e madri che uccidono. Centro Scientifico Editore, 2003
  • R. Asher. Münshausen's syndrome, Lancet, 1951, 1: 339-341
  • R. Meadow. Management of Münchausen syndrome by proxy, Arch Dis Childhood, 1985, 60: 392
  • Lissy De Ridder e Hans Hoekstra. Manifestation of Münchausen Syndrome by Proxy in Pediatric Gastroenterology, J Pediatr Gastroenterol Nutr, 31: 2008-221
  • I. Marzagora Betsos. Madri che uccidono. Atti del VII Congresso Nazionale SOPSI (Roma, febbraio 2002)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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